"Ritorno a Cold Mountain"

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"Ritorno a Cold Mountain"

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Odissea d'amore e campi rosso sangue

3 29 Dic 2004

Vantaggi:
La scenografia di Dante Ferretti, la passionale Zellweger, le iniziali scene di guerra

Svantaggi:
Una gelida e troppo ordinata Kidman, la durata eccessiva

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Regia

Attori

Sceneggiatura

Colonna Sonora

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aantea

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Questa è la storia di Inman e Ada, di Ruby e di suo padre, del Nord e del Sud dell’America e della tremenda guerra di secessione che, come tutte le guerre, divide gli amori, le amicizie, i paesi e gli uomini. Tratto da un romanzo di Charles Frazier del 1997 questo film, diretto da Anthony Minghella (Il paziente inglese, Il talento di Mr. Ripley) fu presentato come una sorta di “Via col vento” in chiave moderna, gli elementi c’erano tutti, la storia tormentata d’amore, la lotta per la propria terra, la guerra di secessione, il risultato però non è stato esaltante, un film curato, bel fatto ma forse troppo allungato divenendo spesso noioso nelle 2 ore e trenta minuti.
Certo, “Via col vento” non durava meno però era appassionante, i suoi personaggi erano così definiti e spesso anche divertenti, i battibecchi tra Rossella e Rhett rimangono nella memoria, due personaggi che hanno fatto la storia del cinema, per non parlare poi dei costumi, della sceneggiatura e nella forza della storia, tratta anch’essa da un romanzo.
In “Ritorno a Cold Mountain”, infatti, manca quello spirito patriottico, mancano i neri con i loro canti, manca lo scontro tra stati, Minghella nel film crea delle truculente scene di guerra, soprattutto nella primissima parte del film, lo scoppio di una bomba, i soldati che saltano per aria e i vivi tra sangue e fango, davvero ben fatte, per il resto del film la guerra diventa un duro scontro tra disertori e guardia nazionale.
Ma veniamo alla storia, nel piccolo paese di Cold Mountain, nella Carolina del Nord, il timido Inman conosce e si innamora perdutamente di Ada, la figlia del pastore, una ragazza bellissima, sempre perfetta, proveniente da un’altra città e non abituata al duro lavoro della terra. I due riescono a scambiarsi un bacio appassionato lo stesso giorno in cui Inman deve partire per la guerra, Ada regala un libro e una sua foto al ragazzo giurando che lo avrebbe aspettato. Passando ben quattro anni ma il ricordo di entrambi è troppo forte, Ada scrive sempre lettere al suo amore nella speranza che torni, mentre Inman dopo essere stato ferito gravemente e aver perso i compagni in guerra decide di abbandonare l’esercito per far ritorno a Cold Mountain dalla sua amata Ada.
Egli però è considerato un traditore e per questo viene perseguito dalla Guardia Nazionale che non esiterà a dargli la caccia, nel frattempo Ada, rimasta senza il padre, trova aiuto in Ruby, una ragazza dai modi schietti e gran lavoratrice che le insegnerà il mestiere di arrangiarsi nei lavori della terra.

