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Sentieri ondulati
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In pausa dal seggio, mentre fuori splende un sole magnifico, si può lavorare su una bozza di opinione e vedere cosa ne esce.
Ho provato ad effettuare un excursus fra le opere dello stesso autore o in altri autori ma concernente sempre la stessa tematica.
Salto da Shakespeare alla commedia di Molière "Il tartuffo" più nota come Tartufo o l'ipocrita o l'impostore.
Tartufo è un giovane arrampicatore sociale che con l'imbroglio si introduce nella casa del ricco Orgone presentandosi come un uomo pio e devoto.
Orgone ne diventa succube e solo con grande fatica e grazie ad uno stratagemma la verità finalmente verrà alla luce, ma quanta fatica per smascherare l'imbroglio.
La vicenda della tragedia si rifà ad un antico tema del folklore britannico, quello del vecchio Leir (questa è la grafìa più antica), trattato in modo ingiusto dalle sue due figlie che aveva favorito, e aiutato da quella che egli aveva ripudiato.
Nell'opera di Shakespeare, infatti, Lear divide il proprio regno tra le figlie maggiori:Regan e Gonerill ( sposate rispettivamente con il duca di Albany e il duca di Cornovaglia), mentre disereda la minore, Cordelia, che pur senza dote sposerà il re di Francia, il quale ne coglie in pieno la bontà.
Di pari passo con la vicenda principale si svolge quella del conte di Gloucester, che perseguita il figlio legittimo Edgar, calunniato da Edmund, il figlio illegittimo del conte ma desideroso di entrare in possesso di tutta l'eredità.
Nel frattempo Re Lear, maltrattato dalle figlie maggiori che non rispettano gli impegni assunti nei suoi confronti, mentre lui si era privato dei propri beni a loro favore, cacciato ed esposto ad un tremendo uragano, perde la ragione.
Il conte di Gloucester, accusato di complicità con i francesi che sono sbarcati in Inghilterra per sottarre Lear dalla tirannia delle figlie viene fatto accecare dal duca di Cornovaglia.
Alla fine sarà una vera carneficina.
Re Lear è stato rappresentato a teatro in molteplici occasioni.
E' considerata la più teatrale delle opere di Shakespeare, in questa infatti il drammaturgo raggiunge la più alta ed intensa capacità espressiva.
Il dramma è stato composto intorno al 1605 (poco dopo Otello e pressoché contemporaneamente al Macbeth) quando l'autore già pensava alla condizione dell'uomo.
In tutto il teatro shakespeariano al dramma dei personaggi si interseca quello dell'autore con i suoi dubbi e domande.
Questo accade in un periodo di crisi quale è quello tra Cinquencento e Seicento.
Emerge chiaro lo iato tra la parola falsa e la parola vera ma per farlo comprendere a coloro che sono succubi della manipolazione del linguaggio, bisognava passare attraverso la violenza e il dolore, la follìa e la morte.
Infatti il linguaggio invece di far capire a Lear ciò che accade, lo porta nel buio totale.
Lear non riesce a comprendere l'inganno crudele perpetrato dalle figlie Regan e Gonerill, così come il conte di Gloucester si fa ingannare dalle parole di Edmund.
Invano quelli che accerchiano il re cercano di portarlo alla giusta decodifica dei fatti e delle parole.
Non ci riesce Cordelia, neppure Kent e neanche il Matto, il fantastico fool di questo dramma che sa ogni tecnica per far comprendere il vero senso delle parole.
Ma Lear è impermeabile a ciò, si chiude a riccio.
Le sue parole sembrano sicure ma in realtà nascondono la debolezza, la fragilità, la sua impotenza e inadeguatezza.
Le parole uccidono Cordelia e non solo quando viene dato l'ordine da parte di Edmund di farla sopprimere, ma ben prima quando non era stata creduta dal proprio padre.
Accanto a questo aspetto si associano altre problematiche davvero attuali: il problema dell'ingratitudine filiale che può essere tradotto in incomprensioni fra padri e figli, ma soprattutto quello della violenza e di cosa non si farebbe per il potere.
Nello stesso tempo Shakespeare è abilissimo nel tracciare il dramma dell'uomo, i suoi dubbi, le sue incertezze, l'angoscia, la solitudine.
Vi è la consapevolezza degli aspetti negativi, cruenti della vita e al contempo degli aspetti positivi, dei valori che possono dare un senso ad essa.
La parola quindi può costituire il tramite per raggiungere la verità o all'opposto contribuire ad offuscare le coscienze.
Shakespeare sente che si sta lasciando da parte il mondo medievale inteso in senso ampio.e questo predispone alla nascita di un uomo nuovo afflitto da tutte le problematiche che lo connotano: è pieno di dubbi, e qui il riferimento va immediatamente ad Amleto, ma al contempo sente la necessita di essere solidale, prova pietà e amore.
E questi sono sentimenti terreni, non vi è nulla da addebitare ad un essere supremo.
Così in questa tragedia i protagonisti alla fine hanno compreso, certamente a fatica e con spargimento di sangue, quali sono i veri valori per cui vale la pena vivere e a smascherare ogni artifizio teso a celare il reale stato delle cose.
"Sentieri ondulati" è un quadro di Jackson Pollock
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mauro_meo 21/07/2007 08:43
Fratz 04/03/2007 19:12
sidnej1978 04/02/2006 22:11
Alexroger 06/02/2005 22:40
epy 19/09/2004 14:40
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