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Opinione

per Scudetti dopati. La Juventus 1994-98: flebo e trofei (Carlo Petrini)
2 Stelle Calcio e doping in casa Juve?
29 su 29 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: No

Vantaggi libro utile ai detrattori della Vecchia Signora

Svantaggi pochi elementi critici

L'autore

luca7373 Dal 28 nov 2000

Mi piacciono i tuoi pensieri… profumano continua

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Comincio questa opinione con 2 parole sull'autore di questo libro, Carlo Petrini, il quale fu un discreto giocatore degli anni '70, una carriera come tante senza grandi numeri ma tutto sommato niente male.

Il buon Petrini inizia il suo libro presentandosi come "...l'unico giocatore di calcio italiano ad aver ammesso di aver fatto uso di doping durante la propria carriera sportiva".

Come se l'ammissione servisse ad aumentare la credibilita' dello stesso, a far capire al lettore che lui si' che puo' darli certi giudizi perche' quel mondo lo conosce bene.
Beh, uno che ha vissuto la proprio carriera sportiva imbrogliando migliaia (milioni) di sportivi non puo' arrogarsi tale credibilita'.
Anzi, forse la cosa mina ancor di piu' il suo giudizio, a mio avviso.

Tornando al libro, questi si divide in 2 parti.
Nella prima v'e' una cronaca dei campionati dal 1994 al 1998 della Juventus, quelli in cui, sotto la direzione tecnica di Lippi, quella dirigenziale della triade Moggi-Bettega-Giraudo e quella medica del dottor Agricola, i bianconeri ottennero vittorie a ripetizione.
Vengono riportati tutti i risultati della societa' bianconera spesso e volentieri accompagnati da articoli apparsi all'epoca sui quotidiani italiani nei quali si evidenziano i toni sospettosi ("Ma quanto corrono quelli" - "Quel giocatore si e' trasformato in fuoriclasse", ecc ecc...).
Non mancano i commenti di Petrini, sempre molto accusatori.
La sua tesi e' che quella Juve, in quei 4 anni, non avesse alcun fuoriclasse eppure vinse tutto.
Beh, se non sono fuoriclasse i vari Zidane, Deschamps, Del Piero, Ravanelli, Vialli, Inzaghi, Vieri, Davids, Ferrara, Peruzzi, ecc ecc... allora potrei essere d'accordo con lui.
Resta poi il fatto che questi giocatori "normali" abbiano fatto grandi cose anche altrove, non solo alla Juve.

La seconda parte e' invece la cronaca degli interrogatori ai giocatori juventini.
Qui si punta il fatto in particolare ad alcuni casi "strani" occorsi soprattutto a Conte e Tacchinardi: valori sballati che porterebbero a pensare che i 2 abbiano assunto la famigerata Epo (Eritropoietina).
Secondo me invece il fatto piu' inquietante riguarda la farmacia juventina, dove sono stati trovati circa 280 farmaci.

Alla fin fine, la sensazione che ho avuto leggendo questo libro e' che si sia voluti arrivare a delle conclusioni senza avere tutti gli elementi necessari per poter dare una sentenza definitiva.
La cosa piu' interessante e vera e' stata una dichiarazione di Zidane durante il suo interrogatorio, quando disse che non si puo' pensare che dei giocatori di calcio giochino 60-70 partite l'anno in tutta Europa, sempre a buoni livelli, senza far uso di integratori che aiutino l'atleta a recuperare dalle fatiche fatte durante la gara.

Questo ci porta alla considerazione che il tutto nasce dall'esasperazione in cui e' caduto il mondo del calcio oggigiorno, piu' che ai tempi in cui giocava il buon Petrini.
E mi porta ad allargare la stessa considerazione a tutti gli sport, in cui oramai conta piu' il risultato finale, la prestazione esaltante di tutto cio' che questa comporta (allenamenti, gioco spettacolare, allegria, accettazione della sconfitta).
Lo sport e' diventato essenzialmente business, per cui il raggiungimento di determinati risultati e' essenziale per la sopravvivenza delle squadre, la cultura della sconfitta non esiste piu' o e' molto rara.
Basta vedere l'atteggiamento dei calciatori ogniqualvolta un'arbitro fischia un fallo a loro sfavore: c'e' sempre una protesta.
Basta vedere la situazione del calcio di oggi, con decine di squadre che ogni estate hanno i conti in rosso.
Basta vedere l'atteggiamento dei tifosi, nessuno piu' accetta la sconfitta, bisogna vincere sempre e comunque.

Insomma, il discorso doping nasce da molto lontano, non basta un libro come questo per emettere una sentenza definitiva.
E poi bisognerebbe non guardare al dito ma alla luna, e vedere che questo fenomeno non interessa solo la Juve, ma tutto il calcio, purtroppo tutti gli sport.

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Commenti

Avete domande riguardo Scudetti dopati. La Juventus 1994-98: flebo e trofei (Carlo Petrini)? Domanda
Pagina 1 di 6 | 1 - 5 di 29 commenti
  • Randysix 08/09/2011 08:20
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • briciola75 03/03/2006 12:07
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Non conoscevo questo libro...la tua opi è interessante :O)

  • Simomk2 26/10/2005 16:49
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • exodus65 05/09/2005 10:22
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    hai ragione Luca, il fenomeno non riguarda solo il calcio e la Juve........... io che stò in mezzo al mondo del ciclismo ne ho visto di cotte e di crude.............. e mi vergogno di correre a braccetto con dei colleghi ciclisti che viaggiano come dei treni anche in salito solo perchè spinti da alcune strane sostanze...............

  • Ciobin 03/09/2005 23:53
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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