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Data 0 ....... buoni o cattivi tour 2004
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Svantaggi *
Dettagli
| Qualità dei testi | ottima |
|---|---|
| Qualità della musica | 5 |
| Voce artista | 5 |
‘Buoni o cattivi, giusto o sbagliato saranno sempre gli altri a giudicarci ’….si apre più o meno così una serata particolare, una serata forse ‘regalata’ ad una piccola parte di persone. Ebbene sì il tour di Vasco dopo il raduno di Napoli, si sposta nella parte sud di Roma:Latina. Tappa per me obbligatoria,in quanto non ho trovato i biglietti per il 5 all’Olimpico. Parte questa piccola premessa,questo per me è stato un concerto un po’ strano. Era la quarta volta che mi accingevo a ‘salutare’ il Vasco con la mia presenza , ma visto,anzi, più che altro sentito l’ultimo album, l’entusiasmo non mi prendeva come le altre volte. E armato di zaino e mogliettina al seguito (lei molto più entusiasta di me) ci accalchiamo e ci prepariamo a fare l’immensa fila interminabile nella speranza (per me) di non rimanere deluso. Verso le 20 inizia a suonare un gruppo a dire il vero niente male: Godiva. Rock bello tirato misto tra i Guns n’ Roses e Pearl Jam. Mezz’ora di gloria per loro meritata più che altro anche perché ho saputo successivamente che è un gruppo della zona. Dopo questa piccola parentesi sonora ci accingiamo a salire sugli spalti e con molta cura cerchiamo di scegliere la visuale migliore ed un colpo di c…,anzi fortuna troviamo due posticini dove possiamo goderci lo spettacolo in maniera ottimale. Per mezz’ora c’è un formicaio di persone mai viste,dall’alto si vede proprio una marea di persone sempre in movimento e dopo l’ennesima birra accompagnata da un odore acre molto piacevole, alle 21 si spengono i fari. Inutile dire una bolgia vera e propria. Sugli schermi appare la foto del Vasco quella che stà sulla copertina dell’album…inutile commentare le reazioni. Non ho mai sentito urlare tanta gente così forte. (Per non togliere l’entusiasmo a chi sarà presente ad un prossimo concerto del Vasco,non inserirò tutti i titoli degli brani suonati :) ) Il concerto di Vasco è stato sostanzialmente distinto in due parti molto ben studiate. La prima parte molto melodica con brani che in un certo senso hanno portato il Vasco in un esibizione ‘cantata’ più che parlata come è stato il suo modo di esprimersi negli ultimi tempi. Sinceramente l’ho apprezzata moltissimo, in quanto ero questo quello che volevo. Volevo un Vasco che cantasse e non si limitasse a parlare.Che bella emozione sentire dopo tanto tempo ‘Portatemi Dio’ o ‘Cosa succede in città’, anche se, inutile dire, che il supporto dei musicisti è stato davvero qualcosa di impressionante. Persone che con Vasco lavorano da una vita, un feeling perfetto sotto qualsiasi punto di vista. Chitarre suonate da Steve Burns componente dal concerto di ‘Rock sotto l’assedio’ e l’immenso Maurizio Solieri (praticamente cresciuto con Vasco) che credo sia uno dei migliori chitarristi italiani in circolazione,se non il migliore. Ogni qualvolta si sentiva un tocco particolare, proveniva sempre dalla sua Fender: grandioso. La ritmica costituita dal bassista Claudio Golinelli (anche lui cresciuto praticamente col Vasco) il batterista e percussionista di cui non ricordo i nomi. Tastiere suonate rigorosamente da Alberto Rocchetti accorpatosi al Vasco con ‘Gli spari sopra’ e poi Clara Moroni ai cori presente dall’album Bollicine. La sezione fiati mancava di un elemento importantissimo Andrea Innesto assente solo per questa serata sostituito degnamente da un ‘immenso omone’ con la tromba. Lo spettacolo alterna vecchi successi fino all’esecuzione dell’intero nuovo album. Tutto è perfettamente coordinato da uno spettacolo di luci che rispecchia la maestosità dell’evento. Momenti particolari e pieni di entusiasmo sono stati durante l’esecuzione di Sally e Rewind, dove praticamente TUTTI prima con accendino e successivamente ballando davamo uno spettacolo nello spettacolo molto coinvolgente e molto apprezzato anche dal grande Vasco. Dalla sua espressione del volto si capiva che praticamente era ‘uno di Noi’. Dopo un intermezzo sonoro di altissimo livello interamente strumentale, il Vasco si concede una piccola pausa prima di regalarci un Medley di vecchi brani da ‘Cosa c’è’ per terminare con ‘Dormi dormi’. Tutto suonato alla perfezione, pubblico e Vasco eravamo davvero ‘lo spettacolo’ fino a ‘Bollicine’ dove tutto lo stadio cantava e dalla bocca di Vasco non è uscita nemmeno una parola: indescrivibile. La parte finale del concerto ha avuto un attimo di grandissimo rispetto e risentimento quando sulle note di ‘Canzone’ nello schermo centrale appare uno spezzone di concerto in cui Massimo Riva suonava la chitarra con la sua immancabile sigaretta. ‘Anche se qualcuno non è più con noi, nessuno potrà mai dimenticarti’…più o meno così le parole con il quale Vasco ha commentato quelle immagini. Cinque minuti di applausi interminabili,tutto lo stadio in piedi, davvero commovente; ed io che ero ‘abituato’ alla figura di Massimo Riva, non posso nascondere un piccolo nodo alla gola a rivedere quelle immagini sublimate poi con ‘Vivere’. Come da copione da rispettare, l’apoteosi finale è stata ovviamente prima con Vita spericolata e successivamente con Albachiara, impossibile da commentare se non altro da vedere sia dal punto di vista dello spettacolo che quello sonoro. Vasco si congeda dal suo pubblico che l’ha acclamato per l’intero concerto senza soste e interruzioni. Tutti hanno cantato per tre ore di concerto. Ebbene si, tre ore sembrano tante,ma sono passate in un baleno, ve lo garantisco. Anche se rimango sempre un po’ critico sull’ultimo lavoro, non posso certo dire che questo non sia stato un Grande concerto, con la ‘G’ maiuscola. Ancora una volta Vasco si è dimostrato un animale da palcoscenico,ancora una volta ha dimostrato di essere un grande e nonostante il fatto che piaccia o no, essere presenti ad un concerto del Blasco possiamo ancora provare sensazioni…’sensazioni forti’ che solo una persona in questo momento può dare e che questa persona anche grazie al contributo da parte di persone che ‘sanno veramente suonare’ che non solo fanno parte di una cornice spettacolare, ma da persone che credono,vivono e ‘sentono’ l’emozione del concerto non solo per il ‘Dio denaro’ ma semplicemente per il piacere di proporre musica. Spero di sicuro ad ‘una prossima volta’, e di sicuro alla prossima volta,io ci sarò di nuovo, spero al più presto, magari ancora con tanta gente intorno ad urlarmi nelle orecchie. Ogni qualvolta assisto ad un concerto,mi riprometto sempre di rivederlo…fino a questo momento ci sono sempre riuscito,spero sia lo stesso anche per voi…. Siamo solo noi….
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