Rifugio Celso Gilberti, Sella Nevea

Immagini della community

Rifugio Celso Gilberti, Sella Nevea

> Vedi le caratteristiche

100% positiva

1 opinioni degli utenti

La tua offerte non ha dato alcun risultato

Opinione su "Rifugio Celso Gilberti, Sella Nevea"

pubblicata 10/08/2017 | irina89
Iscritto da : 06/09/2010
Opinioni : 158
Fiducie ricevute : 553
Su di me :
Piccoli Prìncipi, non piccoli nei Princìpi.
Ottimo
Vantaggi .....
Svantaggi .....
Eccellente
Rapporto qualitá prezzo
Qualitá
Assistenza al cliente
Collocazione
Arredamento

"Tra le cime e le nuvole"

Rifugio Celso Gilberti, Sella Nevea

Rifugio Celso Gilberti, Sella Nevea

«Dove le nuvole sono titoli»

Scrivere.
Per contrastare la frantumazione dei ricordi, per appuntare il valore di una conoscenza occasionale, la squillante bellezza di un luogo.
Scrivere per aprire l'ampolla delle emozioni, e delle riflessioni.
Nell'affastellare giudizi sovente mi disancoro dal cinico distacco descrittivo, esterno l'indignazione, delegittimo l'usurpazione, denuncio il malcostume; nel tentativo di scovare ''ciò che parla alla nostra capacità di meraviglia e di ammirazione'' delineando il paesaggio naturalistico, socio-psicologico e culturale filtrato dal mio sguardo sul mondo, infondo una carica autobiografica a volte esuberante, a volte vaporosamente tenue, nei miei scritti. Da etichetta, celo di tanto in tanto, retroscena che potrebbero dare adito a... La versione epurata da ogni slang o scoria linguistica è atto dovuto nel principiare il racconto dell'avventura in cui due protagonisti ridanciani, un tantino guasconi, dimentichi delle nuvole , tentano di conquistare cime .

Rifugio Celso Gilberti

Società Alpina Friulana - Sez. CAI di Udine
Carta topografica Tabacco 019/ 027
Ubicazione Vallone di Prevala
Quota 1850 m s.l.m.
Apertura
15 giugno/30 settembre
20 dicembre/30 aprile
Recapiti
Tel. 0433 54015 / 333. 6930282
iri.piri@virgilio.it
Coperti
interni 60 – esterni 32
Posti letto 40 (dispone di camerette da 2 - 4 posti), tavolato (15)

25.07.2017

Un sit-in di nubi gravide di pioggia ricopre il suolo, e i nostri capi cinti; in preda a un'anarchia incontrollabile i cumulonembi cozzano gli uni contro gli altri, si danno man forte vorticando su sé stessi, ignari dell'imminente disfatta, saggiano l'impenetrabile compattezza della barriera alpina. Presagire l'arrivo della benedicente pioggia è dato esperienziale non già opera di ciarlatana stregoneria.
Impiegare in simili circostanze circa due ore di tempo per completare il Sentiero CAI 635 che da Sella Nevea conduce al Rifugio Gilberti quando si è al corrente di quante e quali attività, diversificate per livello di difficoltà, possono essere intraprese da questo ricovero-snodo nevralgico, è come dar corda alla protervia dell'insensatezza.
Il rifugio gestito dalla Signora Pittino Irene - incastonato nelle estreme propaggini settentrionali del Parco delle Prealpi Giulie - difatti, in estate è meta di tranquille famigliole in vena di passeggiate a sfondo educativo ( Percorso botanico al Bila Pec integrabile con il Percorso geologico), e/o semi-impegnative (salendo in cresta verso l'omonimo monte, verso Sella Prevala previo attraversamento di un canalone detritico piuttosto limitante), di escursionisti ( Cima Confine, Monte Sart etc. ), escursionisti esperti ( Monte Forato : Via Normale, Via del foro - attrezzata - Monte Leupa etc.) e alpinisti ( Picco di Carnizza, ferrata Grasselli, e Monte Canin : Via Normale , Via delle Cenge , Via ferrata Julia ) ovvero gli abituali frequentatori di sentieri panoramicamente impagabili ma esposti e con passaggi verticali al cardiopalma.
Ovviamente dal medesimo rifugio è anche possibile dare inizio a traversate verso bivacchi ( Mondonutti-Savoia e Marussich ) e creste.