Come l’Odissea di Omero, anche in “Ritorno a Cold Mountain” il tema del viaggio della speranza per rivedere la propria amata è al centro della storia e come Ulisse, Inman dovrà superare prove durissime, rischiando più volte la morte, per riuscire nel suo intento.
Ad essere sinceri, emoziona di più il viaggio intrapreso da Inman che la scena di passione tra lui e Ada, pochi minuti dopo anni di viaggio non bastano al lettore che rimando gelido di fronte ad una gelida passione, addirittura forse più tenera la scena dell’abbraccio tra Inman e Sara, la donna che darà per una notte dimora al ragazzo.
Iman è interpretato da un bravissimo Jude Law, uno dei nuovi belli di Hollywood, condannato sino a quel momento a ruoli di perfido e cinico, in “Ritorno a Cold Mountain” si rifà con un ruolo malinconico, drammatico. Il suo attraversare gli stati, ferito, zoppicante e in lotta contro i “cattivi” yankee lo rende vulnerabile e amabile dal pubblico e fare da scenario al suo cammino lento e interminabile una raffinata scenografia degli ampi spazi verdi e poi innevati, di cascate, fiumi, prati e neve nel susseguirsi delle stagioni.
Nicole kidman è Ada, purtroppo pur stimando l’arte recitativa dell’australiana ammetto che la sua perfezione da spot Chanel non è stata per niente adatta al film, un film in cui lei doveva essere l’eroina, una via di mezzo tra la Rossella di “Via col vento” e la Penelope dell’ ”Odisessa”; il risultato? Non ha la verve e il piglio di Rossella e tantomeno la forza di Penelope, il suo personaggio è scialbo, da damina dell’’800 viziata, senza sangue. Lei è sempre perfetta, nel parlare, nel vestire, i suoi abiti sempre puliti e suoi capelli sempre ordinati nonostante lavori la terra della sua fattoria, ovviamente il “finto” si nota e non rende merito al personaggio.
Tutt’altra storia per la sanguigna Ruby interpretata da Renè Zellweger, il maschiaccio, cresciuta da sola, sa tutto di mucche, pecore, ortaggi e attrezzi da lavoro, un personaggio opposto alla Kidman che non risulta mai credibile e sempre enfatico e sospirato. Ruby è vera, ce l’ha con il mondo, con la guerra, con il padre che l’ha abbandonato e che è tornato all’improvviso, legato da un amore/odio con lui non si lascia sfuggire mai un cedimento se non da sola quando nessuno può vedere le sue fragilità.

Il film è una vera e propria parata di stelle, oltre ai citati attori principali, ricordiamo anche Donald Sutherland (il padre di Ada), Natalie Portman (la dolcissima Sara) e Giovanni Ribisi (il traditore di Inman). La Miramax, che probabilmente credeva di fare incetta di Oscar, si è dovuta accontentare di sole sette candidature, esclusa peraltro quella al miglior film; il premio andò alla Zellweger per il ruolo di attrice non protagonista per il ruolo di Ruby.
“Ritorno a Cold Mountain” si va ad inserire tra i classici del cinema, da vedere almeno una volta, il film gode della magnifica scenografia dell’italiano Dante Ferretti, di una perfetta colonna sonora e della regia furba di Anthony Minghella che voleva bissare il successo de “Il paziente inglese” divenendo uno specialista della narrazione visiva di corposi melodrammi letterari.
A detta di Minghella il film voleva essere spiccatamente antiguerra, antinazionalista ecc….ma non è bastato, purtroppo quello che doveva essere un capolavoro è soltanto un buon film con attori strafamosi in ruoli forse poco adatti a loro (vedi Kidman), bravi ma con poca passione; un susseguirsi si attese e di stagioni con un finale banalotto e già visto che prende spunto dall’inizio della storia stessa, le verdi vallate di primavere a Cold Mountain.
 

Fotografie per "Ritorno a Cold Mountain"
inman e ada
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mtctrm

mtctrm

14.12.2007 08:17

l'ho visto alcuni gg fa in tv...concordo, un bel film ma nulla più, anche se le potenzialità c'erano. La Kidman ha stancato, sempre con questi ruoli da eroina romantica perseguitata dalla sfortuna...meglio gli altri attori.

Bellatrix72

Bellatrix72

22.09.2006 02:10

l'ho visto ieri: registrato in tv,........a me è piaciuto moltissimo....e non vi ho troavto un difetto ma ne parlerò meglio più inlà................Un abbraccio, Mary

Maarit28

Maarit28

13.09.2006 17:48

Io l'ho visto ieri sera in tv, e mi rendo sempre più conto che forse i film è meglio vederli dopo un po' che escono, in modo da non farsi influenzare dai discorsi che fanno i media che nella maggior parte dei casi sono fuorvianti.... :-) Di fare paragoni con Via col vento non se ne parla eheheh :-), l' unica cosa in comune potrebbe essere l'ambientazione storica, ma per il resto è tutto diverso... la Kidman invece mi è piaciuta molto, il fatto che sia così idealisticamente perfetta rende il personaggio, visto che interpreta una tipa che in periodo di guerra scrive lettere e suon a il piano patendo la fame e il freddo, mentre nella stalla le mucche aspettando di essere munte...(ossia un personaggio già un po' caricaturale nel romanzo stesso :-)).

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