Resistance - Muse

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Resistance - Muse

Alternativo - Registrazione: Studio - 1 CD - Casa Discografica: Warner Bros., WEA - Distributore: Arvato Services; Proper, Cinram Logistics - Data di ...

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86% positiva

27 opinioni degli utenti

Opinione su "Resistance - Muse"

pubblicata 09/09/2009 | beasoriani
Iscritto da : 24/08/2007
Opinioni : 83
Fiducie ricevute : 8
Su di me :
La mia passione è la musica, soprattutto i musical. Amo il cinema e la letteratura, e tutto quello che mi fa evadere dalla realtà in generale... aspettatevi tante recensioni artistiche, anche se non escludo di trattare anche altri argomenti!
Ottimo
Vantaggi maturità e consapevolezza dei mezzi, sound accattivante, citazioni illustri
Svantaggi alcune canzoni sono molto diverse dallo stile "Muse" classico
molto utile
Design del disco
Qualità dei testi
Qualità della musica
Voce artista
Originalità

"Rivolta e redenzione: il nuovo sound dei Muse"

Capita raramente che un album già prima della sua uscita divida così tanto gli animi dei fans (forse non accade nemmeno per gli U2, maestri della trasformazione evolutiva): da una parte i "delusi" che lamentano la fine dei Muse così come li avevano amati, dall'altra gli entusiasti che lo decantano come il miglior album di tutti i tempi.
Con la sua uscita (l'11 settembre - ma i brani sono già ascoltabili per i fans in anteprima sul sito ufficiale) queste due fazioni forse si riconcilieranno, perchè l'album è indubbiamente un buon lavoro, che abbraccia un po' tutto quello che i Muse sono e sono stati nei 10 anni della loro carriera.
Non un capolavoro assoluto, certo, qualche cosa che non funziona probabilmente c'è, anche se ora come è abbastanza difficile dare un giudizio assolutamente obiettivo. Per averlo, occorreranno ascolti su ascolti.
La prima impressione è quella di un lavoro eclettico, strano, originale non tanto per i singoli brani, che contengono scoperti omaggi a Queen, U2 e Depeche Mode(anche se alcuni originali lo sono davvero, come la spettacolare sinfonia tripartita Exo-genesis), quanto piuttosto per gli accostamenti audaci e la capacità di dare, nonostante tutto, una unitarietà di fondo, tanto che si può forse parlare di concept album.
Anche per quanto riguarda i testi. Bellamy non è nuovo a teorie della cospirazione e fantapolitica, e stavolta si è fatto molto influenzare dalle atmosfere orwelliane alla 1984, cucendo insieme una specie di arazzo musicale che più che un album è un film o un romanzo di fantascienza tradotto in musica.
Ma vediamo pezzo per pezzo questi brani:

1 - Uprising: si è parlato dei Kasabian per il ritmo saltellante un po' discotecaro ma per fortuna la somiglianza si ferma lì: presto entra in gioco un riff di chitarra veramente accattivante che non si lascia dimenticare facilmente. La voce di Bellamy non è mai stata così potente, sembra che abbia recuperato note di registro più basso che prima non utilizzava.

2 - Resistance: inizio atmosferico, con un piano che richiama gli U2 di New Year's Day,per poi trasformarsi un rock incalzante con un ritornello tormentone (se questa non diventerà un singolo non so quale potrà diventarlo) dai toni epici.

3 - Undisclosed Desires: uno dei pezzi più spiazzanti. Inizia con un ritmo in stile R'n'B e suoni elettronici che fanno pensare ai Depeche Mode. Una buona melodia e un testo insolitamente romantico per la band, viene penalizzata da una leggera monotonia nell'arrangiamento, che non cambia mai fino alla fine, ma resta un ascolto piacevole.

4- United States of Eurasia: il primo brano a essere rilasciato come bonus per i fans, che contiene il primo evidente omaggio ai Queen. Forse uno dei brani più eclettici: inizia come una ballad lenta al piano, per poi esplodere in un ritornello rock, con un intermezzo strumentale dai toni orientaleggianti, e finire sfumando nel notturno op.9 n.2 di Chopin, ovvero "Collateral Damage", accompagnato da archi e cori di sottofondo.

