Su di me:Sarà un pregiudizio ma io credo che la lettura dei libri noiosi sia nociva alla salute. Carlo Collod...
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“Se morisse mio marito” è uno dei gialli scritti da Agatha Christie negli anni ’30. In questo periodo, la “Regina del delitto” sforna alcuni dei suoi capolavori (“Assassinio sull’Orient Express, tanto per citarne uno!). A detta della stessa autrice, Agatha Christie prese spunto per la costruzione del giallo da una sera a teatro, dove aveva assistito alla strabiliante performance di Ruth Draper, un’attrice americana capace di passare da un personaggio ad un altro con estrema facilità, interpretando via via una vecchia brontolona o una contadina, grazie ad una mimica facciale e un controllo dei movimenti del corpo eccezionali. Non è un mistero che la scrittrice prendesse spunto, per i suoi delitti letterari, dagli episodi più strani. Una volta, ad un’amica che, durante un the, le aveva chiesto come riusciva a far brillare così bene i bicchieri, la Christie rispose soavemente: ”Ti ringrazio, cara! Mi hai appena dato un’idea per un assassinio!”. Tutta la vicenda narrata in “Se morisse mio marito” ha inizio dall’incontro di Hercule Poirot, l’investigatore belga dalla testa ad uovo, con la famosa attrice Jane Wilkinson. La donna chiede a Poirot di incontrare suo marito, Lord Edgware, per convincerlo a concederle il divorzio, cosa che, a detta della donna, il nobiluomo si è sempre rifiutato di fare. Quando Poirot e il suo fido “assistente” Hastings si presentano a casa di Lord Edgware, però, l’uomo accetta subito l’idea del divorzio, affermando anzi di aver scritto mesi prima una lettera in tal senso alla moglie. Tutto ciò è davvero strano, tanto più che, poco dopo, Lord Edgware viene trovato assassinato in casa sua. A prima vista sembrerebbe che la colpevole sia proprio Jane Wilkinson, che, secondo i domestici del morto, avrebbe visitato il marito proprio la sera del delitto. Peccato che ben dodici persone possono testimoniare che, quella sera, l’attrice si trovava a cena da un famoso critico teatrale. Qualcuno ha cercato, dunque, di incastrare la donna? Inutile dire che Hercule Poirot non si lascia scappare l’occasione di indagare… Non mi sento di dire qualcosa di più riguardo alla trama, per non rovinare la sorpresa. Quello che posso dire è che, in “Se morisse mio marito”, intuire il colpevole è molto difficile, e ancora di più lo è capire come ha agito. Tanti piccoli indizi, ognuno dei quali apparentemente ininfluente, compongono un puzzle assolutamente perfetto…insomma, un giallo in puro stile Christie!
15.06.2007 10:53
L'ho letto, bello!!!!
29.05.2007 19:18
Bene, ce l'ho, non vedo l'ora di leggerlo
01.05.2005 21:08
interessante recensione .