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Il miglior album dei Duran Duran
Vantaggi tutti
Svantaggi nessuno
Dettagli
| Qualità dei testi | ottima |
|---|---|
| Qualità della musica | ottima |
| Voce artista | buona |
| Originalità | originale |
| Design del disco | buono |
| Paragone con dischi precedenti dell' artista | migliore |
L'album Rio dei Duran Duran è stato una pietra miliare del pop anni '80 e personalmente ha rappresentato per molto tempo la colonna sonora delle mie giornate più spensierate, quelle legate all'adolescenza. Ma lo ascolto tuttora, quando voglio darmi una carica o quando sono in vena di malinconie.
Quando uscì Rio nel 1982 io frequentavo appena le elementari. L'ho scoperto anni dopo, verso la seconda metà degli anni '80 quando in Italia imperversava la Duranmania e io ne fui trascinata dentro quasi senza accorgermene.L'avvento del londinese Simon Le Bon nel gruppo avviene intorno al 1980, grazie alla raccomandazione di una sua ex che lavorava al Rum Runner. Il suo stile, il suo abbigliamento eccentrico e il suo modo di fare conquistarono subito il gruppo che intorno a quel periodo adotta anche il suo nome definitivo, Duran Duran ispirato da un personaggio del film Barbarella di R.Vadim con J.Fonda.
E' così che alla fine del 1980, dopo vari concerti e tournèe di supporto e dopo la realizzazione del loro primo demo, ottengono il loro primo contratto discografico con la EMI. Nel 1981 esce il loro primo album, Duran Duran preceduto dal singolo Planet Earth, seguito nel 1982 da Rio.
Nel 1983 esce il terzo album, Seven and ragged tiger e partono per un mega tour che li terrà in giro per il mondo per più di un anno, immortalato nell'album live del 1984, Arena. All'apice del successo e della popolarità i Duran Duran si sciolgono e prendono strade differenti: Andy e John formano i Power Station, mentre Nick, Simon e Roger formano gli Arcadia.
L'esperienza solista va avanti non più di un anno. Nel 1985 infatti la band si riunisce per esibirsi al Live Aid e nell'86 esce Notorious. La band rimane in tre: Andy segue i suoi progetti da solista, mentre Roger si ritira in campagna.
Gli anni '90 sono stati piuttosto altalenanti per il gruppo, pochi successi e album deludenti come Thank you (1995, album di cover), Medazzaland (1997, vedi mio opi) e Pop Trash (2000). Anni in cui anch'io ho perso un pò il mio interesse per loro, lo devo ammettere.
Nel 2004 però una svolta.
Warren Cuccurullo lascia il gruppo e i Duran Duran ritornano alla vecchia formazione originale, con i tre Taylor, Rhodes e Le Bon.
Esce Astronaut, un album più valido dei precedenti preceduto dal singolo Sunrise, e la loro stella sembra ritornare a splendere di nuovo.
Nel 2008 il loro ultimo album (senza Andy), Red Carpet Massacre, in collaborazione con Timbaland e J.Timberlake, sembra aver spento nuovamente le speranze.
Ma il loro stile, la loro capacità di rinnovarsi e di cavalcare gli anni sono delle qualità comuni a pochi.
I remixes sono quesi tutti contemporanei all'uscita dell'album, così come la versione dal vivo di Careless Memories e il messaggio di Simon. Bello risentirli e riassaporarli in versione digitale (è ancora vivo nelle mie orecchie il rumore di fondo del vinile...). Ma vorrei soffermarmi sui 9 brani originali.
Per me Rio è più un album visivo che audio. Ogni brano mi rimanda a un video o a un'immagine di concerto. Un album straordinario dove è facile sentire anche le influenze musicali che hanno caratterizzato il background della band (Japan, Chic, Sex Pistols o David Bowie). Un album decisamente pop che oggi forse non sorprenderebbe, ma che all'epoca fu una vera esplosione di entusiasmo e di vitalità, dopo i bui anni del punk e del dark.Il primo brano è Rio, un'esplosione di tastiere e sintetizzatori nel pezzo più effervescente e spensierato dell'album, dedicato a una fantomatica ragazza di nome Rio. Il video girato da un giovane Russel Mulcahy (Highlander) è la sintesi della vita da pop star dell'epoca: yacht, isole tropicali, belle donne. Un pezzo che mi dà tanta carica e mi trascina col suo ritornello: Her name is Rio and she's dancing on the sand....
My own way è il primo singolo estratto, uscito alla fine del 1981, ed è più vicino alle atmosfere dark del primo album che a Rio. Trascinante la Night version, più briosa e meno piatta.Lonely in your nightmare rallenta il ritmo e ci spinge verso un'atmosfera più intimistica, per dare spazio ad Hungry like the wolf.
Hungry like the wolf è il brano che ha spalancato le porte del successo, soprattutto americano, alla band: semplice, di facile ascolto, fu trainata da un video interessante con una trama alla Indiana Jones (tra l'altro uscito in quegli stessi anni) che è tra i più rappresentativi della produzione video anni'80, eletta da Mtv.Segue la frizzante Hold back the rain, ottima nella versione remix.
New Religion apre una parentesi dark, quasi una voce fuori dal coro: intima, profonda, riflessiva. I'm talking for free, I can't help myself, It's a New Religion.Segue la dolce e romanticissima Last chance on a stairway, con un LeBon davvero ispirato.
Ma la perla vera di tutto l'album è in assoluto Save a prayer: un capolavoro melodico, un tuffo al cuore, di una bellezza senza tempo.Chiude l'incantesimo The chauffeur, un brano di una velata sensualità, con testo ermetico e non banale, dedicato ad una donna misteriosa ed eterea che inquieta i pensieri del suo autista (accompagnato da un video vietato ai minori, ma molto elegante...ma non pensate chissachè... oggi farebbe solo sorridere, o farebbe da spot per D&G). Un brano che però rende molto meglio dal vivo...
Che altro aggiungere?Una versione per collezionisti , per chi ha dato anima e corpo ai Duran Duran sia quando erano al top che quando erano un flop.
Un regalo speciale, per molti ma non per tutti.
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quanti ricordi...anche se da adolescente preferivo gli Spandau