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Opinione

per Shrek 2
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5 Stelle Di orchi, rospi, draghi. E del Vero Amore. Opinioni con immagini
88 su 88 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Ironia, ritmo, comicità pura, sarcasmo anti-disneyano, musiche, dettagli della tridimensionalità facciale.

Svantaggi Eh? Ah, sì, forse l’ovvia mancanza di originalità del soggetto, interamente debitore del primo episodio.

Dettagli

Genere comico
Età minima per tutti
Regia ottima
Attori geniali
Sceneggiatura ottima
Colonna Sonora perfetta
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

brest Dal 7 feb 2001

Cliccando su 'biglietto da visita', potete fare la conoscenza di mio figlio. continua

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Mondo delle fiabe: Shrek e Fiona, dopo la luna di miele, devono rientrare nella realtà quotidiana della routine di coppia: prima tappa della loro vita coniugale è la classica visita alla famiglia di lei, che purtroppo è quella regnante nel favoloso (appunto) reame di Lontano Lontano. Re e Regina (disegnati rispettivamente sulle fattezze di Alan Arkin e Bo Derek) non solo devono constatare che il genero è un orco, ma che lo è diventata definitivamente anche l’adorata figlia, già rinchiusa bambina in una remota torre proprio in attesa della liberazione dal suo incantesimo. Seguono sconcerto, incidenti diplomatici, sicari felini spagnoleggianti e un’ambiziosissima Fata Madrina, imperatrice della magia da supermercato, che trama apertamente per far sì che il plastificato Principe Azzurro suo figlio s’installi, come consorte di una Fiona ‘normalizzata’, al posto del rozzo abitante della palude.

Avevo adorato, come tutti, il primo episodio della saga (perché di saga si tratta, attendiamoci altre puntate) targata Dreamworks Animation, ed ero così sicuro di quanto mi sarebbe piaciuto il seguito che avevo pervicacemente ritardato il mio appuntamento con il film, un po’ come quando ci si mette via un pezzo di un dolce prelibato, nascondendolo in uno scomparto protetto della credenza e tirandolo fuori per consumarlo con calma quando davvero ne sentiamo il bisogno, la voglia.
La campagna pubblicitaria a sostegno del lancio italiano del film che il marketing di United International Pictures aveva architettato prevedeva addirittura un intero numero della Gazzetta dello Sport su carta verdina anziché rosa: un’altra prelibatezza da collezionisti.
Insomma, venerdì notte ho deciso di estrarre dalla credenza il mio dolce antidepressivo, e di consumarlo in santa pace, senza seccatori e assaporando ogni boccone.
E così è stato, perdincibacco. Così è stato.

“Shrek 2” è, semplicemente, una goduria.
Una goduria per gli occhi, per la gola e le orecchie, per la mente, per il cuore.

Occhi in festa, innanzitutto: il tratto rotondo e tridimensionale, tipico delle produzioni Dreamworks come di quelle Pixar (sua acerrima concorrente) qui si concentra ancor più che nel primo episodio sulla conformazione dei volti, della superficie delle guance, dei colli, dei menti: la barba in ruvida ricrescita, le grinze sotto gli occhi e agli angoli della bocca, l’effetto sbalorditivo di profondità quasi carnale delle facce, siano esse umane, antropomorfe, orchesche o animali; tutto esplode dai primi piani ripresi da ogni angolazione, e rafforza l’impressione di credibilità e spessore che ciascun personaggio, dal più dimesso (il re, padre di Fiona) al più grottesco (la dirompente odiosa Fata Madrina), si porta appresso come una cesellata carta d’identità a colori.
Va da sé che tutto il resto è meraviglioso (i lay-outs, i costumi progettati apposta personaggio per personaggio, la costruzione delle architetture del Regno Lontano Lontano come quelle di un’estesa Rodeo Drive presidiata dal castello fatato sull’acropoli in cima a colline boscose), ma quella galleria di facce resta la cosa più notevole di tutto il film.

“Shrek 2”, esattamente come il n. 1, è un film comico forse ancor prima che un film d’animazione: il ritmo e la qualità delle gags rischiano addirittura di sopraffare la capacità dello spettatore medio di coglierle tutte o in maggioranza (non parliamo degli eventuali figli al seguito), ma nel complesso regalano un’atmosfera da rollercoaster di un luna park seducente e zuccheroso, capace di acquolinare il nostro palato e al tempo stesso di corteggiare l’udito con un’abile miscela di musiche, canzoni da hit parade, brevi stacchi da musical disneyano subito trafitto dal corrosivo sarcasmo di una concorrenza leale non meno che spietata.

