Su di me:Scrivo poco, ma leggo con molta attenzione le vostre opinioni, fondamentalmente sono un pò pigro.
Iscritto da:18.07.2006
Opinioni:6
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Ho da poco letto "Stato di Paura" nella bella edizione uscita in edicola con La Repubblica. Il libro è l'ultima fatica di Michael Crichton, famosissimo autore del fortunato Jurassic Park e del bel romanzo di esordio La Grande Rapina al Treno. Il romanzo è un ecotriller ,all'interno di una trama a tratti scontata, altre volte poco plausibile e sbritativa, propone argomenti interessanti e buoni spunti di riflessione, con una scrittura comunque piacevole. Il tema al centro del libro è il cambiamento radicale del clima sulla terra, a causa dell'azione dell'uomo ed in particolare il surriscaldamento globale dovuto all'effetto serra. Crihton qui ci propone degli interessanti punti di vista diversi e nel fare questo supporta tali considerazioni con una ricca bibliografia di testi e riviste scientifiche. Crichton sostiene che è difficile valutare il reale aumento globale delle temperature medie, al di fuori di una tendenza al surriscaldamento che si ha da secoli, in considerazione del fatto che i rilevamenti effettuati in realtà evidenziano come in alcune zone del pianeta la temperatura media nell'ultimo secolo sia diminuita. Ciò comporta che anche le conseguenze negative derivanti dal surriscaldamento siano in realtà dei rischi ingigantiti, poichè, dai dati raccolti, non ci sarebbe nessun significativo aumento del livello degli oceani dovuto allo scioglimento dei ghiacciai, che, come nella loro natura sarebbero in movimento e quindi se in alcune zone si stanno ritirando, vi sono altri fronti in cui il ghiacciaio sta aumentando, come non si registrerebbe una maggiore incidenza di tempeste ed uragani rispetto ai periodi storici precedenti. Il contesto di tali riflessioni è dato dall'analisi di una importante associazione ambientalista il NERF, che vede tra i suoi sostenitori diversi esponenti del mondo dello spettacolo, nonchè ricchi filantropi, impegnata in diverse campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi. Una delle importanti iniziative portate avanti dal NERF è l'organizzazione di una conferenza mondiale sul cambiamento radicale del clima e sulle catastrofiche conseguenze, ma all'interno dell'associazione c'è cgi ritiene che le persone siano poco sensibili al tema considerato troppo "astratto", cioè lontano dalla vita quotidiana. Naturalmente lo scopo della conferenza è la raccolta di fondi per l'associazione, risorse necessarie, non tanto per la prosecuzione delle campagne ambientaliste, quanto per mantenere il colossale apparato del NERF e l'elevato tenore di vita dei suoi responsabili. Per ottenere questo scopo il NERF, con grande spregiudicatezza, si affida a dei gruppi ambientalisti radicali che hanno il compito di provocare, a ridosso della conferenza, una serie di disatri ambientali che possano condizionare l'opinione pubblica. Le azioni programmate sono tre, provocare il distacco dall'Antartide del più grande iceberg di tutti i tempi tramite una seri di ordigni; provocare un'alluvione all'interno di un importante parco nazionale americano per mezzo di sofisticate attrezzature in grado di alimentare e potenziare una normale perturbazione; ed infine causare un enorme tsunami. Contro tali propositi agirà un gruppo molto eterogeneo di persone, un miliardario sostenitore del NERF che si accorge di quanto stà succedendo, membri del suo staff, un rappresentante di un ente governativo, ecc.
Non dico altro sulla trama, non eccezionale, per non togliere il piacere di leggere il libro a qualcuno di voi. Vorrei invece fare alcune riflessioni sui temi proposti dal libro, ovviamente io non ho le competenze per giudicare se le tesi e i dati (molto documentati) proposti da Crichton, siano o meno esatti, però condivido alcuni aspetti delle sue critiche: 1. Il fatto che la ricerca scientifica può essere infuenzata, anche indirettamente, da chi commissiona e finanzia le ricerche (questo in tutti i casi, siano ricerche delle industrie o delle associazioni ambientaliste). Vale a dire che è facile che i risultati di una ricerca si avvicinino a quelli che i finanziatori si aspettano, come è difficile per chi esprime tesi diverse da quelle ufficiali o "di moda" reperire finanziamenti. (questo non nel caso dell'Italia visto che danoi non si fa ricerca). 2. La necessità della paura. C'è un passaggio del libro in cui si fa un'interessante analisi sulla necessità dei gruppi di potere che in qualche modo governano uno stato (politico-economico), di avere uno strumento di condizionamento delle persone, grazie al quale determinare scelte di vita o far passare provvedimenti impopolari o a svantaggio delle popolazioni. La paura quindi come controllo e deterrente. Prima la Guerra Fredda, adesso il terrorismo politico e ambientale. 3. L'informazione e la disinformazione. Vengo al titolo dell'opinione, oggi viviamo nella società dell'informazione quasi istantanea, sappiamo tutto di tutti in qualsiasi parte del mondo, salvo non sapere se tutto quello che ci viene detto è vero oppure no. Abbiamo la sensazione di essere informati, di sapere, ma in realtà pochi di noi hanno voglia di approfondire realmente la loro conoscenza delle cose e quindi per scelta o per pigrizia molte volte ci facciamo andar bene la favola ufficiale che ci raccontano più o meno verosimile. Badate bene non mi riferisco necessariamente alle grandi opere di disinformazione, vere o presunte,di cui saremmo vittime, ma anche alle "piccole bugie" o alle mezze verità che ascoltiamo ogni giorno. Uno dei pochi mezzi in cui troviamo l'informazione ufficiale, ma anche la controinformazione è, speriamo ancora per molto, internet.
chi finanzia una ricerca può (qualche volta fa) tracciarne le finalità. Non credo che possa orientarne i risultati: se non graditi può soltanto occultarli
la visitatrice. Nella giungla della Malesia, un misterioso imprenditore fa costruire un impianto di cavitazione dalle caratteristiche molto particolari. A Vancouver una f...
13.04.2008 13:38
ah
11.04.2008 20:25
acuta recensione
24.08.2006 12:03
chi finanzia una ricerca può (qualche volta fa) tracciarne le finalità. Non credo che possa orientarne i risultati: se non graditi può soltanto occultarli