5 - Guiding Light: un brano dall'andamento epicheggiante, con ritmo pulsante e chitarra alla the Edge, quasi in stile inno da stadio, perfetta per essere intonata in coro ai concerti. Molto suggestiva.

6- Unnatural Selection: l'organo da chiesa introduce in pochi secondi uno dei brani più puramente rock dell'album, che richiama il sound dei "vecchi" Muse: la chitarra aggressiva e la voce distorta sono sostenute dal basso potente e dalla batteria nervosa. Stupenda la sezione centrale in cui il ritmo rallenta stemperandosi in suoni vagamente anni '70 per poi riprendere il ritmo di partenza con un bell'assolo nel finale. Uno dei brani migliori dell'album.

7 - MK Ultra: anche questa richiama il suono classico in stile Muse, e piacerà sicuramente ai fans di vecchia data. Il ritmo è incalzante e il sound "cattivo", elettronico. Anche qui una sezione centrale più lenta fa da ponte verso una ripresa finale, in un brano che altrimenti non concede un attimo di tregua.

8 - I belong to you: non fatevi trarre in inganno dall'inizio "poppeggiante" di questo brano. Una strizzata d'occhio all'easy listening stile Maroon 5, che però presto si trasforma completamente in quello che è forse il pezzo più geniale dell'album: dopo circa due minuti il ritmo si ferma, e Bellamy intona (alla sua maniera, naturalmente) un verso dell'aria "Mon Coeur s'ouvre a ta Voix" dall'opera Samson et Dalila di Camille Saint-Saens....sembra che non possa esserci niente di più discordante e invece per qualche ragione le due melodie si fondono in un modo che fa quasi credere che siano state scritte per essere cantate in questo modo. Da brivido.

9 - Exogenesis: Symphony pt 1: Overture:Ed ecco qua il progetto più ambizioso cui Bellamy stava lavorando da anni. Una sinfonia in tre parti, con ampio uso di orchestra e dal sapore nettamente classico, come si intuisce da questa prima parte, che non sfigurerebbe come colonna sonora di qualche film. La voce in falsetto di Bellamy ricama melodie sopra un tappeto orchestrale insieme a basso e batteria, con un effetto neanche poi così straniante, date le precedenti incursioni nel classico della band. Senza soluzione di continuità si passa a...

10 - Exogenesis: Symphony pt 2 : Cross Pollination: inizio con piano stile Rachmaninov tanto caro a Bellamy. Brevente diventa un brano di rock orchestrale con qualche schitarrata alla Brian May, per poi ritornare al pianoforte iniziale.

11 - Exogenesis: Symphony Pt 3: Redempion: il pianoforte apre anche qui con un arpeggio di influenza Schubertiana, ma poi gradualmente l'orchestra subentra e il ritmo cresce, così come l'intensità del brano, che diventa una sorta di inno di chiusura dell'album, elegiaco e conciliante.
Sembra incredibile che si sia partiti da Uprising per arrivare fin qui...non ci potrebbe essere nulla di più diverso. Eppure in qualche modo la magia è riuscita ancora una volta. In fondo anche questo è Muse.


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Commenti su questa Opinione

  • simocure pubblicata 11/04/2014
    la recensione è fatta bene, però concordo più sui difetti che sui pregi dell'album
  • Coloro pubblicata 01/10/2009
    Opinione molto interessante, come anche l'album dei Muse
  • Albes pubblicata 19/09/2009
    aspettavo con impazienza il loro ritorno... anch'io sono rimasto "spiazzato" dal nuovo sound, ma so già che, col tempo, passerò dalla perplessità all'entusiasmo
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Informazioni sul prodotto : Resistance - Muse

Descrizione del fabbricante del prodotto

Alternativo - Registrazione: Studio - 1 CD - Casa Discografica: Warner Bros., WEA - Distributore: Arvato Services; Proper, Cinram Logistics - Data di Pubblicazione: 14/09/2009 - EAN: 825646874347

Caratteristiche Tecniche

EAN: 825646874347

Ciao

Su Ciao da: 30/05/2011