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Lars Von Trier è sicuramente il maestro indiscusso del cinema danese degli ultimi vent’anni. Al suo fianco, però, sono cresciuti tutta una serie di autori di valore che hanno raggiunto la ribalta internazionale. È il caso ad esempio di Susanne Bier e di quel Thomas Vinterberg fondatore con Von Trier di Dogma 95 e divenuto famoso con Festen.
Gli anni sono passati e Vinterberg ha realizzato addirittura un paio di pellicole negli Stati Uniti, Le forze del destino e Dear Wendy. Questo non toglie che abbia deciso di tornare però sul luogo del delitto: infatti, a distanza di una decina anni circa da Festen ne ha realizzato una versione in tono di commedia.
Riunione di famiglia è la storia di Sebastian, un ragazzo il cui padre, stando ai racconti della madre, che ora convive con una donna in una sorta di comune, si è suicidato gettandosi sotto un treno in corsa, e che si ritrova a dover dare una mano come aiuto cuoco nell’hotel principale in occasione delle celebrazioni per il Settecento cinquantesimo anniversario della città. In tale occasione, le autorità hanno invitato Karl Kristian Schmidt, il figlio più illustre della cittadina, cantante lirico di fama mondiale, a tornare a casa, luogo dove non è mai più tornato.
Le preparazioni per accogliere l’artista e il suo corteo e per celebrare il genetliaco della cittadina si fanno via via sempre più concitate: gli imprevisti si susseguono e tutto sembra non voler andare come dovuto. Infatti, Sebastian, scopre, grazie ad una confessione della madre, che non solo suo padre non si è minimamente suicidato ma è addirittura lo stesso cantante. Poi, Sebastian rincontra Maria, l’amore della sua infanzia, che era misteriosamente sparita senza avergli lasciato detto nulla (la ragazza era finita in una clinica per un problema di salute mentale), e mette quindi in dubbio la sua stessa relazione con Claudia, la ragazza con cui ha da tempo un rapporto e con la quale convive.
Ritrovatosi davanti al padre, cui deve servire la colazione, Sebastian rimane bloccato. Karl lo prende in simpatia e cerca di aiutarlo in qualche modo, vedendolo triste. Per questo, se lo porta con sé in giro per i luoghi della sua infanzia, cercando di farlo guarire dalla sua balbuzie e di fargli prendere una decisione giusta in merito a quelli che sono i suoi dilemmi amorosi.
La mala sorte, però, è sempre in agguato e prepara un inganno assai imprevedibile che porterà a ridiscutere tutte le posizioni e tutte le convinzioni acquisite.
Quello che in Festen era occasione di scontro e di tragedia, in Riunione di famiglia diviene momento tragicomico. Il giovanissimo Sebastian è una sorta di vaso di coccio preso in mezzo tra gli altri vasi di ferro che lo costringono a muoversi in questa o quella direzione, senza che lui sia mai davvero capace di decidere della propria sorte. L’incontro con il padre gli permette di smettere, però, di balbettare e, da quel momento, di prendere finalmente delle decisioni autonomamente, per conto proprio.
Riunione di famiglia diverte per la sua capacità di centrare i drammi e i dubbi dell’esistenza con leggerezza, strappando sempre e comunque un sorriso, anche nei momenti più cupi. È un susseguirsi di colpi di scena e di sorprese, con dei personaggi particolarmente riusciti, quali quelli del padre, il cantante d’opera dongiovanni, del manager dell’hotel, che continua a licenziare chiunque gli capiti a tiro, per non avere eseguito gli ordini come imposti, e dello chef che vive il rapporto con la cucina in maniera quasi spirituale e che soffre terribilmente quando le sue opere d’arte vengono rifiutate.
Più che dalle parti del Dogma, ci troviamo decisamente dalle parti di Feuillade e delle commedie degli equivoci. Nel complesso un’opera interessante che fa pensare, in particolare a quello che davvero vogliamo dalla vita e su quali siano le priorità che meritano davvero di essere prese in considerazione.
(ex Cinemante)