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Alberto Sordi, era il migliore?
Vantaggi Molti
Svantaggi Nessuno
Ho visto nel cinema italiano, dagli anni Cinquanta in
poi, almeno fino all'80, quella corrente di spettacolo, quel «genere» cosiddetto della «commedia all'italiana» , in cui via via sono emersi alcuni registi (Scola, Monicelli, Risi, Loy, Zampa, per esempio) e soprattutto alcuni attori: Mastroianni, Gassman, Sordi, Manfredi, rispettivamente del 1924, 1922, 1920, 1921.
Il 25 febbraio Sordi ci ha lasciati, poco prima se ne erano andati Mastroianni e Gasmann e poi anche Manfredi.
E anche se soltanto Marcello Mastroianni, dei quattro citati, non si confrontò mai con la regia, tuttavia anch' egli ha dato una impron
ta indelebile a una proficua stagione del nostro cinema.
In molti si sono a lungo soffermati su Alberto Sordi, in questa triste circostanza, mettendo l'accento su quei «ritratti» dell'italiano medio (del romano-medio?) da lui progressivamente interpretati in molti dei suoi quasi duecento film.
La recitazione di Sordi, infatti, non è di scuola ma di istinto e, col tempo, di mestiere; una recitazione che ha fatto leva su alcuni spunti, su alcuni elementi di base per poi svilupparli, amplificarli, valorizzarli al massimo in maniera estremamente autonoma e personale.
In effetti alcuni personaggi interpretati da Sordi non si vede come avrebbero potuto essere impersonati da altri attori, e rimangono legati in maniera indissolubile a una straordinaria originalità espressiva.Sordi, per altro, ha forse sbagliato a spingere troppo sul pedale della rappresentazione della figura morale, a far credere e a credere egli stesso, a un certo punto, che il suo merito maggiore fosse davvero quello del «ritratto dell'italianomedio», trascurando con ciò il merito dell'approfondimento, di cui pure era stato ed era certamente capace.
Si cade nello stesso errore, dovuto, per lo più ripeto, a superficialità e a ignoranza a proposito di Totò, clamorosamente, attribuendogli meriti a lui estranei, e semmai trascurando quelli veri (per Totò) di improvvisazione e di fantasia.Sentiva vicini il cinismo e l'egoismo indubbiamente esasperati dagli anni e
dalle vicissitudini della guerra, sentiva vicino un certo populismo, un leggero sadismo nel sarcasmo e nella distruzione di idoli veri e presunti.
Va sottolineato, cioè, che proprio come attore assai più che come maschera e come «tipo», Sordi è stato importante e significativo, a volte irripetibilmente unico, anche se molta popolarità gli è venuta proprio dai caratteri, tendenza, del resto, almeno in parte alimentata da lui stesso.
Ecco dunque, ad esempio, i personaggi de Lo sceicco bianco e de I vitelloni, entrambi per la regia di Fellini (1952 e '53), L'arte di arrangiarsi di Zampa ('55), Il marito di Loy e Puccini ('5S), il bellissimo La grande guerra di Monicelli ('59), Tutti a casa e Lo scopone scientifico di Comencini ('60 e '72), Una vita difficile di Risi ('61), I nuovi mostri di Monicelli, Risi, Scola ('77), Un borghese piccolo piccolo di Monicelli ('77),.
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l3TRI 29/02/2008 23:35
Milly83 17/04/2007 22:15
Complimenti... scrivi davvero molto bene! Grnade opinione
ultraslecce86 21/02/2007 15:28
Il grande Albertone è una pietra miliare del cinema italiano!
saici 03/12/2006 20:45
Ottima opinione! CIao Ciao
nimuettaselvatica 02/12/2006 16:22
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