Opinione su "Salvador de Bahia"

pubblicata 22/04/2003 | Illuso
Iscritto da : 08/01/2003
Opinioni : 24
Fiducie ricevute : 5
Su di me :
Ottimo
Vantaggi Le tinte forti dell'atmosfera coloniale
Svantaggi La pioggia
molto utile

"Il Pelorinho di Salvador de Bahia"

Un sorriso e sei dentro. Nell'atmosfera intendo. Quella coloniale che trova la massima espressione nel Pelorinho, la città vecchia di Salvador di Bahia. Il sorriso è quello di un bambino che per le prossime due ore non dovrà combattere la fame. Per un real (mille vecchie lire) potrà sfamarsi con uno-due salgadinhos fino alla prossima vendita del laccetto ricordo di Nosso Senhor de Bonfim. In caso di ottusità ti senti anche importante, più realisticamente sei contento per aver donato quell'istante di felicità . Ora le sue labbra non son più serrate in una smorfia contrita. E i suoi denti, come un sasso bianco lanciato nel lago nero della faccia scura, ne illuminano il volto. Le pieghe vecchie si distendono, si rilasciano, lasciando il posto ad altre più nuove, più morbide, che salgono, salgono fino agli occhi lucenti. Son loro adesso che alimentano il fuoco di quel ringraziamento infinito che ravviva la speranza di vita.

Senza accorgermene trovo riparo in una casa pubblica: è quella di Jorge Amado! Domina, dall'alto di una grande piazza, alcune vie scoscese e acciottolate. In fondo, sulla destra, noto in particolare l'imponente facciata di una chiesa barocca: è colorata, in turchese credo. Poi entro nella casa e visito le stanze della fondazione. Tutto ci parla della sua vita, pubblica. Onorificenze, locandine di tutti i suoi libri e di tutti i suoi film. Commemorazioni con i grandi del tempo. Non riesco ad ammaliarmi di queste cose. Trovo più interessante sedermi nell'accogliente bar interno, ordinare un caffè e scoprire la lettura delle poesie trascritte sulle tovaglie di carta. All'inizio è un passatempo poi, pian piano, le strofe mi rapiscono. Si parla d'amore, di sentimenti, di emozioni… Arrivo a leggerle tutte con una voluttà incontenibile. Quasi posseduto. Quasi poeta anch'io, per irraggiamento di quell'atmosfera a tinte forti. Ripasso a mente le vicende vissute da Amado per la stesura di Dona Flor e os dois maridos. Per un attimo, con un pizzico di invidia, sostengo la velleità che è l'atmosfera a far poeti e scrittori! Non dura. Riconosco che la sensibilità, la capacità di osservare e descrivere sono assai più importanti. Le poesie non sono Sue, ma di poeti contemporanei vincitori di un premio annuale della fondazione.

Fuori piove a dirotto e i colori sono tutti dentro. Così immagino il folklore della Capoera, la lotta di strada, le tinte pastello delle case al tramonto, e così vivo la musica che al ritmo martellante dei tamburi inonda, il martedì, le strade del Pelorinho. Ecco, vedo la gente ballare intorno a me, negli sgargianti costumi della festa. Quelli ampi e bianchi delle bahiane, col fiocco in testa, quelli più improvvisati e comuni degli uomini. Mi scopro a fissare la tela di un quadro, grande, colorato, affollato di tutte quelle genti percepite, in festa all'ombra di un'imponente cattedrale. Assaporo il gusto di quel sincretismo pagano, mi piacerebbe conviverlo, penetrarlo, esserne parte. Poi mi risolvo a pensare che sarà per la prossima volta


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Commenti su questa Opinione

  • amoilsushi pubblicata 11/01/2007
    complimenti, ottima opinione...
  • Acherusa-II- pubblicata 24/04/2003
    ...meraviglia...
  • merylou pubblicata 24/04/2003
    Leggendo sono stata sommersa da tutti questi colori! Che bello. Ciao
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Su Ciao da: 20/07/2000