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il conservatorio non basta

5  16.08.2001

Vantaggi:
innumerevoli possibilita' di miglioramento

Svantaggi:
se non parlate l'inglese siete fritti

Consiglio il prodotto: Sì 

viand

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Sono un musicista, diploma di conservatorio in violino e diploma di direzione d'orchestra all'accademia musicale di pescara. Gia' quando frequentavo il conservatorio mi rendevo conto della scarsita' di mezzi che la scuola mette a disposizione. Innanzitutto, e forse non tutti lo sanno, i programmi sono redatti in base ad una legge del 1928, che a sua volta si rifaceva ad una legge anora precedente di fine '800. Ora, essendo noi entrai nel nuovo millennio, mi sembra un tantino vecchiotta la cosa. Non solo: oltre ad essere preistorici, i programmi non includono nemmeno cose tipo l'improvvisazione (salvo per il corso di composizione), cosa che come tutti sappiamo era una pratica ben in uso nei secoli passati. Ora se un musicista non si trova un foglio di carta davanti al naso non e' in grado di cavare 2 note da uno strumento su cui ha passato una vita. E tutto cio' perche' nei conservatori questo non solo non viene insegnato, ma a volte addirittura "proibito".
Tra tutti il corso di direzione d'orchestra e' forse il peggio strutturato: 7 anni di composizione, e 3 di direzione, ammesso e non concesso che il conservatorio disponga di un'orchestra.
A questo punto diventa evidente che la preparazione che uno si ritrova quando esce dal conservatorio e' totalmente insufficiente al lavoro che magari si vuole intraprendere. Ecco che quindo si rendono necessari corsi di perfezionamento. Dove? in Italia per quel che riguarda la direzione ce ne sono davvero pochi, e comunque (eccezion fatta per alcuni) sia i docenti che i programmi non sono all'altezza di poter reggere il confronto con cio' che di norma viene richiesto ad un'audizione od un concorso.
Gli Stati Uniti da questo punto di vista (e tengo a sottolineare da QUESTO) sono decisamente piu' all'avanguardia: esistono ottime scuole e in un periodo minimo di 15 mesi si puo' prendere un master; i corsi estivi sono generalmente abbastanza intensi (3 ore di prova al mattino e 3 al pomeriggio piu' magari una conferenza la sera). Naturalmente con orchestra a disposizione e programmi che vanno dalla I di Brahms alla VI di Mahler, dalle Nozze di Figaro al Romeo e Giulietta di Tchaikovsky, senza dimenticare naturalmente la musica contemporanea.
Inoltre fa sempre bene soprattutto ad un musicista uscire un po' dal proprio orto e vedere come funziona il mondo al di fuori di esso.
Durante l'anno accademico invece oltre alle consuete lezioni di direzione d'orchestra ci sono classi di composizione, lingua straniera (generalmente tedesco e francese o italiano per chi non lo e'), secondo strumento e ear-training.
Chiaro che tutto cio' ha il prorpio prezzo (soprattutto nella patria del capitalismo), ma ne vale veramente la pena. Ed e' anche ovvio che bisogna avere certi requisiti di base, in quanto le selezioni sono spesso decisamente ardue da superare (al master che sto prendendo io siamo in 8, all'80% americani). Ma tentar non nuoce mai e comunque se ne esce sicuramente piu' competenti, cosa che non guasta data la scarsita' di competenza appunto che si vede in giro nel panorama musicale.
Quindi a meno che non siate ciechi o abbiate qualche altro deficit per intenerire il pubblico consiglio a tutti di fare l'esperienza almeno una volta nella vita, magari anche solo per un corso estivo all'inizio, e poi chissa'.

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viand

viand

16.08.2001 20:53

no no e' stata una scelta: l'accademia musicale di pescara e' una delle migliori. anche se devo dire di averci messo il naso dentro quasi per caso. comunque ci sono rimasto 2 anni. ciao

viand

viand

16.08.2001 16:48

Come si fa a capire la musica classica contemporanea? bella domanda. Dunque potrei risponderti in piu' di un modo il primo punto e' che se una musica non e' cosi' comunicativa da "farsi capire" da sola, nel senso di comunicare almeno un sentimento o un'emozione al primo ascolto (che naturalmente vadano oltre la frustrazione del non capire), allora probabilmente non si merita l'onore di rientrare nella musica. Ma il punto puo' anche essere un altro. La musica contemporanea tende ormai da tempo ad assumere un aspetto sempre piu' concettuale, e la tendaenza generale adesso e quella minimalista (alla Philip Glass tanto per chiarirci, che detto per inciso non mi piace per niente). Ecco che quindi si rende necessario spesso un secondo o un terzo o un 10 ascolto per poterne apprezzare le sfumature. Per esperienza pero' ti posso dire una cosa: sono appena uscito da un festival di musica contemporanea, e, tranne 1, i pezzi che mi sono piaciuti la prima volta mi sono piaciuti anche l'ultima e quelli che non mi sono piaciuti hanno continuato a non piacermi. Comunque bisogna ascoltare ed allenare un po' l'orecchio alla ricerca di sonorita' nuove che i compositori spesso ci propongono. E poi non dimenticate una cosa: se un pezzo proprio non vi piace, magari non e' perche' voi non riuscite a capirlo e il pezzo e' un capolavoro. Magari il pezzo e' proprio una porcheria! Un consiglio: se gia' non l'avete fatto cominciate con la musica del cinquant'ennio passato, tipo Copland o Bernstein, oppure Ives o Bazelon. Quella e' senz'altro di qualita'. ciao - viand

Cibbe

Cibbe

16.08.2001 11:20

io e mia moglie siamo 2 appassionati di musica classica (mia moglie ascolta solo quella), ma ne io ne lei riusciamo ad ascoltare e a capire la musica classica contemporanea (a parte il discorso sul significato di classico). Come si fa ad apprezzarla o anche solo a cercare di capirla?

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