Il Rifugio Gilberti organizza altresì visite guidate intese a valorizzare ulteriormente il contesto storico-ambientale e paesaggistico dei luoghi.
Per goderne, in autonomia ma nel pieno delle forze evitando in seguito un acquazzone diluviano, sborsiamo, per un biglietto A/R, € 10.00, ci approssimiamo alla telecabina sita a Sella Nevea e in una manciata di minuti raggiungiamo quello che a un occhio profano quale il mio, appare come un anfiteatro geo-morfologicamente in evoluzione; documentandomi ho appurato che la conformazione delle rocce del gruppo montuoso del Canin è contraddistinta da dolomie/calcari e che il fenomeno carsico è maggiormente circoscritto all'altopiano ove sono state rinvenute delle cavità speleologiche ragguardevoli per numero ed estensione.
Giunti a destinazione, inseguiti dalla minaccia meteorologica sempre più attanagliante, motu proprio, rimandiamo la pausa caffè mattutina al rifugio e ci dirigiamo al trivio sito alla destra del locale scartando in anticipo ogni meta il cui raggiungimento richiede più di due ore.

Costretti a far ricorso imminente al nostro arsenale di nozioni edificato con certosine ricognizioni sulla Rete, dunque, rinunciamo anche alla scarpinata sulle rocce – rischioso avventurarsi sul bagnato in presenza di roccette, crepacci e gradoni – perdipiù i sentieri attrezzati con scale e funi di acciaio rappresentano un serio pericolo in caso lampi, fulmini e saette rischiarino il plumbeo cielo. Pertanto, nonostante il turchese momentaneo del firmamento si coordini cromaticamente alla perfezione con gli scuretti del Rifugio - possente struttura ricettiva di tre piani costruita in pietra a facciavista, con terrazza panoramica attrezzata con panche e invitanti sdraio, e portico d'ingresso riparato - il marzeggiare del tempo ci obbliga a una marcia forzata sul Sentiero 636, direzione Sella Prevala (2067 m s.l.m.) , di lì, se ci verrà concessa una proroga potremmo proseguire verso il Monte Forato e concretizzare, così, il percorso pianificato comodamente davanti al PC che in cinque ore abbondanti mi avrebbe condotta a quota 2498 m s.l.m. per scoprire alcune postazioni militari, un crinale suggestivo e un affaccio sul versate orientale del monte dalla pluricitata finestrella nella roccia, da cui per l'appunto deriva il nome del rilievo montuoso.
In realtà i Sentieri 636-632 consentono di sezionare il Massiccio del Canin per vistarne quotidianamente angoli reconditi; in tal caso il Rifugio Gilberti costituisce la base baricentrica che consente di iniziare ogni tappa di buon mattino.
Mi corre l'obbligo di ricordare che il rifugio resta aperto anche durante la stagione sciistica (scialpinismo Monte Forato) in quanto da poco meno di un ventennio e dopo alcune traversìe, nell'intenzione di rilanciare turisticamente l'intero comprensorio, la Regione Friuli-Venezia Giulia di concerto con l'amministrazione comunale slovena di Bovec , ha finanziato la progettazione/realizzazione dell'impianto a fune denominata Canin/Kanin e, mediante sbancamento del canalone Prevala , la creazione di piste da sci (innevate artificialmente sul versante sloveno).
Tali opere hanno il merito di accorciare le distanze tra la cittadinanza comune e le alte quote rendendo così fruibile, ad esempio, a una folla oceanica, se consideriamo il contesto, di persone non aduse a calzare scarponi di assistere a manifestazioni eterogenee.
