Come ogni opinione “musicale” (o pseudo tale) che scrivo , ogni volta metto il cd che voglio recensire nel lettore cd e faccio partire windows media player…. e le parole vengono da sole come attratte dalle note che scaturiscono dalle casse , sempre mi accade questo , ma … con questo cd , le mie mani scivolano dalla tastiera e non vogliono scrivere … il mio cervello non vuole che io scriva , vuole che io aspiri tutto dalla magica armonia scaturita da quest’opera , vuole che ogni mio senso ne venga completamente inebriato , vuole che tutti i messaggi profondi di questo cd arrivino al più profondo della mia anima per portare un’ondata straordinaria di pace rivoluzionaria …
E così subito gli MCR ti catturano con la loro prima canzone : “In un giorno di pioggia” , in cui un leggero suono di flauto ti porta immediatamente , senza che tu te ne accorga e ne sia del tutto cosciente , nel magico paese di Irlanda … sì perché questa canzone che sa di pascoli verdi bagnati da una leggera pioggia primaverile … è la più grande dichiarazione d’amore verso l’Irlanda che sia mai stata fatta dai Ramblers , perché questa canzone che subito ti prende in braccio e ti culla con i suoi ritmi dolci e i suoi suoni armoniosi è una sorta di testamento da parte di un gruppo che è stato imprigionato dalla musica celtica e che solo dopo anni riuscirà a liberarsene , con risultati però meno affascinanti di questa musica , di questo folk all’irlandese contagiato da mille suoni , da mille voci , da mille ritmi .
E , per dimostrare a tutti che gli MCR non sono per niente iscrivibili in un genere ben preciso , ecco “Tant per tachèr” che , come si potrebbe comprendere benissimo anche dal titolo , è una fantastica canzone da sagra , una di quelle canzoni con ritmi sempre costanti , ripetuti , ma che non ti danno fastidio , anzi …. ti spingono a muoverti , a ballare … e tu ascoltando questa canzone balli , perché tu non sei più nella tua stanza seduto alla tua scrivania , o nel tuo letto comodamente disteso e neanche a scuola nell’ora di matematica , ma in una di quelle fantastiche sagre contadine in cui tutti sono amici , tutti si amano e tutti ballano insieme in un unico inno alla musica e all’allegria.
E quindi “Quarant’anni” , canzone che ricalca un po’ la musicalità di “In un giorno di pioggia” , con la sola differenza che non senti alcuna sensazione di pace , ma , con quella chitarra che costantemente , quasi con cattiveria suona , ti comunica solo un senso di forte delusione , di forte arrabbiatura , perché , questa canzone racconta di quarant’anni della vita di un uomo che ha visto di tutto e di più , dalle stragi più terribili , alle più losche faccende politiche, dalla corruzione , alle piccole-grandi inimicizie … perché
Ma ho un armadio pieno d’oro di tangenti e di mazzette
Di armi e munizioni di scheletri e di schifezze
Ho una casa piena d’odio , di correnti e di fazioni
D politici corrotti , i miei amici son pancioni,
Puttanieri , faccendieri e tra gattini
Sono gobbi e son mafiosi massoni piduisti e celerini.
Passiamo quindi a “Delinqueint et M’dna”
Eh-oh a sam la banda
A sam gnu che par suner
An’s ciapa gnanc un sold
Ma a gh’è da fer dal gran casein.
TRADUZIONE: (A spanne dato che sono cremonese e non modenese J)
Eh-oh (non so come tradurlo) noi siamo la banda
E vogliamo suonare
Non si prende neanche un euro
Ma c’è da far del gran caos.
Una canzone direi…programmatica , una di quelle che contengono tutto di un gruppo , la musicalità , complessa , in cui non si riesce ad individuare uno strumento che domini sugli altri , creando sempre un uniformità di suono che permette alla mente di scorrere sulle note senza timore di esserne infastidito , e soprattutto una canzone che ci fa capire lo spirito dei Vagabondi Modenesi cioè suonare per fare del gran caos , non , quindi per i soldi , ma per smuovere gli animi e pungolare le idee di chi è troppo fisso , stabile …stagnante.