Due personaggi nuovi di zecca vengono avvitati sopra il telaio di questa giostra: un Gatto con gli Stivali (che nella versione originale ha la voce di Zorro-Banderas) la cui ‘arma segreta’ è nello stereotipo del micino triste ben più che nella spada da moschettiere, e un irresistibile Principe Azzurro, completo di tutti gli accessori di serie del ‘Bellimbusto da operetta’, ma con l’optional lussuoso di un infantilismo pieno di dettagli irresistibili e di tic edipici cui la sceneggiatura regala una dimensione ‘adulta’ davvero fuori dalla portata del pubblico più giovane, anche se molti piccoli spettatori forse nei prossimi mesi chiederanno inutilmente ai cassieri di Mc Donald’s il Menù Medievale, con ascia bipenne in omaggio.

Ho amato molto “Shrek 2”, in realtà, più per ciò che era risaputo che per quello che costituiva la novità da trailer: una parodia fiabesca del genere “Ti presento i miei”, film che già era di tono brillante (almeno nelle intenzioni: a me è sempre sembrato un aborto greve e stopposo, e inorridisco alla minaccia, ormai incombente, del tanto temuto sequel) ma che non poteva aggiungere molto alla ruvida ed esilarante ambientazione del primo “Shrek”, e che di quello ripete gli inserti di comicità demenziale e di pura presa per i fondelli dei generi hollywoodiani di cassetta.
Il regno Lontano Lontano in fondo è molto simile a quello di Farqquad, il villoso nano-tiranno nemico delle favole che faceva da ‘cattivo’ nel film del 2001, e semmai un elemento più originale è rappresentato dalla fabbrica di incantesimi della Fata Madrina, piena di operai-schiavi a cui la superba cattiveria degli autori (stavolta anche il co-regista Andrew Adamson mette mano all’adattamento dai libri di William Steig) non nega nemmeno la cornice di ‘Impiegato del mese’ appesa a una parete.

La mente e il cuore si abbandonano ad un massaggio energico, dagli stimoli ilari ed elettrizzanti: nessun'evoluzione tecnica riuscirà a modificare geneticamente la natura sempiterna delle favole animate, che è quella di fondere la ricettività dei figli e la pedagogia dei genitori in un unico flusso di informazioni, di suggestioni e idee del mondo, e infine in un ‘messaggio’.
Come tutte le fiabe, “Shrek 2” è una scorciatoia educativa, un’esemplificazione dei concetti a beneficio della necessità della loro chiarezza, e racconta a grandi e piccini dove stiamo andando tutti quanti, e quali attrezzi sia necessario portarci nello zaino, per affrontare le insidie e le novità del cammino: la consapevolezza della diversità che ci circonda, e come essa sia inevitabile e indispensabile alla vita; l’importanza di essere sé stessi al di là dei modelli imposti, e che la Mitica Felicità non si trova mai Lontano Lontano, ma sempre a metà strada tra quello che vogliamo e la dura realtà; l’inevitabilità di amare ed essere amati, e come questo semplice fatto implichi sempre delle trasformazioni, e che esse sono una cosa buona e giusta, di cui non avere paura.
La principessa vuole diventare orco perché quella è la natura del suo amore, ma l’orco è addirittura disposto a diventare un aitante giovanotto pur di riconquistarti, Fiona, e molti anni prima il tuo saggio padre era ben diverso dall’uomo che sposò la propria bella regina.
I frutti della relazione tra il ciuchino più logorroico della storia del cinema e la draghessa più trasgressiva del reame sono tenerissimi ibridi con corpo d’asino e alette da Grisù, e svolazzano felici attorno al loro papà: il Vero Amore è contaminazione, trasformazione, continua mescolanza, che ci piaccia o no.

Nel confronto diretto, sono sincero, “Gli Incredibili” vince per un’incollatura, se non altro perché il gioiello della Pixar non era un seguito ma un lavoro nuovo di zecca anche nei contenuti, però le cinque stelle se le becca anche il fratellino di “Shrek”: sono uscito dal cinema troppo di buon umore per negargli questo segno di approvazione e bellezza piena.

