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Ricordi di un vicolo cieco (Banana Yoshimoto)

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Ricordi di un vicolo cieco

4  25.07.2006

Vantaggi:
Bel libro, fresco e immediato

Svantaggi:
Ripetitività (non banale) dell'autrice

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Contenuti

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irene-arale

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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 42 utenti Ciao

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"Per te che cosa significa sentirti felice?" gli chiesi.
"Ehi, vuoi fare discorsi difficili?" disse.
"No, volevo solo sapere che cosa ti viene in mente se pensi alla felicità."
"E tu, Mimi?" chiese lui.
Certo che è strano, lo chiedo agli altri e sono la prima a non saper rispondere, pensai, e aspettai che mi venisse in mente qualcosa.
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Questo dialogo riassume bene i 5 racconti presenti nel nuovo romanzo di Banana Yoshimoto, "Ricordi di un vicolo cieco" ("Deddoendo no omoide", titolo originale giapponese). E' uscito appena un mese fa e, quando l'ho visto sullo scaffale della libreria, non ho potuto fare a meno di comprarlo: ho già tutti i suoi libri e il suo modo di scrivere fresco e immediato mi dà sempre un senso di piacevole tranquillità.

Il romanzo è suddiviso in 5 racconti, ognuno dei quali vede un personaggio che, a modo suo, cerca di riflettere sulla felicità, basandosi sulla sua vita odierna e passata, su ciò che gli è accaduto di bello ma anche di brutto; ognuno porta dentro di sé una piccola luce che aspetta di brillare a pieno, perchè è momentaneamente oscurata da qualche piccola o grande questione irrisolta.
Il primo racconto, "LA CASA DEI FANTASMI", vede protagonista Setchan, una ragazza che studia all'università e stringe una forte amicizia con Iwakura, un suo coetaneo a sua volta iscritto nella stessa università. Pian piano l'amicizia si trasforma in qualcosa di più, soprattutto dopo che Setchan si reca a casa di Iwakura e lui le dice che proprio lì abitano i fantasmi di 2 anziani coniugi. Sarà vero?
Nel frattempo Iwakura decide di recarsi a Parigi per studiare il francese e la cucina francese, quindi i due "amici" dovranno separarsi....
Nel secondo racconto, "MAMMAAA!", la protagonista è vittima di un avvelenamento del cibo della mensa dove lavora; anche se la destinataria di quell'insano gesto era un'altra persona è lei a farne le spese e sarà proprio questo "incoveniente" a farla riflettere su quanto sia preziosa la vita, che appunto stava per perdere.
Terzo racconto: "LA LUCE CHE C'E' DENTRO LE PERSONE". E' un ricordo della protagonista, Mitsuyo, ormai adulta, che rievoca la sua amicizia con un bambino molto sensibile, ma anche molto sfortunato nella vita. Tuttavia, la preziosità della luce emanata da quel bambino resta vivida nella memoria di Mitsuyo.
Quarto racconto

Fotografie per Ricordi di un vicolo cieco (Banana Yoshimoto)
Ricordi di un vicolo cieco (Banana Yoshimoto) Fotografia 1059483 tb
L'autrice, Mahoko "Banana" Yoshimoto
(il più breve): "LA FELICITA' DI TOMO-CHAN", dove Tomo-chan è una ragazza che ha subito violenza carnale da un suo amico d'infanzia, e per questo nutre una certa sfiducia verso l'altro sesso; ma un giorno si innamora di un tipo non convenzionale, non bello ma che comunque la attrae per il suo modo di fare e di pensare.
Ultimo racconto, omonimo, è "RICORDI DI UN VICOLO CIECO". Protagonista è Mimi, che scopre, dopo anni di fidanzamento-quasi matrimonio, che il suo ragazzo non la ama più. La delusione è cocente, il cuore fa male... Ha bisogno di solitudine, di stare lontana anche dalla sua famiglia, perchè in casa sua la camera è piena di foto, diari, ricordi del suo ormai passato amore; si ritrova così a casa di un suo zio, in un appartamento che si trova sopra un locale gestito da Nishiyama, ragazzo allegro che aiuterà Mimi a ritrovare la felicità.