“Morte di un poeta”
Subito , istantaneamente un violino parte , inizia a suonare , in mille contorsioni musicali e salti mortali di note … ma poi si aggiungono altri strumenti andandosi ad unire a quella sottile e allegra voce di corde , creando la sensazione di una piccola folla musicale che si raccoglie insieme per portar l’allegria in ogni parte e così tra i palazzi ed un bar di Parigi , le vie di New York e quelle di Dublino
Lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi
Nelle vie di Dublino il poeta è da solo e nessuno lo salverà.
La solitudine di un poeta che muore, di un artista , di uno che quindi bada più ai sentimenti che al resto , e che prima di morire cancella dalla mente tutto ciò che di negativo ha avuto dalla vita e ne coglie solo il meglio lì nel suo pezzo di cielo…
Ed ecco…. le note tristi di un flauto ,che sopraggiungono da non si sa dove , si uniscono al vibrare sordo di un mandolino , e alla voce di Cisco (il cantante) che imprimono alla canzone un tono di solennità, perché è giusto essere solenni , essere seri , dato che si è …a “I funerali di Berlinguer”… ma subito dopo , ecco un ritmo da osteria , canzone popolare , armonia di festa , ecco un gruppo di amici che alla notizia della morte del segretario del P.C. , decidono di partire per Roma , per andare a trovare colui davanti ai quali anche i nemici rendono onore , davanti a cui anche dei semplici contadini che parlano in dialetto si mettono a piangere per la tristezza però…accompagnati a des butiglioun (10 bottiglie di vino , per chi non lo sapesse).
E (per la serie , noi non abbiamo alcun genere musicale fisso) ci troviamo dinnanzi a le note di una canzone dal carattere quasi “country”, con momenti di cantato in lingua italiana , e altri in inglese con uno strano accento texano, che cantano un addio che pare un grande arrivederci per un amico che se ne deve andare
C’è un amico che parte e questa è l’occasione
Prenderemo la ciucca ma cantando una canzone
Fare thee well, fare thee well,
Un bicchiere solo e ce ne andremo via
Salutiamo gli amici, i musicisti e le ragazze
Sollevando il bicchiere dell’addio.
Inno goliardico all’amicizia !
E quindi ecco la canzone “Canto di Natale” , dal quale ho tratto il titolo di questa opinione .
Un’altra lezione di musica , di armonia , da parte degli MCR , che riescono a dipingere in modo straordinario la malinconia e la tristezza che si prova vedendo una donna che a Natale se ne gira sola con un vecchio cappotto sciupato , o un barbone che solo lacrime e freddo conosce , una malinconia e una tristezza che alla fine ti portano a gridare :
Ti ricordi c’incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ce ne andremo a ballare per strade e a brindare un saluto
E UN CORDIALE FANCULO AD UN ALTRO NATALE.
Ed ecco cori di bambini come se ne sentono solo in Africa continente di difficoltà , ma anche di vera gioia , e poi chitarre , violini e flauti e tamburi , tutti insieme a creare un ritmo orientaleggiante , quasi psichedelico che ti accende nella mente ricordi , mai avuti , di terre lontane ed esotiche , di deserti e palazzi d’oro , musica che ti trasporta nella patria di “Ahmed l’ambulante”
Che tutto ha dovuto subire nella vita per vivere e che alla fine è morto così …
Non sono morto al freddo
Delle vostre città
Ma su una grande pila d’ebano
E la mia gente ha cantato e ballato
Per quaranta notti
Morto nella sua gente , onorato e amato , ma soprattutto senza alcun pentimento verso ciò che si poteva ancora fare , perché chi ce la mette tutta per riuscire , mai può avere rimpianti.
