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Opinione su "Seychelles"

pubblicata 01/12/2015 | dario_cima
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Buono
Vantaggi Clima, mare, resort
Svantaggi Prezzi un po' alti
Eccellente
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"Praslin e La Digue (Seychelles)"

Paradise Sun - isola di Praslin

Paradise Sun - isola di Praslin

Tra Ottobre e Novembre 2015 siamo stati poco meno di due settimane alle Seychelles. Una vacanza che volevamo di riposo e mare fuori stagione.
Volo,soggiorno, pasti e piccole escursioni per un totale alle Sychelles di circa 2.500,00 a persona con Eden Viaggi.

Domenica 25 – Lunedì 26 Ottobre

Partenza da Fiumicino verso Dubai con un volo Emirates (attualmente una delle compagnie aere più raffinate anche nella classe Economy) su un Airbus A380: l’aereo è molto grande, a due piani e quello con capacità massima di passeggeri (su google street view è anche previsto il tour virtuale).
Già il numero impressionante di personale d’equipaggio che sfila in eleganti uniformi “arabeggianti” all’aeroporto è uno spettacolo, poi l’enorme e lussuoso quadrimotore ben predispone al viaggio: intrattenimento a bordo completo (su uno schermo di grande formato informazioni, film, serie TV, giochi…), posti comodi mentre i pasti sono accettabili e niente di più. Al piano superiore le classi più costose consentono l’uso di una Spa ed un bar.
Volo successivo per Mahé, isola principale delle Seychelles, su un Boeing 777 che dopo l’Airbus sembrava modesto.

Le Seychelles sono una repubblica formata da un arcipelago di 115 piccole isole di origine vulcanica (la più grande ha una superficie inferiore all’isola d’Elba) nell'Oceano Indiano a sud dell’Equatore, geograficamente appartengono al continente africano.

Luogo di sbarco per mercanti e pirati divennero note agli europei nel 1502 grazie a Vasco da Gama; i primi a colonizzarle furono i francesi nel 1756, ma dopo circa cinquanta anni le isole divennero possedimento britannico a causa della sconfitta di Napoleone. Indipendenti dal 1976 dopo non poche vicissitudini politiche internazionali trascinatesi fino alla caduta dell’Unione Sovietica, fanno parte del Commonwealth e contano 90.000 abitanti quasi tutti residenti sull’isola di Mahè. Nonostante la breve colonizzazione della Francia rispetto a quella inglese le Seychelles hanno una chiara impronta creola francese (la lingua principale, la religione, la cucina) e dal Regno Unito hanno acquisito il senso di marcia (ed una terribile progettazione stradale). La risorsa principale è il turismo favorito da un clima ottimo tutto l’anno, spiagge bellissime, vegetazione lussureggiante, biodiversità di grande interesse; molto minore il contributo all’economia di pesca e coltivazioni (copra e spezie).

Arrivo in prima mattinata di lunedì nell’aeroporto internazionale non proprio organizzatissimo. Dopo una breve sosta siamo ripartiti su un piccolo e coloratissimo aereo bielica per l’isola di Praslin, a una cinquantina di Km da Mahé. Il volo è spettacolare: isole verdi, mare azzurro e spiagge bianche che contrastano con le rocce scure. Raggiunta Praslin tra Grand Anse e Anse Kerlan (più belle dall’aereo che non da terra) si scende rimbalzando sulla pista.
Nessuna formalità all’atterraggio e poi mezz’ora in pulmino su strade ripidissime (pendenze del 30 %) in mezzo alla foresta fino alla costa est. La zona centrale, dall’aspetto montuoso (anche se l’altezza massima arriva a 330 m) è la Vallée de Mai, famosa per essere la zona principale in cui si trova il caratteristico Coco de Mer.
Questa noce è il seme più grande del mondo (pesante anche 20 Kg) originato da palme endemiche presenti solamente a Praslin e nella vicina isoletta di Curieuse, il fatto che la grossa noce non galleggi ha impedito la infatti diffusione di questo tipo di palme. Il Coco de Mer (dal francese cocco di mare) ha somiglianza col bacino femminile e l’assonanza del francese Mer (mare) e Mère (madre) è comune gioco di parole; scherzosamente il lungo fiore maschile viene chiamato Coco de Pèr.
Alle 9:30 eravamo già ad Anse Volbert nell’albergo Paradise Sun molto bello e curato in ogni dettaglio, nella zona denominata Cote d’Or. Si tratta di una serie di lodge in legno con due o quattro alloggi sparsi in un parco pieno di piante e fiori. All’interno le stanze sono belle e ben organizzate (dal set da scrivania fino al bidet). La spiaggia è bianca e soffice, l’acqua del mare è caldissima e pulita anche se non proprio cristallina a causa della sabbia in sospensione (qualche pesce di barriera e numerose razze). Di fronte alla grande spiaggia, ombreggiata da palme, ci sono alcuni isolotti disabitati tranne uno (chauve-souris) che ospita un esclusivo resort.
Resto della giornata in albergo con pranzo non proprio economico. Prima del buio (verso le 17:00) siamo arrivati fino al vicino centro abitato di Anse Volbert, abbiamo cambiato un po’ di Euro in Rupie delle Seycelles (1 € = 14 Rsh) e poi cena a buffet, abbondante e di buona qualità, inclusa nella mezza pensione. Il plenilunio ha aggiunto spettacolarità a questa prima serata di vacanza.
Martedì 27 Ottobre

