Domenica 31 gennaio e lunedì 1 febbraio la RAI ha mandato in onda una fiction in due puntate incentrata sulla vita di S. Agostino.
Sono ormai anni che la RAI, a cominciare dalla Sacra Bibbia ha sfornato fiction di qualità incentrate sui grandi personaggi biblici o figure religiose penso a S. Paolo o a Bakita.
Stavolta per impersonare un santo e filosofo che ha cambiato la teologia cristiana sono stati chiamati due attori italiani uno si può dire che ormai è nella sua maturità artistica ossia Alessandro Preziosi e l’altro ormai giunto al culmine e se vogliamo impegnato in maniera saltuaria al cinema almeno così mi risulta ossia Franco Nero.
Due sex- simbol, dunque, uno nel pieno della bellezza e del vigore e l’altro ormai giunto alla maturità senile ma ancora in grado di magnetizzare.
Ignoro se il vero S. Agostino fosse così bello, probabilmente la scelta è stata dettata dalla sua vita che prima della conversione è stata davvero libertina.
Ultima notazione a interpretare la madre di S. Agostino anche ella proclamata santa dalla Chiesa ossia Monica è stata chiamata l’omonima Monica Guerritore che certamente ricorderemo per aver spesso interpretato ruoli sexy, ma che grazie al teatro con Gabriele Lavia ha saputo diventare attrice di razza e credetemi nella fiction ha dato davvero una grande prova.
Tre ottimi attori…. Ottime premesse…
Ma…
Si lo so state già leggendo il mio MA… non tutte le ciambelle escono con il buco.
Passiamo a una veloce sintesi del prodotto.
Come speso capita gli sceneggiatori sono ricorsi all’abusato escamotage dei flash-back…
L’incipit è di Franco Nero pardon, Agostino che a Ippona nel 430 d.C. trema per le sorti della città sotto assedio dei Vandali di Genserico.
A fargli compagnia è la nipote Lucilla. Agostino ripercorre così i suoi inizi.
A cominciare proprio dal parto difficile con Monica pronta a morire pur di farlo nascere, con il padre che pensa più alle bettole e alle donne piuttosto che alla propria famiglia.
Unico faro per il ragazzo (Matteo Urzia) è l’aver scoperto la retorica e l’oratoria grazie a un avvocato che è di passaggio per la città.
Agostino vuol diventare avvocato e imparare a rendere le parole concrete come i fatti.
Grazie a un amico facoltoso Agostino viene ospitato da una famiglia agiata il cui figlio Valerio ha grandi ambizioni, proprio come Agostino.
Ad Agostino viene assegnata la schiava Tabità e così dopo un primo tentativo fallito il giovane viene preso da un celebre avvocato di Cartagine per imparare il mestiere di avvocato e di grande oratore.
Un salto e troviamo Agostino diventato ormai uomo che grazie alla sua abilità oratoria in tribunale ottiene l’assoluzione per un uomo accusato di tentato omicidio verso la moglie.
Agostino crede fermamente nel potere delle parole e sembra lanciato a diventare un avvocato di grido in tutto l’impero.
Le prime incrinature si avvertono però quando scopre che l’uomo che ha fatto assolvere riesce successivamente a uccidere la moglie.
Il suo maestro lo invita ad avere il coraggio di non cercar la verità ma di crearla.
Nel frattempo il padre in punto di morte si converte e chiede il battesimo, le incessanti preghiere di Monica cattolica fervente lo spingono a chiedere il perdono dei propri peccati.
Monica vorrebbe che anche il figlio così cinico e preso dai piacere della carne seguisse l’esempio del padre.
Agostino infatti ha intrecciato una relazione con Tabità la sua schiava.
Entrambi sanno che non potranno mai sposarsi, ma a loro va bene così.
Alcuni dubbi si sono insinuati e il giovane diventa Manicheo ed è ostile alla religione cristiana che insiste a presentare la Verità.
Tabità gli confida che attende un figlio e così nasce Adeodato. Agostino si è trasferito di nuovo nella sua città natale perché insoddisfatto dei risvolti della sua carriera di avvocato.
Grazie agli auspici dell’amico Valerio arriva a corte in quegli anni a Milano e gli viene offerto il posto di oratore dell’Imperatore.