ATTENZIONE STIAMO ENTRANDO NELLA ZONA ROSSA DEL CD , SE SIETE POLITICAMENTE SUCETTIBILI SAPPIATE CHE SIETE AVVISATI!!
In questa “zona rossa” entrano due canzoni: “Contessa” e il remake di “Bella ciao”.
Partiamo da “Contessa”.
Una canzone dedicata ai Proletari, dedicata a tutti quei lavoratori che , sempre ci sono, vengono sfruttati e maltrattati dai padroni , e che per questo , incitati anche da un ritmo molto veloce, devono
Compagni dai capi e dalle officine
Prendete la falce e portate il martello
Scendete giù in piazza e picchiate con quello
Scendete giù in piazze e affossate il sistema.
Una canzone , sonoramente , allegra , all’inizio anche ironica con il maggiordomo delle contessa che si scandalizza per i comportamenti degli operai , ma che improvvisamente diviene cattiva , e a questo punto c’è da chiedersi … perché … perché si deve sempre arrivare alle battaglie per potere far valere i propri diritti , esisterà un giorno in cui i capi e i dipendenti potranno vivere insieme pacificamente?? E se sì , per arrivarci è proprio necessaria la lotta.
E quindi “Bella ciao” , che , credo , non sono certo , ha un ritmo più accelerato e incalzante e direi nervoso , rispetto a quello solito della tradizionale canzone del partigiano , che aumenta la sensazione di affanno , di acqua alla gola che gli uomini avevano ai tempi del ventennio fascista , e che per questo , in pratica , ha causato l’esplosione di morti e di attentati che si sono visti in quei tempi…ma la riflessione è sempre la stessa , la pace potrà un giorno risolvere tutto ?!? potrà un giorno finire il tempo delle uccisioni tra fratelli ?? ………………………
FINE ZONA ROSSA , DA QUI PROSEGUITE TRANQUILLI
“La pì grosa canzoun ed l’indifereinza” (La più grande canzone dell’ indifferenza)
Un flauto , una chitarre , batere ritmico di mani e tanta tanta voce per questa canzone da taverna , ritmica , sia nel ripetersi delle parole che dei suoni , una canzone dell’indifferenza perché si canta di questo e quest’altro ma poi alla fine di ogni verso …
A m’in ceva un caz
Alcune volte bisognerebbe proprio imparare a vivere sbattendosene di tutto e tutti , anche se non sempre è possibile o giusto .
E infine… “Ninnananna”
Canzone dolcissima , con una viola che domina la chitarra che leggere suona in sottofondo , e la voce che leggere e profonda promette , promette sogni , perché promettere è ……. donare un sogno , e in questa canzone tutto questo è ,alla fine, delicatamente sottolineato da una preghiera ad un Dio che non si conosce , ma che in fondo , sempre si spera ci sia….
Un giorno , guidati da stelle sicure
Ci ritroveremo
In qualche angolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate.
E prego qualche Dio dei viaggiatori
Che tu abbia due soldi in tasca
Da spendere stasera
E qualcuno nel letto
Per scaldare via l’inverno
E un angelo bianco
Seduto vicino alla finestra.
E forse , questa non è altro che una canzone di amore vero …
01.12.2007 12:58
Complimenti per l'opinione! Hai reso benissimo l'idea di quanto siano grandiosi e camaleontici i MCR... l'unica cosa un po' fuori luogo per me è il discorso della zona rossa: Contessa on è dei MCR ma è una cover come Bella Ciao e poi un po' in tutto l'album traspare la vocazione di sinistra del gruppo, basti pensare ai Berlinguer ed a "40 anni", dove per me chi parla non è un uomo ma l'Italia! Ciao
06.09.2005 19:01
eccellente! è proprio ben scritta!
25.08.2004 19:38
sono andata ad un loro concerto e mi sono piaciuti