Opinione su "Sacra di San Michele"

pubblicata 11/03/2005 | dpfrancesco
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Opinioni : 174
Fiducie ricevute : 27
Su di me :
...................................................
Ottimo
Vantaggi paesaggi e struttura meravigliosa
Svantaggi nessuno
molto utile

"Sacra di San Michele, il luogo dello spirito"

Le varie vacanze estive passate nell’adolescenza nella Valle di Susa e a Susa in particolare mi riportano alla mente piacevoli ricordi di luoghi e persone. Ma un luogo che da sempre ha affascinato la mia immaginazione è stata la Sacra di San Michele che domina possentemente tutta la vallata a partire da Avigliana (con i suoi splendidi laghi) fino a Susa e oltre.
Il suo aspetto possente si staglia nel cielo; il passante non può esimersi dal notarla sia di giorno che di notte grazie alla splendida illuminazione di cui è stata dotata.

DOVE SI TROVA:
La Sacra di San Michele, per chi non è avvezzo delle zone nei dintorni di Torino, si trova lungo la direttrice Torino – Bardonecchia (percorribile attraverso la A32) da Torino in direzione Frejus con uscita per Avigliana. Da qui le indicazioni non sono complicate, si segue per i laghi (di Avigliana appunto) e quindi con gli occhi puntati ai cartelli che conducono alla Sacra di San Michele.
Si arriva in un ampio parcheggio dove sistemare l’auto e, se il viaggio per raggiungere il luogo fosse stato particolarmente lungo, ristorarsi presso il bar o l’immancabile bancarella con le specialità del luogo (per lo meno l’ultima estate che ci sono stato c’era).
Per arrivare alla sacra occorre necessariamente salire lungo una ripida e tortuosa stradina percorribile in non più di 10 minuti. Lungo il percorso tra l’altro si trovano delle rovine; sinceramente non ricordo nello specifico di che cosa fossero ma una apposita tabella vi descriverà di che cosa si trattasse e l’accaduto (spiacente ma la memoria a volte fa cilecca).

DI CHE COSA SI TRATTA:
La Sacra di San Michele è una solida costruzione che è stata edificio militare prima e religioso poi. Una possente struttura dotata di solide mura dove monastero e chiesa si fondono appunto con architetture di tipo difensive e di avvistamento situata nel Monte Pirchiriano.

LA DESCRIZIONE:
Lascio alla fine la descrizione storica delle vicende succedutesi proprio per non tediare colui che della storia si interessa poco e passo a raccontare che cosa potrete vedere alla Sacra di San Michele.
Al di la delle potenti porte a protezione della Sacra, all’edificio principale si accede attraverso uno splendido scalone scavato nella roccia viva chiamato lo Scalone dei Morti, così chiamato perché qui si esponevano nelle cerimonie funebri le salme dei monaci, fino ad arrivare alla Porta dello Zodiaco dove è possibile ammirare delle belle sculture di tipo romaniche.
Da qui, attraverso un balcone dal panorama fantastico, è possibile accedere alla Basilica; questa è stata costruita in stile ogivale e abside in stile romanico (che richiama la Porta dello Zodiaco) in serpentino.
Nell’altare fa bella mostra di se un bellissimo trittico (non chiedetemi l’autore, non lo ricordo). All’interno della Chiesa vi sono diverse urne Sabaude. Dal centro della chiesa, la navata centrale, è poi possibile scendere, mediante una scaletta, nella cripta formata da tre cappelle in sequenza ceh rappresentano le costruzioni primitive delle prime chiesette costruite nel Monte Pirchiriano scavando nella roccia viva risalenti al X, XI e XII secolo.
All’esterno poi diverse testimonianze della vita dei secoli che furono. Ancora viva nella mia flebile memoria la ghiacciaia, l’antico congelatore dell’epoca, dove appunto i monaci erano soliti conservare a lungo le pietanze.
Una curiosità della Sacra è la leggenda che narra di una fanciulla, onesta contadina, si fosse gettata nel precipizio per sfuggire ad un soldato invasore (un francese se non ricordo male) che venne salvata dagli Angeli che la sostennero e la posarono incolume a terra. In seguito però volendo ripetere quel miracolo fini col morire cadendo nelle rocce sottostanti. Il luogo segnalato nella Sacra è anche detto il Salto della Bell’Alda proprio in direzione della Dora che scorre al di sotto.

NON POSSO ESIMERMI DA UN PO DI STORIA DELLA SACRA:
Pare che già i Romani avessero individuato nel Monte Pichiriano un efficace punto di avvistamento e controllo della Val di Susa (al tempo lo smog delle industrie e delle automobili permettevano vedute ben più argute rispetto ad oggi) e che quindi avessero costruito alcune strutture di guardia; ereditate dai Longobardi questi potenziarono il sito.
Solo diverso tempo dopo il luogo venne instradato verso un edificio religioso quando il Vescovo Ravenna Giovanni nel X secolo ne costruì una prima Chiesa. La struttura più simile all’attuale struttura la si deve però a tale Ugo di Montboissier (un riccone dell’epoca) che per vedersi perdonare i suoi peccati ebbe il compito di trasformare la chiesa in una splendida Abbazia che nel tempo assunse alla carica di punto di riferimento per i pellegrini che percorrevano la via Francigena verso Roma e la Terra Santa.
Si susseguirono poi ampliamenti che le permisero attorno al 1100 di diventare un fiorente monastero con 300 monaci e 140 tra chiese e abbadie sotto la sua giurisdizione.
Nel tempo il monastero conobbe saccheggi, periodi fiorenti e di decadenza in particolare dopo che venne soppresso l’ordine dei benedettini attorno al 1600.
Nella metà del 1800 l’Abbazia fu affidata ai Padri Rosminiani che tutt’oggi la custodiscono.

Orari delle visite (presi dal relativo sito, non pensate che me lo possa ricordare):
dal 16 ottobre al 15 marzo
feriali dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00
festivi dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.00

dal 16 marzo al 15 ottobre
feriali dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
festivi dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.3

Chiuso il lunedì

Costo del biglietto:
Feriali: intero 3,50 e ridotto (dai 6 ai 14 anni e oltre i 65 anni) 2,50
Festivi: intero 4,00 e ridotto (dai 6 ai 14 anni e oltre i 65 anni) 3,00. Nei pomeriggi dei giorni festivi la visita è guidata, con gruppi sempre accompagnati dalla Comunità religiosa o da Volontari della Sacra

Infine è anche possibile fare una esperienza religiosa all’interno del monastero grazie all’ospitalità concessa dai Padri Rosminiani alle persone adulte, con soggiorno prolungato sui 3 giorni (venerdì, sabato e domenica).

Ciao a tutti
Francesco

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Commenti su questa Opinione

  • mammina_ricca pubblicata 31/08/2005
    Bellissima descrizione di un bellissimo posto..bravo...Anna
  • alessia262003 pubblicata 23/05/2005
    Bellissimo posto ciaoo
  • villanomarco pubblicata 18/04/2005
    ci sono andato oltre vent'anni fa , mi sa che ci devo tornare,ciao marco
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Su Ciao da: 08/09/2004