Stamattina bellissima giornata e così abbiamo approfittato per andare ad Anse Lazio, una delle più belle spiagge delle Seychelles. Dopo aver atteso vanamente per mezz’ora l’autobus abbiamo infine preso un taxi che per una cifra “quasi” ragionevole (meno di 15 Euro) ci ha portato all’estremo nord dell’isola spingendosi praticamente sulla spiaggia (mentre la fermata più vicina dell’autobus prevede una bella scarpinata con ripida salita e discesa). Abbiamo preso anche accordo che nel pomeriggio il taxi sarebbe ripassato a prenderci per il ritorno in albergo alla stessa cifra.

Anse Lazio è effettivamente molto bella con sabbia bianchissima e soffice, massi di granito scuro, palme ad ombreggiare la spiaggia ed un paio di rivoli di acqua dolce che scendono dalle colline verdi di foresta pluviale (ad inizio mattina la portata di uno dei due torrenti era notevole, tanto da aver difficoltà da contrastare la corrente guadandolo).
Mare piuttosto mosso, comunque divertente per tuffarsi tra le onde. Dopo un acquazzone intenso ma breve l’ultimo bagno prima del puntuale arrivo del taxi.

Mercoledì 28 Ottobre

Giornata in albergo, serata impegnata in una breve minicrociera al tramonto. Con una barchetta abbiamo raggiunto un modesto yacht in rada, poi ci siamo diretti alla vicina isola di Curieuse, parco naturale dove sono concesse visite organizzate (per visitare la colonia di testuggini giganti), per poi arrivare ad Anse Lazio e sostare in attesa del tramonto.
Trasbordo sul battellino al buio totale per il rientro in albergo.
Giovedì 29 e Venerdì 30 Ottobre

Giornate in albergo. Serate con un minimo di animazione dopo le cene con menù piuttosto vario.
A parte i sospettabili insetti e gechi con i quali si condivide la stanza (portate repellente antizanzare) c’era una notevole presenza di termiti del legno ben pasciute dal legname con il quale sono costruiti i lodge. La qualità dell’albergo e la bellezza del luogo ne fanno una delle mete privilegiate per i matrimoni che vengono celebrati in spiaggia.

In sintesi, dopo aver fatto il giro dell’isola, il posto migliore dove stare a Praslin è proprio Anse Volbert sul lato est dell’isola; spiaggia bellissima sempre riparata, alberghi e guest house di tutte le categorie, piccolo centro abitato per un minimo di contatto locale, assenza di alghe fastidiose; le vicine spiagge di Anse Possession e Anse Boudin hanno poca sabbia. La costa ovest è più a rischio di alghe e le maree sono più sensibili (Grand Anse), la costa sud è più esposta e con poche spiagge, la costa nord è limitata ad Anse Lazio (bella ma esposta a mareggiate ed isolata) oppure ad Anse Georgette, praticamente la spiaggia privata del Lemuria Resort.
Sabato 31 Ottobre

