Misti da vicino
09.05.2008
Vantaggi:
Il cast, il ritmo della sceneggiatura, il guardare e l'essere guardati .
Svantaggi:
Inevitabile velocità, e occasionale strabismo dell'estetica soggettiva .
Consiglio il prodotto:
Sì
 brest
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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 38 utenti Ciao
Spiati dalle cineprese digitali di due amici documentaristi, Lucia (Alba Rohrwacher) e Giovanni (Marco Foschi), sposati da poco e già con un pargoletto che ingurgita pappine, vivono nella precaria quotidianità di due lavori affascinanti ma senza garanzie professionali: lei è montatrice alla Rai con contratto a tempo determinato, lui addirittura attore televisivo in fiction di medio cabotaggio. Lo scopo del documentario che i cineasti idealisti Eros (Alessandro Averone) e Giorgio (Stefano Fresi) stanno preparando sarebbe proprio quello di mostrare gli effetti delle nuove fluide configurazioni lavorative nella vita di ogni giorno, negli affetti e negl'immancabili ibridi problemi di tempo, identità e mutamento che gli uomini e le donne di oggi si trovano ad affrontare, come in una barca beccheggiante priva di appigli. C'è sempre il rischio di cadere fuori bordo. Non vorrei dilungarmi: l'opera seconda della regista Anna Negri non è un kolossal né può esserlo, con i pochi o pochissimi soldi che le produzioni indipendenti italiane riescono miracolosamente a mettere assieme, quando ci riescono. Stavolta il merito è (anche) della star nostrana Francesca Neri, che molto si è spesa per la realizzazione di questo progetto. Tuttavia, malgrado alcune recensioni negative (su questo sito invito a leggere, per confronto, quella cattivissima di Federik81), l'impressione che il film ha lasciato a me è stata di una notevole freschezza, come se una pioggerella sbarazzina si fosse nebulizzata innanzitutto sul cast, ma anche su una sceneggiatura ritmata ed effervescente.
La scelta degli attori è di fatto il 'piede giusto' con cui il film si mette in cammino: l'altrove sinora comprimaria Alba Rohrwacher ("Mio fratello è figlio unico", "Giorni e nuvole") qui esibisce una bella naturalezza, anomala e sensuale come le sue sembianze di cerbiatta bianca dai capelli rossi; la già ammiratissima Valentina Lodovini ("La giusta distanza"), più canonica nella prestigiosa carenatura della sua bellezza mediterranea, conferma il talento intravisto nel film di Mazzacurati; il duo di documentaristi morti di fame (letteralmente) è incarnato con splendida vivacità da due ottimi attori, di cui uno (Alessandro Averone) era a me totalmente sconosciuto, mentre l'altro si era già fatto notare per una parte non proprio insignificante nel molto apprezzato "Romanzo criminale". Lì era il cantante contabile della banda della Magliana, qui recita invece nel ruolo materno e bonaccione di Giorgio, collega meno fanatico dello scavato Eros, e suo contraltare comico nelle scoppiettanti sequenze di dialogo-conflitto-riappacificazione dei due. Godibile il terzetto di amiche di Lucia, con menzione per la piemontese Cristina Odasso nella parte dell'incinta Mara, titolare della battuta più esilarante del film (le si rompono le acque prima del previsto, lei barcolla, si appoggia alle amiche e prorompe: <<Dovevo fare il parto in acqua a Poggibonsi!>>) Se vogliamo, quello che mi ha convinto di meno è proprio Marco Foschi, attor giovane bel tenebroso sulle cui atletiche spalle ricade l'ingrato ruolo del personaggio più 'debole' dell'intera storia: il suo Giovanni, acerbo uomo soffocato dalle responsabilità di marito e padre e da esse in fuga tramite auto-esilio nell'erotica libertà da neo-scapolo, sembra sempre un po' troppo preda di una telegenia da fotoromanzo, e la sua patinata differenza di tono risalta contro la generalità del cast, che è invece agitato da un realismo quotidiano molto più ruvido e verace. Nello svolgersi del film davanti a me, due altre pellicole, ben più 'ricche' e pompate, sono state richiamate alla mia mente, come se "Riprendimi" in qualche misura ne fosse una sorta di versione nostrana: si tratta del mediocre "Ed Tv" (Ron Howard, 1999) e del vibrante "Closer" (Mike Nichols, 2004). Da un lato la prossimità con l'obbiettivo di una camera digitale che segue (o dovrebbe seguire) tutti i momenti dei due coniugi per integrità di documentazione, dall'altro la tumultuosa adrenalina dei rapporti sentimentali, delle