Rubatà

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Opinione su "Rubatà"

pubblicata 12/01/2005 | lelfo
Iscritto da : 24/01/2004
Opinioni : 86
Fiducie ricevute : 13
Su di me :
Ottimo
Vantaggi ottimi, sfiziosi, digeribili... buonissimi
Svantaggi nessuno
molto utile
Reperibilita'
Rapporto qualita'/prezzo

"Rubatà... i grissini di Torino"

I grissini nascono in Piemonte, precisamente a Torino.

La loro origine regionale è nota in tutta Italia al punto tale che i grissini stessi vengono soprannominati in molte regioni italiane, soprattutto del nord-est, proprio come “i torinesi”… Napoleone, ad esempio, li chiamava i “petits batons de Turin”.

I veri grissini torinesi, tuttavia, si chiamano in dialetto “rubatà” (singolare e plurale) che altro non significa se non “rotolare”. L’etimologia del termine è legata al processo di lavorazione del “rubatà” in quanto il grissino è ottenuto facendo rotolare la pasta di pane sotto il palmo delle mani fino a raggiungere lunghezza e spessore idonei. Non solo, il vero “rubatà” ha un aspetto, un gusto e sono di qualità particolare, che lo distingue dai comuni grissini lunghi e sottili: sono irregolari, attorcigliati su stessi e croccanti.

L’autentico “rubatà” ha la sua ricetta: solo acqua, farina ed un pizzico di lievito. Credo non esistano “panatè” piemontesi che non sfornino, tutte le mattine, almeno un tipo di grissino.

Certo. Oltre ai noti “rubatà”, semplici e modesti, ma buoni, esistono vari tipi di grissini molto più ricchi ottenuti con l’aggiunta nell’impasto di malto o strutto che li rende più fini, friabili e certamente più gustosi: l’antica ricetta della Famiglia Fongo suggerisce che i grissini debbano essere a base di farina, acqua, sale, strutto, malto, lievito naturale ed una goccia di olio extravergine di oliva. Una variante della ricetta tradizionale consiste nell'aggiungere della farina di riso all'impasto che conferisce un gusto meno salato al grissino.

Vi sono poi i grissini alle olive, con sesamo, spezie varie… ma nulla hanno di paragonabile ai “rubatà” ancora caldi che mi portava mia madre la mattina da inzuppare nel caffelatte della colazione.

In relazione ai grissini vi è anche una data di nascita ed un artista.
Il duca Vittorio Amedeo di Savoia (povero piccino) si trovava malato nel suo lettino in stato di totale inappetenza, un medico di corte ordinò pertanto al fornaio torinese Antonio Brunero di creare un tipo di pane gustoso e sfizioso, ma leggero, sottile e digeribile. Era il 1679 e da allora i piemontesi non riuscirono più fare a meno di questo nuovo tipo di pane…

I grissini possono sostituire il pane e sono largamente usati soprattutto negli antipasti. Vi regalo una ricetta facile facile, ma buonissima e d’effetto.

Antipasto di grissini rubatà per 4 persone
- 16 grissini Rubatà
- 16 fettine di prosciutto crudo o altro affettato (salame, speck, bresaola nonché la nota “lingua”)
- 16 fettine di fontina o altro formaggio (provare con la “toma” piemontese)
- burro
- mostarda
- sale

Amalgamare il burro con la mostarda e insapore leggermente di sale.
Spalmare il grissino rubatà per 3\4 con il composto di burro e mostarda.
Avvolgere il grissino con una fetta di formaggio e di prosciutto.

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Commenti su questa Opinione

  • Mabuse pubblicata 01/02/2005
    Grazie per le interessanti notizie !!!
  • Ciobin pubblicata 16/01/2005
    piacciono moltissimo anche a me ma trovare quelli buoni non è così semplice
  • Albes pubblicata 12/01/2005
    eccome se me li ricordo! Ne facevo scorpacciate durante le nottate di studio! E li preferivo decisamente agli "stirà" (sarà giusto il nome?)
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Su Ciao da: 12/01/2005