Volutamente preferisco non svelarvi troppo le trame dei singoli racconti!
Comunque, questo è davvero un romanzo in stile Banana Yoshimoto: scrittura semplice (sembra di leggere lettere mandate da un nostro amico/a), temi che riguardano tutti noi da vicino (sfidanzamenti, momenti di tristezza, ricordi d'infanzia,...). Tuttavia, per chi conosce la Yoshimoto fin dagli esordi questo stile può risultare ripetitivo alla lunga. In effetti, nonostante io la ammiri molto, sono la prima ad ammettere che i suoi romanzi non si discostano molto da certi temi: amore in primo luogo, amicizia, viaggi, quotidianità in genere. Eppure, tutte le volte che leggo un suo romanzo, vengo "travolta" da un senso di tranquillità e di pace interiore! Ciò che è la forza di questo e di tutti i suoi romanzi è il fatto che riguardano da vicino ognuno di noi e, secondo me, ci permettono di non sentirci soli: spesso, quando siamo tristi abbiamo l'impressione di essere gli unici a soffrire, ma non è così. Molti altri come noi vivono situazioni di depressione, tutti hanno problemi, ma pian piano questi con il tempo si risolvono, anche se a volte richiedono enormi sforzi e sacrifici. Ciò che conta è essere disposti a risolverli con il cuore aperto, pronti a ricevere aiuto anche da persone insospettate e aprendo la nostra anima a chi ci è vicino e caro.
Questo è ciò che ci insegna "Ricordi di un vicolo cieco".

Una cosa che a mio parere è deliziosa: nei romanzi di Banana, si sente molto forte la presenza del cibo come elemento sacro nella giornata e nella vita degli uomini. Ovviamente non solo per nutrire il corpo, ma anche lo spirito: il cibo viene vissuto come un rito da compiere in compagnia ed è l'elemento fondamentale che caratterizza i rapporti tra le persone. Così, la descrizione dei cibi in questo romanzo mi fa sempre sembrare di sentirne gli odori, anche se si tratta di piatti che non ho mai assaggiato: dorayaki (dolce di pancake ripieno di marmellata di azuki-fagioli rossi), nabe (pentola di terracotta dove vengono introdotti carne, verdure crude che si cuociono lentamente), ojiwa, okayu, okowa.... mi rendo conto che è difficile rendere l'idea, ma leggendo si ha davvero l'impressione di gustare questi cibi squisiti.

Dopo avervi esposto le mie opinioni su questo bellissimo romanzo, vi racconto un po' della vita di Banana Yoshimoto.
Innanzitutto Banana è uno pseudonimo: il suo vero nome è Mahoko e ha scelto il soprannome "Banana" perchè ama molto i fiori rossi del banano, appunto, ma probabilmente anche perchè è facilmente pronunciabile in tutte le lingue del mondo (infatti in giapponese banana si dice "banana", non cambia il termine, così come in inglese); è nata a Tokyo il 24 luglio 1964 e suo padre è un famoso critico letterario, nonché poeta, Takaaki Yoshimoto. Proprio grazie al lavoro del padre, Mahoko avrà una libertà molto superiore a quella delle sue coetanee: infatti, ancora prima di laurearsi (titolo di studio: Diploma in Arte e Letteratura, conseguito nel 1987 presso la Nihon University di Tokyo).
Come tutti i giovani, i primi tempi per Mahoko non sono molto facili: lavora come cameriera in un golf-club guadagnando 480 dollari al mese (in Giappone è molto poco) e nelle pause di lavoro comincia a stendere i suoi racconti, proprio seduta sui tavolini del caffè del club. Nonostante tutto, il successo non tarda e nel 1988, con la pubblicazione di "Kitchen" (oggi tradotto in venti lingue), il nome di Banana Yoshimoto balza agli onori della critica letteraria. Grazie a questo romanzo d'esordio, infatti, le viene assegnato il premio Kaien per gli scrittori esordienti nel Novembre 1987 e, successivamente, il premio letterario Izumi Kyoka nel Gennaio 1988. Il verdetto è unanime: è nata una stella! Anche se non tutti i critici sono concordi per quel che riguarda il valore letterario delle sue opere, queste vengono ampiamente tradotte (e vendute). La semplicità, almeno apparente, dello stile viene compensata dalla forte carica polemica (e politica, per certi versi) e dai temi, anche scabrosi, che vengono affrontati con la massima disinvoltura. A quasi vent'anni dall'esordio letterario Banana Yoshimoto ha recentemente dichiarato di essere oggi interessata a nuovi argomenti, come l'esoterismo e l'humor nero, ha avvisato i lettori di tenersi pronti per qualcosa di veramente nuovo e non ha nascosto di aspirare al premio Nobel... (informazioni tratte da PROGETTOBABELE.IT - Marco Roberto Capelli)


