Meditate che questo è stato
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi
Ripetetele ai vostri figli
(Se Questo E' Un Uomo, Primo Levi)
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È considerato come una voce toccante e concreta della storia del Novecento più acre: Se Questo E' Un Uomo apre un varco della memoria immediato sull'Olocausto nazista antisemita della Seconda Guerra Mondiale: è un quaderno di appunto scritto odi getto per preservare un briciolo di dignità; valenza storica e letteraria si intrecciano per un' opera delineata tra pagine dal flusso lucidamente descrittivo, preciso e dignitoso di Primo Levi: prigioniero dei campi di sterminio di Auschwitz eppure sempre scampato alle esecuzioni delle SS fino alle più ristrette selezioni, fino alla libertà.
Come ogni testimonianza storica, non può non accreditarsi di natura un certo valore, ma Levi ha qualcosa in più che lo contraddistingue: non soltanto per la salvezza, quanto il taglio critico che Levi ha voluto dare alla sua opera con quel dovere di raccontare, preservando, rendendo tutto razionale e aprendo la mente degli altri.
Questo non è si tratta infatti di un resoconto sui campi di sterminio pieno di nozioni giornalistiche o saggistiche, si tratta invece di una pura voce autobiografica vissuta esclusivamente con le proprie esperienze personali.
Come dice lo stesso autore: << Non si tratta di memoria contraffatta>> e non si tratta nemmeno di effetti speciali accentuati. Le descrizioni di Levi sono schiette, sincere, drammatiche ma non propriamente estremizzate: basta con i corpi ebrei ridotti a larve vaganti, qui la dignità umana rimane alta e verosimile nonostante i corpi nudi che si spartiscono pane e cuccette per sopravvivere nei geolidi confini di Auschwitz.
Levi parla della vita nel campo, non c'è accenno a forni crematori o a spietati comportamenti di SS senza scrupoli. Il suo occhio spio scruta il vicino blocco di Monowitz dal suo impiego nel lager in veste di perito chimico: un ebreo come tanti, prescelto a fabbricare utensili da indirizzare all'uso bellico.
Eppure bisogna dirlo, lui è stato un prigioniero 'privileggiato' fin dall'inizio. .
Levi arriverà ad Auschwitz solo il 13 dicembre 1943, un tatuaggio sul polso sinistro marchiato a vita, il suo numero: 174 517, häftling (funzionante). A quei tempi, c'era già aria di crisi per la macchina della morte: in quella Auschwitz non c'era già più un'aria da grande inferno, Levi era stato deportato dal campo di Fossoli, ma la paura della morte, era pur sempre dietro l'angolo.
Tutto confluisce in quell'ingranaggio letterario del martellamento delle frasi in tedesco farfugliate tra soldati ed ebrei, una sorta di maledizione, una Torre di Babele maledetta per le bestemmie degli ingranaggi che creano gli eventi storici: gli errori dell'umanità.
►SE QUESTO E' UN UOMO: UNA TESTIMONIANZA VISTA DA VICINO
In sostanza, Se Questo E' Un Uomo, per il suo narrare le cose che cadono davanti agli occhi di un uomo solo, potrebbe rappresentare in apparenza un racconto troppo parziale e quindi scarno per sostenere un argomento corposo come quello del nazismo, eppure, ogni cosa deve essere analizzata secondo il suo profilo storico: l'opera di Levi è infatti pubblicata per la prima volta nel 1947 da Franco Antonicelli con una tiratura di sole 2500 copie, a quei tempi non si sapeva quasi nulla del vero danno dei campi di concentramento. Il quarto potere era completamente manipolato e controllato, si ignorava ogni connessione pratica tra nazismo e fascismo nell'ambito di sterminio, come pure si ignorava lo sfruttamento dei prigionieri ebrei al fine di sfruttarli nei lavori industriali come manodopera per la grande macchina da guerra.
Levi è pacato, ma per il lettore attento, esso rimane pur sempre portatore di una denuncia ben precisa.
A quell'epoca, infatti, il Nazismo inteso come lo si intende oggi era solo un'idea offuscata, la stessa testimonianza di Se Questo E' Un Uomo resta quasi inedita fino alla pubblicazione del 1958 avvenuta dall'Einaudi ed è allora che esce dall'oblio scuotendo le menti dell'umanità alla riflessione.
►LA MACCHINA NARRATIVA DELL'AUTOBIOGRAFIA
Quella che sempre più spesso viene definita 'presa diretta di un evento storico' riesce ad essere un'angolatura tematica di un evento, centralizzata e profonda proprio per quella sua dose di realismo in soggettiva. .
Di certo dunque, con Se Questo E' Un Uomo,. non verranno esplicate le grandi linee del Terzo Regime, ma piuttosto, messe da parte le stereotipizzazioni del luogo comune facilmente rintracciabili altrove, Primo Levi lascia visitare nel proprio scritto, il senso vivo e incisivo di una storia reale, straordinariamente ideata su una mancanza di odio e rabbia personale. Solo un urlo è forte e corale in quelle sue parole: il senso umano degli schiavi del nazismo, solo quello, tanto quanto basta per avvertire le voci di fantasmi passati forse non proprio lontani…
►PRIMO LEVI LA VITA
Primo Levi nasce il 31 luglio del 1919 a Torino, dove sarà educato al culto ebraico e nel 1937 intraprenderà gli studi per una laurea in chimici. Nel 1938, con l'imposizione delle leggi razziali con enormi difficoltà,, riuscirà a laurearsi nel 1941.
Il 13 dicembre del 1943 viene catturato a Brusson e successivamente trasferito al campo di raccolta di Fossoli per poi essere convogliato ad Auschwitz.
È il 22 febbraio del '44: data che nella vita di Levi segna il confine tra un "prima" e un "dopo".
L'autore è deportato a Monowitz, vicino Auschwitz, in un campo di lavoro i cui prigionieri sono al servizio di una fabbrica di gomma. Sarà tra i pochissimi superstiti a far ritorno dai campi di concentramentoL'11 aprile del 1987 Primo Levi muore. Dirà di lui Claudio Toscani: «L'ultimo appello di Primo Levi non dice non dimenticatemi, bensì non dimenticate».
►LE OPERE
La tregua
Se questo è un uomo
Il fabbricante di specchi. Racconti e saggi
Conversazioni e interviste 1963-1987
Racconti: Storie naturali-Vizio di forma-Lilit
Sistema periodico
Se non ora, quando?
I sommersi e i salvati
La chiave a stella
Ad ora incerta
Vizio di forma
L'altrui mestiere
Lilit e altri racconti
Storie naturali
La ricerca delle radici
12.05.2007 14:39
Un libro da leggere
11.02.2007 21:32
Eccellente. Senza alcuna esitazione! Francesco
29.01.2007 10:06
E' da un pò sugli scaffali della mia libreria...ma ancora non ho la forza di leggerlo..credo bisogna esserlo per farlo! come sempre ottima opinione! ciao ciao"!