Spider Man 2 (Sam Raimi - Usa 2003)

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Spider Man 2 (Sam Raimi - Usa 2003)

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SUPERM... ehm ehm... SPIDERMAN

4  17.10.2004

Vantaggi:
Ottimo film, buona regia, mirabolanti e mozzafiato effetti speciali .  Attori ispirati

Svantaggi:
In alcune crcostanze il film è un po' claudicante .

Consiglio il prodotto: Sì 

achernarII_la_vendetta

Su di me: Ma dove sono finiti tutti gli squallidi pacifisti del 2003? Dove sono adesso le loro bandiere arcoba...

Iscritto da:23.10.2001

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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 60 utenti Ciao

Beh, della serie “anche i supereroi hanno un anima”?
Troppo banale, è vero.

In questo secondo capitolo, decisamente più brioso e godibile del primo, il regista Sam Raimi approfondisce, oltre che la solita azione spinta all’eccesso (parentesi: le scene d’azione viste nel secondo film Matrix sono ridicole rispetto a quelle che si vedono in Spider Man 2) anche la psicologia dei personaggi.
Soprattutto quella di Peter Parker, troppo buono e gentile per non essere trattato malissimo e bistrattato da tutti coloro che lo conoscono e che ci hanno a che fare. Novello Fantozzi, il povero Peter vive un momento di crisi psicologica. Innamorato della bella Mary Jane (che benché conviva con un astronauta non sembra avere diminuito il suo interesse nei confronti del suo vecchio compagno di liceo), nonostante tutto, non può amarla come vorrebbe.
All’università i risultati sono mediocri, ancorché il ragazzo abbia ottime potenzialità (e vorrei vedere).
L’amico di sempre, Harry Osborn, benché lo stimi e lo rispetti, comincia a non tollerarlo poiché sa essere amico di Spider Man.
Il direttore del giornale per cui lavora lo licenzia in continuazione.

Alla fine, colto da questa crisi mistica, il povero Peter decide che è tempo di appendere la tuta al chiodo (o meglio di gettarla nell’immondizia) e di inseguire i propri sogni e le proprie aspirazioni… che mette davanti a ciò che sarebbe più giusto fare. Insomma, la storia dei grandi poteri che danno grandi responsabilità ed il fatto che avere la consapevolezza di possederli non implica direttamente il potere di esercitarli, decade. È più importante amare la propria donna. È più importante seguire i propri sogni. È più importante vivere per sé stessi che per gli altri.

E così, nonostante la minaccia dello spaventoso Doc Ock (Alfredo Molina, ottimo nella viscida parte dello scienziato impazzito e che diventa un tutt’uno con dei tremendi bracci meccanici impiantatigli direttamente nella colonna vertebrale), Peter decide di lasciar correre le cose. E così a New York la criminalità aumenta del 75% in un mese, o giù di lì…
A proposito di Doc Ock. Raimi è bravissimo nel rappresentare la trasformazione dello scienziato Octo Octavius nel terribile mostro. La scena della sala operatoria ci ricorda che il maestro è stato regista horror a suo tempo e con risultati egregi, per giunta. Come sempre non dimenticando gli amici di una vita: Bruce Campbell, protagonista della trilogia che in Italia ha avuto come titolo La Casa 1 e 2 e L’Armata delle Tenebre, ha un cameo anche in questa pellicola, come in tutti quelli di Raimi.

Dunque Peter vive questa crisi esistenziale che lo porta a precipitare da decine di metri di altezza mentre vola ed a subire botte di ogni tipo ed a prendere l’ascensore per salire o scendere dai grattacieli… Finché accade che il giovanotto realizza ciò che effettivamente dovrebbe sempre essere. Ma quando mai bisogna per forza cercare un compromesso?? Perché bisogna necessariamente rinunciare a qualcosa per averne un’altra? Insomma. Chi l’ha detto che per avere la moglie ubriaca, è per forza necessario svuotare la botte?

E così, dopo qualche dialogo un po’ stucchevole ma necessariamente efficace, il buon Tobey Maguire, sempre accompagnato da un’aura di autoironia piacevolissima, si rimpossessa della propria tutina (che nel frattempo aveva stinto molti dei sui capi bianchi) e torna a combattere i cattivi, con tanto di beneplacito di parenti ed amici che oramai hanno anche scoperto la sua reale identità.

E alla fine l’amore trionfa sul male, i cattivi rinsaviscono grazie alle belle parole, ecc. ecc.
Va bene va bene.

Tutto bellissimo e tutto molto favolesco.
Il regista è uno dei più bravi; gli attori (tranne forse Kirsten Dunst) decisamente ispirati; la sceneggiatura fila che è una bellezza, soprattutto grazie al misto di azione e introspezione; gli effetti speciali, con la telecamera gettata dai grattacieli che, attraverso un sistema di cavi tesi e carrucole , volteggia tra i palazzi fino a quasi toccare suolo dando un bellissimo senso di vertigine…

Però io mi domando una cosa. Possibile mai che per un secondo capitolo di Spider Man si doveva pescare a mani basse nel soggetto si Superman 2? Chi ricorda il film del compianto Reevs? Amore per la bella Lois, crisi esistenziale, rinuncia dei propri superpoteri per poter essere “uno qualsiasi” e alla fine rendersi conto che «le esigenze di molti valgono molto più di quelle di alcuni… o di uno» (e vediamo se riuscita e a cogliere la citazione). E alla fine tutto torna come prima.

Anche se poi, come spesso accade, la realtà (e per fortuna in Spider man 2 questo è stato) è l’esatto contrario: «le esigenze di uno, talvolta, valogono più di quelle di alcuni, o di tutti!»
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Commenti su questa Opinione
RobyBitta

RobyBitta

10.06.2008 22:59

ottima opinione, io sono un grandissimo fan di spidey e dei fumetti in generale. volevo solo dirti che non è un copiare la trama di superman 2, è che c'è una storia abbastanza vecchia e famosissima dell'uomo ragno, "Spiderman no More". la scena in cui si vede l'obbiettivo puntato sul secchio dell'immondizia con il costume che fuoriesce e sullo sfondo parker è identica alla copertina di tale storia.

nembok

nembok

26.08.2005 22:26

Ottima opinione! Comunque secondo me è un classico che nella storia dei supereroi arrivi il momento di crisi di ruolo: se hai letto numerosi fumetti come me lo puoi riscontrare. Ho visto Spiderman 2 volte e non me ne pento affatto! Saluti.

htsoft

htsoft

31.01.2005 11:52

Anche in Star Trek III Kirk dice la stessa cosa a Spock quando il vulcaniano recupera la propria memoria...

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