Songs from the Labyrinth

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Songs from the Labyrinth

1 Cd - Anno di Pubblicazione: 2006 - Casa Discografica: Deutsche Gramaphone - 602517031395

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5 opinioni degli utenti

Opinione su "Songs from the Labyrinth"

pubblicata 14/03/2007 | musichele
Iscritto da : 26/02/2007
Opinioni : 14
Fiducie ricevute : 1
Su di me :
Non fa per me
Vantaggi nessuno
Svantaggi pessima digressione di Sting
molto utile
Design del disco
Qualità dei testi
Qualità della musica
Voce artista
Paragone con dischi precedenti dell' artista

"Un Dowland velocizzato, scomposto, senza senso"

Chi per anni ha interpretato e ascoltato musica di John Dowland non può che sentirsi depredato e nauseato dall'operazione commerciale di Sting. Conosco e seguo il cantante pop dai tempi gloriosi dei Police, e mi trovo a ricordare piacevolmente alcuni dei suoi successi. Amando la musica ed esplorandola per quanto possibile in ogni sua forma non ritengo d'avere particolari pregiudizi. Tuttavia Dowland e la musica del rinascimento appartengono alla mia sfera musicale prediletta, come ascoltatore, fruitore e come esecutore. Mi sovvengono alla mente le storiche incisioni di pionieri del genere e le bellissime incisioni di grandi interpreti di musica antica che si sono cimentati nella propria personale rivisitazione delle splendide songs di Dowland. Tra tutti il magnifico disco di A. Rooley, con emma Kirkby. La tentazione di dare uuna lettura tecnica all'esecuzione di Sting è forte, e molto ci sarebbe da dire, in negativo: la voce inappropriata al genere, la mancanza di tecnica e fraseggio che non sono vezzi filologici, ma elementi essenziali per una corretta "pronuncia" di un genere e di un periodo musicale che ha forme e linguaggio propri, il cedere a tempi veloci per sopperire a mancanze tecniche vocali che non gli permettono di "sostenere" e il conseguente scivolamento di frasi l'una sopra l'altra, il timbro inadatto. Ma al di la di questi aspetti, in fondo opinabili e trascurabili dinnanzi alla prova di reinterpretazione e adattamento, di per sè lecita, è la mancanza di gusto. Quel gusto musicale che è da intendersi in senso lato, e che supera gli aspetti meramente filologici. La musica di Dowland come colonna sonora della sua vita, ridotta a romanzetto dentro didascalie favolistiche sebbene, in qualche modo, documentabili. Insomma, leggo l'operazione come un pretesto, e, onestamente, come un maldestro tentativo di un artista temporaneamente privo di ispirazione. Sarebbe forse facile rilasciare un giudizio trasversale sul prodotto, come sistema per far conoscere, attraverso un personaggio conosciuto, l'opera del raffinato compositore inglese del '600. Tuttavia non riesco a vederla in questo modo. Trovo anzi l'operazione del tutto legata a ragioni commerciali. E questo non mi irrita. Quel che mi infastidisce è la conseguente popolarità che queste opere possono raggiungere, alla faccia di chi questa musica l'ha studiata, eseguita e perfezionata per anni, senza riconoscimenti o guadagni particolari. Uno schiaffo al lavoro, duro e meticoloso, che comprende anche ricerca e studio di fonti e documenti, di chi pratica in modo consapevole, critico e filologico, la musica del '600. Attori sconosciuti e preparati, che si vedono soffiare lo scettro da un "qualsiasi" dilettante del genere, facendo scempio di tutte quelle regole di linguaggio, di quella retorica, di quelle forme che sono indissolubilmente legate a quella musica, e senza le quali si inaridisce sino a diventare canzonetta, motivetto. Il mio giudizio è quindi assolutamente negativo, sia su un piano puramente estetico e tecnico, sia su quello più ampio dello stile. Sting dovrebbe tornare al suo elemento, e lasciare ad altri più dotati e consapevoli autori l'interpretazione di certa musica. Una caduta di stile per Sting, un'operazione commerciale che svilisce la fatica degli addetti ai lavori.

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Commenti su questa Opinione

  • dizzy pubblicata 16/03/2007
    ci credo sulla fiducia. Sting aveva già fatto danni con Gil Evans, capendo poco e un cazzo di musiche ed esperienze che gli sono davvero estranee, e che, con la scusa di "renderle popolari" veicolandole attraverso il suo nome, deteriora, altera, svilisce. (a occhio fa lo stesso col tantra, pare che la sua partner fumi un pacchetto di marlboro mentre lui ci da dentro per 8 ore) ;-)
  • dangermugen pubblicata 14/03/2007
    grazie per le utili info!!! a presto...
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Descrizione del fabbricante del prodotto

1 Cd - Anno di Pubblicazione: 2006 - Casa Discografica: Deutsche Gramaphone - 602517031395

Caratteristiche Tecniche

EAN: 602517031395

Ciao

Su Ciao da: 23/08/2011