Rosencrantz e Guildenstern sono morti (T. Stoppard - Gran Bretagna 1990)

Rosencrantz e Guildenstern sono morti (T. Stoppard - Gran Bretagna 1990)

Valutazione complessiva Rosencrantz e Guildenstern sono morti (T. Stoppard - Gran Bretagna 1990) 2 opinioni | Scrivi un'Opinione | Poni una domanda | Aggiungi questo prodotto alla lista

... Tra varie comparse e figure che intrecciano la trama ci sono due servi, amici di infanzia, poveri figuri ignari delle grandi manovre di corte: Rosencrantz e Guildenstern. Essi sono due umili cortigiani non troppo abili nel manipolare e nel non essere manipolati, pedine ignare sulla scacchiera ... Leggi l'opinione





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Una Opinione di baol70 su Rosencrantz e Guildenstern sono morti (T. Stoppard - Gran Bretagna 1990)
25.01.2007


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Opinione completa

Vecchia la storia dei tradimenti, dei terribili e nefasti abissi dove s'annidano serpi velenose, in quella jungla non lussureggiante ma certo fitta detta animo umano.
E l'Amleto di Shakespeare certo ha rappresentato degna materia di studio per freudiani ed epigoni o antagonisti dello piscologismo applicato all'arte, con il suo coacervo di torbidi ed edipici pulsanti spasmi nonché dissidi, nonché lacerazioni guidate dall'essere e dal non essere.
E già, questo è (o sarebbe, si dice) il problema.

La più che inquietante premessa necessita parlando del film, più che tratto solamente ispirato dalla famosa tragedia di Shakespeare.Sarebbe velocemente il caso di ricordare agli smemorati o ai pochi ignari uno straccio (o nel caso specifico e tecnico il canovaccio) della trama originale: Amleto principe erede di Danimarca si vede ( e vede come) sua madre la regina e suo zio trescando di tradimento in tradimento uccidono il padre e si mettono alla guida del paese, altresì cercando di isolare lui, natural erede, al fine di procreare un proprio clone quale prossimo re.
E l'introspettivo Amleto cercherà, giocando sul divario e sui labili confini tra razionalità e pazzia, di riportare giustizia o se non altro qualcosa di simile, consumando la sua brama di vendetta. Tra varie comparse e figure che intrecciano la trama ci sono due servi, amici di infanzia, poveri figuri ignari delle grandi manovre di corte: Rosencrantz e Guildenstern. Essi sono due umili cortigiani non troppo abili nel manipolare e nel non essere manipolati, pedine ignare sulla scacchiera delle torbide necessità della trama shakesperiana e della cupida (nonché cupa più che viva) ricerca di Amleto della vendetta e del trionfo di una verità meno soffocante e turpe di quella che lo dilania. Ma nel film in questione questi livelli di alta densità tragica queste commistioni di sapore archetipico non vegono nemmeno sfiorate.
I due protagonisti discutono amabilmente sul senso della vita e della morte, sul valore dell'amore, sulla plusvalenza dell'amicizia, interagendo a tratti con spezzoni della trama dell'Amleto originale, fino al drammatico epilogo reso con una certa vena giocosa.

Rosencrantz e Guldistern sono due abili macchiette nonché due sotteranei richiami a quegli eterni dilemmi assurdi fatti persona, Estragone e Vladimiro, che animano uno dei testi teatrali del novecento, "Aspettando Godot" di Samuel Beckett, capolavoro assoluto e monumento della incomunicabilità e delle vane speranze umane, anche se qui il nosense tende ad essere più sfumato, meno dirompente, più parodistico in senso stretto che comico-surreale in senso lato (e filosofico-trascendentale) come nell'opera beckettiana.
Ed il film oltre che nutrirsi della tragedia di Shakespeare è molto teatrale, nelle riprese, nelle scene, nei primi piani e nelle locations poverissime, tre sfondi appena, variamente articolati ed inquadrati.
Una riflessione metateatrale portata ad un cinema dell'assurdo, messa in opera da Tom Stoppard, nato nel 1937 nella attuale Repubblica ceca, come regista pressochè nullo ma sceneggiatore di una certa fama, se non altro per la più fortunata ripresa del William immortale in "Shakespeare in love", di cui fu sceneggiatore abbastanza brutalmente maltrattato dalla critica nostrana e che in maniera più easy listening anche lì si divertiva nel pastiche di modernizzare o comunque riattualizzare e fantasticare su espisodi più o meno noti della biografia shakesperiana.
Un esperimento riuscito a metà, questo, perché i due amici servi creano un climax (o se volete un'atmosfera) che non esplode o implode mai, dove il sorriso è quasi frigido benchè sempre sul punto di venire (ehm, diciamo di arrivare), divertente e se volete gioco serioso sul gioco del teatro o pasticcio realizzato da un pasticcere se non abile sicuramente illusionista. Ma troppi se e troppi ma. Le continue allegorie e metafore ora di provenienza amletica ora di pura natura stoppardiana alla fine ingolfano il film in un saggio sul nosense insito nell'essere umano troppo pretenzioso, anche se l'idea era grandiosa, tanto cinematografica quanto anti-cinema, forse anche al di fuori del cinema possibile per chi lo ideò.
A titolo di gossip, Sean Connery iniziò agirare il film ma abbandonò alla prima scena richiamato dalle sirene (e dai dollari) del set di "Caccia ad ottobre rosso". Fu sostituito degnamente da Richard Dreyfuss nella grottesca ed onirica parte del caporale di una bizzara equipe di teatranti.
Molto riuscita, a dire della critica, ma mai vista dallo scrivente, la versione sul palcoscenico del medesimo copione. Ovvio, forse il suo luogo naturale di rappresentazione, viene da chiosare.

SCHEDA
Rosencrantz and Guildenstern are dead, ( UK / USA), 1989, 117 minuti, di Tom Stoppard, con principali interpreti Gary Oldman (Rosencrantz) Tim Roth (Guildenstern) Iain Glen (Amleto) e Richard Dreyfuss

   

Altre Opinioni
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Valutazione del Prodotto Rosencrantz e Guildenstern sono morti (T. Stoppard - Gran Bretagna 1990) scritta da jimmit2k

Vantaggi: Divertente a sprazzi
Svantaggi: Noioso a sprazzi

Devo premettere, prima di passare all'opinione su questo film, che ero partito aspettandomi un bel film divertente meritevole di elogi.. grandi elogi.... di conseguenza sono rimasto deluso. La presenza di due grandi attori come Tim Roth (Rosencrantz... ... Leggi l'Opinione

Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente molto utile
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05.03.2007

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