seduzioni più o meno consapevoli, delle risse verbali e cardiache tra ragioni della stabilità e soprassalti dei sensi. Anna Negri scrive per immagini concitate, e nel mucciniano bailamme degli inseguimenti e delle precipitazioni ogni tanto perde la bussola, sconfinando nello strabismo (chissà se voluto) della soggettiva: mentre Lucia litiga con Giovanni, chi la inquadra? La mdp a spalla dell'operatore del film o l'obbiettivo dell'innamorato segreto Eros (nomen omen), osservatore partecipe e sempre meno interessato alla sociologia documentaria? Quest'oscillazione nell'estetica del punto di vista si ricollega alla precarietà, all'instabile equilibrio, delle carriere mostrate, ma subito si riversa nel mare magno dell'incertezza personale, sessuale, amorosa: correre avanti e indietro dovendo tirare su un figlio, scappare dalla famiglia, intuire un amore che nasce e scoprire che è il tuo per qualcuno che mai avresti detto. Tutto si mescola, in una centrifuga che lascia un po' disorientati e assolti: visti da vicino, da così vicino, tutti i pezzi della scacchiera si assomigliano fino a fraintendersi e scambiarsi. Misti, spaiati e dispari: l'avventura adulta sbanda per tornanti risaputi e vitali, e ci restituisce una micro-popolazione di giovani uomini e donne che, se ci fate caso, sono proprio uguali a tutti noi (nei comportamenti, nelle reazioni e negli scompensi a tradimento: per le sembianze esatte occorre tener conto che si tratta di attori e attrici, quindi voi lettori maschietti non illudetevi di incontrare una Valentina Lodovini alla fermata dell'autobus) (per quanto, nella vita, non si può mai sapere…) (no, dai, toglietevelo dalla testa).
Nella bella sequenza del disvelamento, la cinepresa è usata come titolare di una verità, e insieme di una responsabilità: Eros si vede strappare di mano lo strumento del suo lavoro, che Lucia gli punta contro trasformando lui, l'osservatore, in osservato speciale. Sotto il mirino da un occhio nero, lo stesso con il quale si proponeva di raccontare la realtà, sarà impossibile sfuggire o dissimulare: l'atto del guardare e l'atto dell'essere guardati sono entrambi volontari, entrambi impegnativi ed entrambi 'etici', ovvero annodati a doppio filo con il coraggio di conoscere e di scegliere. Con questa sola scena, molto fluida e al tempo stesso di sorprendente tensione, il film mi ha convinto del proprio valore. Sette pieno, sì, forse pure generoso, ma tendo a premiare l'aderenza empatica di un film al mio modo di essere, e le quattro ciao-stellette rappresentano bene questa mia impressione di esperimento riuscito, non perfetto né troppo satinato nella confezione formale, ma molto, molto godibile e da gustare a piccoli morsi saltellanti, come quando ci si bacia di fretta o si vuole masticare un supplì uscito dal forno da troppo poco tempo. Non credo che "Riprendimi" sia più nei cinema, se non in qualche grande città o su schermi d'essai sempre più rari e irraggiungibili: però, se vi capita, dategli un occhio, e un'oretta e mezza del vostro tempo. In alternativa, potrebbe essere un giusto compromesso da divano, se ne affitterete/comprerete (/scaricherete… ehm) il dvd nel prossimo autunno. Secondo me può piacere a tutti, anche alle coppie fresche, navigate o in tempesta: c'è abbastanza verità da garantire coinvolgimento, abbastanza freschezza da non annoiare e una sufficiente dose di humor per condire con la vinagrette del divertimento una pietanza che, invece, nella vita vera è molto più amara da deglutire.
SCHEDA RIPRENDIMI (Ita 2008, 93'). Regia: Anna Negri. Soggetto e sceneggiatura: Anna Negri, Giovanna Mori. Fotografia: Gian Enrico Bianchi. Montaggio: Ilaria Fraioli. Scenografia: Roberto De Angelis. Costumi: Antonella Cannarozzi. Musiche originali: Dominik Scherrer. Con Alba Rohrwacher, Marco Foschi, Valentina Lodovini, Alessandro Averone, Stefano Fresi, Marina Rocco, Cristina Odasso, Francesca Cutolo, Massimo De Santis, Giulia Weber Hossein Taheri. (Voto: 7)
Fotografie per Riprendimi (A. Negri - Italia 2008)
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07.05.2010 17:51
... e in effetti è stato un giusto compromesso da divano... interessante, 3 stellette, voto: 7,3.
07.11.2008 11:48
Vedo pareri contrastanti. Del film non so dire, non avendolo ancora visto. Ma di sicuro la tua recensione la ricorderò, perchè è deliziosa.
12.06.2008 09:22
molto interessante..