BIBLIOGRAFIA _________________________________
Tutte le opere di Banana Yoshimoto sono state pubblicate in Italia dalla casa editrice Feltrinelli.
Dopo il titolo viene riportato (quando disponibile) l'anno di prima edizione giapponese, tra parentesi la data di prima edizione italiana.
- L'abito di piume - Feltrinelli 2005
- Arcobaleno - Feltrinelli 2005 (2003) Traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini
- Il corpo sa tutto - raccolta di racconti - Feltrinelli 2004
- La piccola ombra 2002 - Feltrinelli 2004 (2002) Traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini
- H/H 1998 - Feltrinelli 2003 (2001) Traduzione di Giorgio Amitrano
- Honeymoon 1997 - Feltrinelli 2003 (2000) Traduzione di Giorgio Amitrano
- Presagio triste 1988 - Feltrinelli 2003 Traduzione di Giorgio Amitrano
- Sonno profondo 1989 - Feltrinelli 2003 (1995) (1994) Traduzione di Giorgio Amitrano e Alessandro Giovanni Gerevini - Contiene: Sonno profondo, Viaggiatori nella notte, Un'esperienza
- Amrita 1994 - Feltrinelli 2002 (1998) Traduzione di Giorgio Amitrano
- Kitchen 1988 - Feltrinelli 2002 (1992) Traduzione di Giorgio Amitrano - Contiene: Kitchen, Plenilunio (Kitchen 2), Moonlight shadow
- Lucertola 1993 - Feltrinelli 2002 (1995) Traduzione di Giorgio Amitrano - Contiene: Giovani sposi, Lucertola, Spirale, Sogno con kimchee, Sangue e acqua, Strana storia sulla sponda del fiume
- N.P. 1991 - Feltrinelli 2002 (1993)Traduzione di Giorgio Amitrano
- Sly 1996 - Feltrinelli 2002 (1998) Traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini
- Tsugumi 1989 - Feltrinelli 2002 Traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini
- L'ultima amante di Hachiko 1996 - Feltrinelli 2002 Traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini


PREMI LETTERARI VINTI___________________________
1987 - Premio Kaien per scrittori esordienti per "Kitchen"
1988 - Premio Izumi Kyoka per "Kitchen"
1988 - Premio del Ministro della pubblica istruzione per scrittori esordienti per "Kitchen" e "Utakata/Sankuchuari"
1989 - Premio Yamamoto Shugoro per "Tsugumi"
1998 - Premio Izumi Kyoka
1993 - Premio Scanno per "N.P."
1995 - Premio Murasaki Shikibu per "Amrita"
1996 - Premio Fendissime Under 35 per "Lucertola"
1999 - Premio Maschera d' argento
2000 - Premio Bunkamura Duet Magot per "Furin to nanbei" (La Piccola Ombra)

CURIOSITA'______________________________________
- Il padre Takaaki è anche autore di un saggio su sua figlia intitolato "Yoshimoto Takaaki X Yoshimoto Banana".

- "Kitchen" è in realtà costituito da tre romanzi brevi, tra i quali "Moonlight Shadow" che è in assoluto il primo romanzo scritto da Banana Yoshimoto, essendo stato presentato come saggio di laurea nel 1987.

- I suoi registi preferiti sono Dario Argento e Nanni Moretti, che definisce, in un'intervista, "serio ma comico allo stesso tempo".

- Gli scrittori stranieri che preferisce sono Isaac B. Singer, Truman Capote e David H. Lawrence; il suo scrittore giapponese preferito è Marakami Ryu (autore di "Blu quasi trasparente"); il libro del cuore è "Cime tempestose" di Emily Bronte.

- La versione in inglese del suo libro Lucertola è stata dedicata alla memoria del defunto cantante rock Kurt Cobain.

- Anche la sorella di Banana, Haruno Yoiko, è un personaggio pubblico in Giappone. E' infatti famosa per la sua attività di disegnatrice di manga.
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di123

di123

17.02.2010 11:31

bella opi

Ti73

Ti73

24.10.2006 01:41

Li ho letti quasi tutti e mi piace molto come scrittrice.Questo ancora mi manca....

ursula78

ursula78

17.10.2006 14:32

Della Yoshimoto ho letto Tsugumi e Sonno profondo. Non è tra le mie scrittrici preferite, per dire il vero.

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