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Uomo, supereroe o ...
Vantaggi Non solo effetti speciali
Svantaggi Nessuno
Dettagli
| Genere | fantasy |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | ottima |
| Attori | geniali |
| Sceneggiatura | ottima |
| Colonna Sonora | appropriata |
| Qualità Video (DVD): |
continua
Le strip che scorrono. Il logo rosso vivo della Marvel sullo schermo e finalmente inizia Spiderman 2.
Le ragnatele e la tuta virtuali usate per i titoli di testa del primo film sono ora sostituite da una serie di disegni che ritraggono i personaggi principali in alcune scene del primo film. Iniziano le immagini.
Con queste premesse viene fuori tutto il pensiero di Stan Lee, creatore di Spiderman come di molti altri supereroi dai superproblemi. Non eroi nati speciali, che i poteri li hanno sempre avuti, non Superman nato su Krypton, non Acquaman nato nei mari, non l'amazzone Wonder Woman ... ma un semplice ragazzo, con tutti i suoi pensieri e problemi di adolescente, che si trova ad affrontare la grandi responsabilità che un grande potere comporta.
La confusione regna nella testa di Peter Parker, che agogna una vita normale, che vorrebbe tanto non essere quello che è; stress che fa si che i poteri di Spiderman piano piano si addormentino, inizino a non funzionare più come prima. É così che Peter decide di prendere in mano la sua vita, di stabilire lui le regole del gioco, la strada da percorrere.
Dopo aver buttato la tuta rossa e blu in un bidone della spazzatura Peter torna ad essere SOLO Peter. Trova finalmente il tempo di andare agli spettacoli di M.J., e di dichiararle il suo amore; confessa a zia May la vera storia della morte di zio Ben; incontra il Dottor Otto Octavius, sul quale scriverà una relazione che risolleverà le sue sorti universitarie.
Peter ha occasione di conoscere, grazie alle Osborne Industries, il dottor Otto Octavius e successivamente di assistere ad un suo esperimento che potrebbe portare al premio nobel. Grazie all'uso di una serie di bracci meccanici governati dal suo sistema neuronale e ad una goccia di tritio, minerale rarissimo, il dott. Octavius vuole ricreare in laboratorio una sorta di Big Bang, un sole artificiale capace di produrre energia sufficiente a tutto il pianeta. L'esperimento sfugge al controllo del dottore in quanto il campo di gravità creato da questo sole artificiale rischia di distruggere l'intera città, e sicuramente ha danneggiato parte dell'apparecchiatura neuronale che governa i bracci meccanici.
Una serie di condizioni porteranno Peter Parker in una profonda crisi esistenziale, si interrogherà su quale sia il suo destino, quale la strada scelta per lui, quali i suoi doveri. Sarà così che Peter riprenderà possesso della sua tuta e della sua identità di supereroe.Ho scritto molto della trama e tralasciato, volutamente, almeno un pari quantitativo di storia, per non togliere a nessuno il gusto di vedere il film senza sapere cosa succede. Unica cosa che ho voglia di sottolineare è l'accenno finale a un possibile terzo episodio, dato nella scena in cui Harry Osborn scopre l'identità segreta del padre e, secondo fumetto, si preparerà a vestire i panni di Red Goblin.
Squadra che funziona non si cambia e così è stato. Dalla regia di Sam Raimi, agli effetti speciali di John Dykstra, alla supervisione di papà Stan Lee, al cast di attori, nulla è stato variato, solo una piccola, necessaria, azzeccatissima integrazione: alla dipartita del Goblin interpretato da Willem Dafoe, si è sostituito il Doc Ock di Alfred Molina.Gli effetti speciali, curati magistralmente da John Dykstra (che ha anche partecipato agli effetti visivi di Star Wars), sono perfetti, in particolar modo nella rapresentazione dei bracci meccanici che diventano parte integrante del corpo del Dottor Octopus; i movimenti di questi tentacoli, sono morbidi, precisi, si integrano perfettamente con le scene, sono assolutamente realistici.
Il film, a mio avviso, è superiore al primo episodio, in cui si dava più spazio agli effetti speciali, si toccava il dissidio interno di Peter solo marginalmente, venivano gettate le basi del rapporto di amore improbabile tra Parker e M.J. Watson.Un film che a me è piaciuto molto, nonostante le attese, forse anche perchè queste attese erano diverse, non ha deluso, anzi è stato molto ricco sotto punti di vista che vanno oltre delle ragnatele virtuali.
E ora aspettiamo il numero 3.
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Alexroger 17/02/2005 16:42
John30 02/01/2005 12:23
llpb1996 15/11/2004 16:35
delfinabizantina 05/11/2004 09:59
librog.clarence.com 03/11/2004 22:20
Bellissima opi,ancora più dettagliata della mia!! Vedo che il film è piaciuto anche a te!!Ciao ciao.
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