In effetti Agostino è scapato dalla famiglia, dalla madre ma poi viene raggiunto da loro.
La carica di oratore lo porta a scontrarsi con il Vescovo di Milano persona autorevole e in grado di fronteggiare finanche l’imperatore, Ambrogio (Andrea Giordana).
Monica ed Agostino incontrano il Vescovo di Milano. I due si studiano e Ambrogio scorge nel cuore di Agostino qualcosa, ma Agostino è troppo accecato di sé e sfodera un discorso tale che l’imperatore decide di far confiscare la basilica in costruzione.
I fedeli si stringono intorno al propri Vescovo per impedire ciò e tra la folla di cristiani Agostino scorge anche la madre.
I soldati loro malgrado attaccano la folla colpevole solo di difendere il proprio luogo di culto.
È un massacro di innocenti e il generale affida ad Agostino il compito di rendere una sconfitta una grande vittoria.
È troppo anche per il valente oratore che vacilla e dopo aver abbandonato la carica a corte si ritrova a riflettere sulla propria vita e dopo esser entrato nella Chiesa ascolta finalmente la chiamata di Dio.
Ambrogio lo accoglie con gioia nel popolo di Dio.
Agostino viene battezzato da Ambrogio con Monica che vede realizzate le sue preghiere.
La mente e la parola di Agostino ora sono al servizio di Dio e ben presto viene accolto al sacerdozio o meglio a essere Vescovo e viene mandato in Africa a Ippona.
Nel 430 il vecchio Vescovo cerca inutilmente di salvare la vita ai propri fedeli e cittadini anche a costo di perdere i beni materiali ma il governatore della città è il vecchio amico Valerio che ancora crede di poter soddisfare la sua sete di ambizione.
Il governatore è convinto che la flotta romana spazzerà via i Vandali ma non è così.
L’impero Romano è ormai al tramonto… nuove energie e nuove menti avanzano.
Agostino tenta di mediare con Genserico, l’unico risultato è che al momento del saccheggio i libri di Agostino sono salvati dalla furia Vandalica.
Agostino infatti ha preferito rimanere con il suo gregge e ha fatto mettere in salvo chi voleva, tra gli altri anche la nipote Lucilla con il suo sposo, un centurione.
A sprazzi la fiction ci regala stralci dalle opere di questo grande teologo e Padre della Chiesa.
Tardi ti amai… Ama e fa ciò che vuoi…
Le basi della teologia Cristiana poggiano su Agostino e su Tommaso d’Aquino.
Uno dei più grandi teologi è nato proprio dopo aver provato i piaceri della carne e della lussuria…
Se scopo della fiction era proprio far apprezzare il passaggio dall’Inferno al Paradiso direi che non è riuscito… poche righe finali ci informano che le opere di Agostino sono ancora oggi lette.. poco … molto poco… chi ignorava la grandezza di questo Santo non ha avuto modo di imparare molto di più.
Avrei impostato la fiction in modo diverso … che so un professore moderno che spiega ai suoi studenti le tappe della vita di Agostino… e mi sarebbe davvero piaciuto vedere il famoso episodio.. leggenda o realtà chissà… ma così pieno di significato che ora vi ricorderò.
Si racconta che sant’Agostino, mentre un giorno passeggiava lungo la riva del mare immerso nelle sue profonde meditazioni, incontro’ un bambino tutto intento a versare con una conchiglia l’acqua del mare in una piccola buca scavata nella sabbia.
Sant’Agostino lo guardo’ a lungo con tenerezza, poi gli domando’ : “Bambino, cosa fai?”.
Il piccolo, senza interrempore il suo gioco, gli rispose:
“Voglio chiudere il mare in questa piccola buca!”
E sant’Agostino: “Ma come puoi pensare di racchiudere il mare, che e’ così grande, in una buca che e’ cosi’ piccola?” .
Il bambino alzo’ gli occhi, lo guardo’ fisso in volto e rispose:
“E tu come puoi pensare di comprendere Dio, che e’ infinito, con la tua mente, che e’ cosi’ limitata?!”.
Detto questo, sorrise e scomparve.
4 stelle dunque solo grazie agli attori perché a mio avviso la sceneggiatura non si è dimostrata all’altezza
peccato non averlo visto!