In conclusione, anche se doveste rischiare di vederlo in sale affollate di famiglie ostaggio di inarrestabili bambini d'ogni età capaci di ingurgitare dosi apparentemente letali di pop-corn senza smettere contemporaneamente di agitarsi, parlare e lamentarsi di qualunque cosa, stra-consiglio ad alta voce questo secondo capitolo della saga shrekiana (l’unico motivo per cui non andrete a vederlo sarà perché l’avrete già fatto nel frattempo), e rimando a future occasioni l’analisi di come la ripetizione di situazioni, toni narrativi e personaggi possa eventualmente indebolire le altre future ineluttabili puntate del nostro orco preferito.

Quando vediamo una sirenetta scagliata al largo e divorata dagli squali, o le bianche colombe schiantarsi sui muri del castello, o la Bella Addormentata nel Bosco che scende da una carrozza in pieno accesso narcolettico e s’impasta al suolo; quando assistiamo alle allegre flatulenze fangose dei due sposi, o li ammiriamo mentre si fanno la barba INSIEME; quando guardiamo tutto questo scorrere davanti ai nostri occhi divertiti e sazi capiamo che l’epoca del cartoon liscio e classico è terminata, e sappiamo che i nuovi demiurghi del fotogramma animato stanno per prenderci al volo su un’astronave e portarci là dove nessun'infanzia al mondo è mai giunta prima, dandoci almeno una certezza: il viaggio è appena cominciato.

SCHEDA
SHREK 2 (Id., Usa 2004, 92’). Regia: Andrew Adamson, Kelly Asbury, Conrad Vernon. Soggetto: William Steig. Sceneggiatura: Andrew Adamson, Joe Stillman, J. David Stem, David N. Weiss. Montaggio: Michael Andrews, Sim Evan-Jones. Musiche originali: Harry Gregson-Williams, Stephen Barton, James McKee Smith. Scenografia: Guillome Aretos. Costumi: Isis Mussenden. (Voto: 7.5).

Immagini

per Shrek 2
Locandina americana
di brest brest

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Pagina 1 di 19 | 1 - 5 di 95 commenti
  • apo1971 04/02/2010 22:05
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Allora ti racconto una cosa se prometti di non inorridire : l'ho visto in un centro commerciale. E non intendo in un multisala dentro un centro commerciale , ma in una catena di prodotti per l'elettronica . Ero andato per cercare una scheda audio , mi fermo a vedere un bellissimo televisore al plasma con sub woofer collegato che stava riproducendo "Shrek 2" , iniziato da 10 minuti e .......me lo sono visto tutto. Non ho fatto altro che ridere , mi dicevo "vedo questa e poi vado che è tardi" , ma il ritmo delle gags , come hai ben specificato tu , era talmente alto che non mi ha dato il tempo materiale di abbandonare la visione. Appena finito sono andato al bancone dei DVD e mi sono comprato il cofanetto con Shrek 1 e 2. Da non perdere ......per chi nel 2010 non l'ha ancora visto.

  • Rock_Betz 17/09/2008 13:37
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ma... Il signorino qua sotto che, pur dandoti "utile", scrive "ottima opi", sta bene? Be', si è ridicolizzato da solo, giacchè tal recensione è decisamente Eccellente. L'entusiasmo che hai incanalato è molto vicino a quello dello stesso film. Mentre leggevo, ripensavo all'entrata di Shrek, Fiona e Ciuchino in Molto Molto Lontano, alla Fata Madrina, all'effemminato figlioletto Azzurro ed all'intera dinamicità. Senz'altro alla pari del primo!!!

  • matfat 04/02/2008 11:20
    Ha valutato l'opinione
    Utile

    ottima opi.

  • chiccosuperstar 15/09/2007 12:59
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • FuckinSuperstar 12/09/2007 09:06
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    opi eccellente! L'ho visto st'estate in dolce compagnia...in una delle classiche serate in cui hai solo voglia di stare a casa a fancazzeggiare! :) Ha degli spunti di genialità spettacolari, peccato che i bambini nn possano capirli...poi, per inciso, c'è da dire che mi sono innamorata del gatto nel momento in cui ha gli occhi sbrilluccicosi! XD *.*

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