Ultima mattinata al Paradise Sun; abbiamo potuto disporre dei servizi dell’albergo fino a quando un pulmino è venuto a prenderci per andare al porticciolo di Baie Ste Anne ed imbarcarci per l’isola di La Digue.
Il traghetto è un moderno catamarano che in mezz’ora percorre i 6 Km di mare aperto tra Praslin e l’unico approdo di La Digue (Jetty) nella zona ovest di La Passe. Ormai anche a La Digue, nonostante le piccole dimensioni (5 Km per 3 Km), sono arrivati alcuni mezzi a motore (taxi e camioncini per un totale di 20 patentati) ma il mezzo di trasporto principale resta la bicicletta (e qualche vetturetta elettrica).
L’approdo è vicino ad Anse la Réunion dove si trova l’originale struttura del La Digue Island Lodge, la più vecchia costruzione turistica dell’isola. La grande baia è racchiusa dalla barriera corallina, la spiaggia è bianca e soffice ma in questo periodo con la bassa marea di giorno l’acqua è poca per poter nuotare è c’è una discreta presenza di alghe. Nelle poche zone dove ci si può immergere con la maschera ci sono un po’ di pesci colorati e numerose razze (aquile di mare, pastinache, trigoni) ben mimetizzate sul fondale e visibili solamente per la loro lunga coda appuntita.

La cosa più spettacolare è il resort in sé. Ogni alloggio è un piccolo cottage di legno immerso nel verde con caratteristico tetto di foglie di palma alto e molto spiovente. Il bagno è invece all’aperto, i servizi sono riparati da una tettoia.

Si godono bei tramonti verso Praslin nei quali è visibile anche la lontana sagoma dell’isola di Silhouette.
Domenica 1 Novembre

A piedi verso il nord dell’isola. Passata la zona del molo si trova Anse Severe, bella ma poco riparata dalla barriera (e dove è riparata ci sono un po’ di alghe), poi la piccola Anse Patate, stretta tra due promontori rocciosi ed ombreggiatissima, dove siamo rimasti tutto il giorno. Il mare è un po’ mosso e nel momento di bassa marea non si può fare il bagno se non ci si vuole ferire sugli scogli. Abbiamo anche conosciuto due ragazzi italiani (Jacopo e Martina).
Lunedì 2 Novembre

Giro in auto dell’isola. Prima ci siamo diretti verso nord ripercorrendo le strade di ieri; abbiamo poi passato l’estremo settentrione per vedere le spiagge belle, ma con mare agitato, di Anse Gaulettes ed Anse Fourmis dove anche la strada non asfaltata termina.
Siamo poi tornati indietro inerpicandoci poi sulla zona più boscosa ed elevata dell’isola ( Bel Vue 333 m.). Il panorama è ampio verso l’isola di Praslin.


Abbiamo poi puntato verso sudest e la grande spiaggia di Grand Anse, spettacolare ma dove la balneazione è vietata per la pericolosità delle correnti e di eventuali squali. Qui si può fare surf durante la nostra estate.

Tornati sul lato ovest abbiamo costeggiato Anse Union (confinante e simile a quella del nostro albergo) ed ultima tappa ad Anse Source d’Argent, una delle più belle e fotografate spiagge del mondo. Qui l’auto ci ha lasciato con l’accordo di tornare a prenderci prima del tramonto.
La zona è parco naturale e l’accesso è a pagamento (circa 7,00 € a persona); le caratteristiche formazioni di granito si stagliano sulla sabbia bianca e sull’acqua dai colori mutevoli. Qui spesso si celebrano matrimoni sulla spiaggia.
Martedì 3 Novembre

Oggi siamo tornati ad Anse Source d’Argent e ci siamo rimasti tutto il giorno.
Tre matrimoni… ed è martedì! Nonostante la grande notorietà di questa spiaggia ci sono solamente momenti di relativa folla quando arriva il traghetto da Praslin per le escursioni giornaliere; bagnandosi solo le gambe si può passeggiare fino ad Anse Pierrot (meno affollata) senza difficoltà, mentre Anse Bonnet Carré (bella ma piccola) è raggiungibile solo in momenti di bassissima marea (quindi si deve stare attenti a tornare prima che si rialzi l’acqua).
Mercoledì 4 Novembre

Ultima notte a La Digue e poi tutta la giornata in albergo e seppure abbiamo dovuto lasciare la stanza in mattinata, siamo rimasti fino alle 15:30 in spiaggia per poi usufruire di una shower room prima della partenza per il molo.

Mezz’ora di navigazione ed eravamo di nuovo a Praslin e poi con il solito piccolo bielica a Mahé in tempo per il volo per Dubai.

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Commenti su questa Opinione

  • janeeyre83 pubblicata 14/12/2015
    Eccellente diario di viaggio!
  • Ciobin pubblicata 12/12/2015
    eccellente
  • 48mietta pubblicata 05/12/2015
    ottima pagina
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Su Ciao da: 20/07/2000