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Dettagli
| Design del disco | |
|---|---|
| Qualità dei testi | ottima |
| Qualità della musica | ottima |
| Voce artista | ottima |
| Originalità | non originale |
| Paragone con dischi precedenti dell' artista |
Si può dire che,questo scritto abbiamo deciso di scriverlo insieme, un qualcosa di "unplugged" a suo modo, un racconto,un diario. 3 giorni a parlare,a scavare insieme. Anche questa è una cosa da grandi. In una parola, una piccola isola che porta in sé un po' di Elfland. Come tanto tempo fa, quando Nicola era una voce che usciva dal walkman tra le luci spente,sospeso tra i Beatles e il profumo di Tolkien alla rincorsa del principe Legolas, in attesa di trovare le parole per descrivere com'era tutto questo, ma con quel qualcosa in più, di come quando nel 2004 lui mi scriveva per e-mail che "ero una persona che ha veramente ascoltato un disco e non messo li tanto per girare", una frase che oggi ci fa sorridere di gusto, erano i miei primi approcci a I Must Be Wrong.
Chi lo conosce Nicola, potrà rivivere mille momenti, chi non l'ha ancora sentito nominare, scoprirà una bella parentesi musicale del rock della Toscana underground.Buon viaggio a tutti. Senza scansioni, questo è un memorabilia.
Partiamo da dove è più consono partire, da questo best: un po' a sorpresa, del primo album I Must Be Wrong, quello acustico,-come dicevo anni fa - un po' alla Rubber Soul,non rimane che You're My Lover e nulla se non l'umore della scoperta e del mettersi in gioco di Mind's State, un disco sperimentale alla maniera di Karlheinz Stockhausen. Chi la vince allora è il Nicola Barghi più graffiante e da palcoscenico, quello di Time Of Vår: il Nicola più disinvolto e più live al suono del pop rock dal sapore britannico da Something To Hide a Tear Stained Face fino al gioco alla Sgt Pepper's sulle fanfare di I Cannot Be Late. Ma il colpo di scena è dietro l'angolo, spunta un inedito molto particolare: Non E' Un Gioco, la prima canzone di Nicola in italiano e come si sa, smettere di cantare in inglese per ritornare alla propria lingua,in un modo o nell'altro cambia qualcosa.
Di certo restano escluse alcune perle come Blue Seagull o My Soul che, pur trattandosi degli esordi, in un disco in acustica e senza band, tiravano fuori il germe perfetto del primo Nicola in stile blues alla chitarra e la grande assente è forse Weeping On A Willow, uno di quei brani che a I Must Be Wrong faceva da copertina, al di là del mio lieve disappunto, se non altro è un pretesto in più per andarselo a riscoprire questo disco per chi non lo conosce.
Ma se dei vecchi tempi, quelli intimisti e primordiali, proprio vogliamo parlare, Nicola risponde così:
Ascolta un po' di tutto lui, Police, Tory Amos, Deep Purple, Genesis, The Kinks, Vangelis, Led Zeppelin, ma più di tutti in lui domina lo spirito dei Fab Four e fa tutt'altro che nasconderlo:E qui c'è da cogliere la palla al balzo, qual è la canzone dei Beatles che più gli fa da autoritratto?
Bene, me la tira fuori proprio da quel Rubber Soul, lui che a Sir Paul nel 2001 gli ha anche stretto la mano riportandosi a casa Wingspan autografato, dice che la sua canzone è Drive My Car. Certo, brano che si tira in primo piano quella frase "Yes, I'm gonna be a star" ma anche perché, la sua "car", la Ford Focus è stata un po' una musa e una grande compagna di avventure. Una bella canzone nasce da una semplice emozione, non tanto per quelle solenni parole del booklet di IMBW dove,pare comunque che gli umori non siano cambiati quando:
Il video di Time Of Vår (il brano passato tra i palinsesti di Radio 1 su Radio Demo, tra l'altro),tutto si riassume sulle inquadrature di una folle corsa di una telecamera a spalla, un ritmo veloce, prima l'erba,poi l'asfalto, poi il grande traffico. Facile a dirsi ma… > E il traffico? .
"Chi, col cuore e col sangue medita cose impossibili, vince, è dura ma vince. Ne sono assolutamente convinto." Dice sempre così Nicola, quello che resta da cambiare è la dimensione della musica live. Vive nell'underground di Firenze che una volta era un'istituzione di laboratorio della musica underground, ma oggi è più difficile, sono un po' i tempi che lui definisce "cacofonici", come My Space:
Elfland sono io... ovunque vada. Elfland. Basta parlare alle poste e dirgli che qualsiasi cosa arrivi a Nicola Barghi con indirizzo Elfland è mio
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silvano.silvano 12/09/2008 18:11
yoda2000 04/03/2008 22:16
Chiara, io non lo conosco ancora. Non ho mai ascoltato nulla di suo ma spero di farlo presto. Perché la tua bellissima opinione mi ha parecchio incuriosito. Grazie! ^^________^^ Shanti Marco
dsantachiara 19/02/2008 11:27
eccellente (again)
ioana140614 16/02/2008 20:56
hidrangea 16/02/2008 19:00
Ripassata :)