Felice realtà tarvisiana, in tal senso, è il No Borders Music Festival , evento locale inserito ormai a pieno titolo nel circuito nazionale/internazionale dei concerti estivi, festival che in data 13 agosto 2017 alle ore 14:00 , ospiterà il cantautore
''canitrano'' Vinicio Capossela ; l'ingresso è libero, la scenografia montana della conca Prevala stratosferica.
Nel concreto, oltre a volare sulle ali dei più fosforescenti strumenti di comunicazione messi a disposizione dal marketing territoriale, è facile, però, constatare con mano in quale misura la realizzazione di tali infrastrutture abbia sfregiato la montagna cambiandone irrimediabilmente il volto, deturpato il paesaggio e l'ambiente naturalistico. I magri prati di alta quota allo status quo, sono marginalizzati lungo i versanti rialzati della conca stessa; inoltre, il percorso verso Sella Prevala è particolarmente sdrucciolevole al centro e accidentato sui cigli del canalone in conseguenza dell'ammasso di sassi disposti in loco durante i lavori di costruzione delle apposite cunette laterali create allo scopo di regimare le acque meteoriche, sennonché l'assenza di altri scoli intermedi, la torrenzialità delle precipitazioni, la granulometria della ghiaia e del pietrisco hanno causato il deterioramento del tragitto.
Per procedere spediti e conservare simultaneamente la freschezza delle gambe intraprendiamo, sino a quando è possibile, la labile traccia lasciata dal camminamento umano sita a mezza costa e contrassegnato con bollino rosso.
La vegetazione che si incontra lungo il sentiero ripaga di ogni passo compiuto sul terreno instabile. A fine luglio la montagna indossa il suo abito più sgargiante e mentre alcuni anfratti stentano a sbarazzarsi degli ultimi residui di neve, i declivi esposti alla luce e al calore del sole si rivestono di prati compositi includenti alcune erbe officinali, graminacee e specie endemiche quali il papavero delle Alpi Giulie , il ranuncolo di Traunfellner , il lino celeste (subsp. julicum).
Tra la macchia di capolini fioriti riconosco anche il doronico maggiore , l' achillea del Clavena , la campanula dei ghiaioni e l'immancabile nontiscordardimé alpino.
Sella Prevala è un corridoio naturale per le correnti di aria che salgono gelide dalla Val Trenta, indossata la felpa, fotografate le cime della limitrofa Slovenia , del Jôf di Montasio e tutte le restanti 'giogaie' rocciose visibili, con il nodo in gola generato dal rammarico di interrompere il viaggio verso l'ineffabile bellezza del niente incarnata da una croce di vetta, invertiamo la rotta in cerca di un riparo.

Rifuggita in Rifugio

Il Rifugio Gilberti, per poche ore il nostro nido, ci attende solido e apparentemente arcigno, alla fine della conca Prevala; a riscaldare umanamente l'ambiente autentico e spartano è il personale che accoglie con i migliori propositi i convenuti.
Un vestibolo al quale si accede mediante alcuni gradini, un angolo bar con frigo-vetrina, portabicchieri sospeso, espositori, mobili d'antan sono, nell'ordine spazio-temporale, i primi locali deputati al ricovero e al ristoro della clientela.
Due entrate consentono il passaggio dalla penombra crepuscolare del locale destinato al beverage istantaneo all'abbagliante luminosità della sala ristorante.
Sala arredata non per stupire, come si conviene a un rifugio alpino, ma per consentire di consumare un pasto frugale, preferibilmente caldo, e preferibilmente in buona compagnia, agli avventori occasionali o a chi soggiorna nella struttura, senza inutili sofisticherie cittadine quali le raffinate fattezze di vasellame, stoviglie, coordinati tessili.

Stile rustico e semplicità montanara si compenetrano: una mega-stufa a legna, lunghi tavolati, panche da taverna con schienale, rivestimento in legno, pareti tinteggiate in prevalenza con colori caldi, sci probabilmente calzati mezzo secolo fa, poster alla Marinetti osannante ''l'amore del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerarietà'' , protagonista un affascinante alpinista. Ogni scatto dell'anonimo fotografo esalta l'erotismo insito in quella combinazione sulfurea che si esplica tra atto, attendismo e potenza che è il gesto atletico.
Distratta non mi accorgo dell'arrivo alquanto repentino del menu. Strattonata lievemente riposiziono la zavorra ai piedi, ma il soggetto merita, altro che... ;)
Con nonchalance riprendo l'amabile chiacchierata testé interrotta sottolineando la celerità del servizio , riscontro non scontato; patentemente al Gilberti l'attenzione rivolta ai 'rifugiati' inizia dal principio e prosegue lungo tutto il percorso degustativo improntato alla tipicità e realizzato, dunque, seguendo i dettami della tradizione culinaria regionale non di certo della cucina molecolare.
Non di rado, ultimamente, alcuni reportage rilevano il tentativo dei gestori di rifugi di rinnovare l'offerta gastronomica azzardando così abbinamenti e sapori inediti che poco o nulla hanno da spartire con il territorio. Con sollievo, noto, invece, che la carta dei piatti consegnataci è zeppa di proposte made in Friuli.
Chiari i prezzi, allineati peraltro al resto dei locali da me frequentati durante la vacanza tarvisiana. Ve ne fornisco una piccola panoramica:

Panini da € 5.00 a € 6.00
Tavoliere formaggi o affettati misti € 7.00 all'etto
Primi da € 6.00 - zuppa di verdura - a max € 10.00 - tagliatelle con i funghi -
Secondi da € 10.00 - frico con polenta – a max € maiale lardellato con salsa barbecue -
Dolci da € 4.00 - strudel di mele - a € 5.00 mascarpone con crema ai frutti di bosco -
Coperto € 1.00
Calice di vino € 1.50
Caffè € 1.50

Nel mentre noi si vagli cosa ordinare, la signora, seguace convinta del motto ''chi ha tempo non aspetti tempo'' apparecchia - dispensando tovagliette, posate avvolte in tovaglioli di carta, calici per il vino – interloquisce, chiarifica, consiglia e prende la comanda utilizzando la biro e il buon vecchio block-notes, altro che chip e palmari.
Tra i monti l'intermediazione elettronica è confinata al necessario, e l'approccio umano conserva un tratto di informalità ben radicata e manifestata anche dal personale nonché, appureremo in seguito, anche dalla gestrice del rifugio, informalità tuttavia che non scade mai nell'ingerenza o nella non professionalità, sia chiaro.
Il tempo trascorso dall'ordinazione all'arrivo dei piatti in tavola rende possibile una perlustrazione più accurata dei locali, tant'è: il servizio di ronda mi rassicura in ordine alla pulizia dei locali, alla dotazione del necessaire della toilette, e alla presenza di un piano anti-incendio che consta anche del dispiegamento, in posizione strategica e visibile, degli estintori.
Nel frattempo l'eventualità di un temporale sta assumendo corporeità precisa, un refolo di aria davvero gelida e un tuono baritonale, che scuote gli infissi in legno a doppio taglio termico, diventano l'ouverture di una sinfonia maestosa a suon di nevischio e chicchi di grandine.

Una tempesta che nel lasso di tempo di pochi minuti imbianca i luoghi e crea l'atmosfera ideale per gustare la prima portata scelta all'unanimità:

Gulasch suppe : una porzione elargita con prodigalità di zuppa bollente a base di patate, cipolle e carne di manzo cotte a dadini, condita con pomodoro, cumino e paprika dolce, servita con pane bianco, fresco e lievemente sciapo. Una vivanda in brodo calorica e speziata con sapienza, che ben si abbina con il vino rosso da noi prescelto, ovverosia un Merlot rosso rubino, abboccato e tendenzialmente sapido.
Il secondo piatto non si fa attendere, frico e polenta, per me, filetto di maiale lardellato con salsa barbecue, per il mio commensale.
Piatti dai sapori definiti, come solo la cucina regionale che si rifà a matrici culturali antiche sa esprimere.
Il Rifugio Gilberti, a mio modesto parere, eccelle nella preparazione del frico , un amalgama sopraffino di formaggio Montasio, patate, cipolle, un piatto gourmet preparato dallo chef come Dio comanda: soffice, spesso, filante al punto giusto, saziante. Appetitosissimo.
La razione di polenta anch'essa esemplare per gusto e compattezza, potrebbe costituire un piatto unico nutrizionalmente bilanciato se accostata alla summenzionata pietanza.
Il filetto di maiale , molto gradito da chi lo consuma con estrema goduria, risulta tenero, saporito, con una punta di untuosità di troppo, d'altro canto, però, il lardo compensa la limitata presenza di grasso che caratterizza il taglio magro di carne, notoriamente tendente allo stopposo, utilizzato per la ricetta. Squisita la salsa che accompagna i medaglioni di carne; buone ma non esaltanti, invece, le patate al forno con rosmarino, servite per contorno.
La festa del palato, nell'ultimo martedì del mese, si conclude con un espresso ristretto, come da me richiesto, e per causa di forza maggiore – leggasi assenza di alternative - con due porzioni di strudel 'rinforzato' con panna montata e una spolveratina di zucchero a velo. Un dessert semplice, sensorialmente appagante grazie alla friabilità dell'impasto, che fa da contraltare al cuore morbido di mela.
Il conto finale - € 50.00 – è senza dubbio alcuno congruo per la bontà e la generosità delle pietanze, la quantità delle portate, la professionalità e l'abnegazione del personale.
Malgrado la grappetta alla genziana – 40% vol. alcol - offertaci gentilmente dalla casa, imbocchiamo con passo sicuro la via d'uscita felici di esserci concessi ai piaceri della buona tavola e di aver condiviso gli stessi ambienti, propositi e auspici con gente di frontiera che mostra un attaccamento ai valori identitari – e si badi bene, non è un ossimoro esistenziale – derivanti dall'essere montanari, italiani,
figli di una terra che a suo discapito rientra a pieno titolo nella storia patria per eventi epocali quali la Prima e la Seconda guerra mondiale che la videro protagonista.
L'onda fratricida con tutta la sua virulenza coinvolse anche il Rifugio Gilberti, incendiato nel 1943 e ricostruito successivamente quale opera muraria di supporto a chi ama vivere la montagna per un break, un lungo ponte , una traversata. A chi si lascia cullare da un sogno perduto... ghiacciai, nevai perenni, e una bandiera della pace a contrassegnare ogni vetta.


Come araba fenice, dalle ceneri: la speranza.

Risorga.

Tra le cime e le nuvole.

Valutazione della community

Questa opinione è stata letta 769 volte e valutata
100% :
> Capire la valutazione di quest’Opinione
Eccellente

La tua valutazione su questa opinione

Commenti su questa Opinione

  • Clary95 pubblicata 06/11/2017
    eccellente opinione :)
  • Lila0084 pubblicata 30/10/2017
    che meraviglia
  • sarad12 pubblicata 23/10/2017
    Eccellente descrizione, grazie
  • Sei d’accordo con quest’Opinione? Hai qualche domanda? Effettua il log-in con il tuo account Ciao per poter lasciare un commento all’autore Connettersi

Prodotti simili più popolari

Informazioni sul prodotto : Rifugio Celso Gilberti, Sella Nevea

Descrizione del fabbricante del prodotto

Caratteristiche Tecniche

Stato: Italia

Indirizzo: Via Friuli 1, 33010 Sella Nevea, Italia

Ciao

Su Ciao da: 11/07/2017