Storia linguistica dell'Italia disunita (Pietro Trifone)

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Storia linguistica dell'Italia disunita (Pietro Trifone)

Un ritratto ironico e leggero della grammatica e del vocabolario della disunione italiana, a cominciare dalle aggressive formule usate da italiani con...

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Opinione su "Storia linguistica dell'Italia disunita (Pietro Trifone)"

pubblicata 08/03/2011 | 48mietta
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Buono
Vantaggi la conoscenza della lingua italiana
Svantaggi non conoscere la grammatica
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"storia linguistica dell'Italia disunita"


Il professor Trifone, ordinario della storia della lingua italiana, ha insegnato all'Università di Chieti prima di passare a Roma...ha pubblicato e discusso molto sulla storia della nostra lingua con riferimento alla disunione della lingua.
In questi 150 anni dall'unità d'Italia, il popolo italiano è cambiato.
A scuola ci insegnavano che l'unità d'Italia si risolveva con la religione cattolica, la lingua italiana, in un percorso di approfondimento culturale.
La lettura di questo libro serve a riflettere sui 150 anni dell'unità d'Italia: è la storia linguistica dell'Italia disunita.
Un profilo frizzante del vocabolario e della grammatica che non risparmiano nemmeno il nome del Paese apertamente deriso attraverso formule e parole come 'Italietta", "Italiota", "italico", "all'italiana", "l'Italia alle vongole".
Di questi vocaboli e di tante altre espressioni negative è composto questo libro sotto forma di storia piacevole oltre che istruttiva.

Lo scrittore illustra un glossario degli stereotipi regionali offensivi dell'italiano disunito: lumbard, sudico, baluba, zulù, terrone, polentone...

Il libro ha il merito di complanare una riflessione sulla lingua nazionale, un aspetto che lega l'unità d'Italia nonostante le diversità geolinguistiche.
Si parla di unità anche partendo dai dialetti.
E' una sorta di antologia linguistica che parte dai dialetti.
Il primo capitolo comincia con questo paragrafo "I più nemici degli Italiani sono gli Italiani stessi, come diceva d'Azeglio, intendendo sottolineare l'atavica faziosità che fin dai tempi di Dante sembra connotare l'identità italiana.
Oggi, ad esempio, chi cercasse di trovare una via d'uscita o un punto d'incontro, verrebbe accusato di cerchiobottismo o, peggio ancora, di inciucio, termini che dovrebbero alludere alla ambiguità di chi tiene il piede in due scarpe".

Questo saggio è scritto da un linguista che ci parla anche di altro: dei vizi, delle tare, delle manfrine, della tangentopoli dantesca, della "capitale alla matriciana"...e, alla fine il saggio presenta l'elenco delle forme e dei fenomeni linguistici più comuni.

Trifone è un grande storico che si legge volentieri...e non gli si dà torto quando ricorda che Niccolò Tommaseo rivolgeva la sua attenzione a tutto il popolo, ai poveri, ai ricchi, ai magistrati, ai preti.
Nel 1835 scriveva che senza il progresso della società non c'è progresso politico. Prima di fare l'Italia, sarebbe stato opportuno fare gli Italiani.

Ricorda come Leopardi e Manzoni avessero sottolineato la mancanza di una lingua comune per comunicare con i coetanei.
L'italiano era una lingua morta, non legava la gente semplice con chi diceva:-Stringiamoci a coorte..."

Dopo l'unità d'Italia è stato fatto uno sforzo prodigioso per diffondere la lingua italiana e questo ha avuto un risultato tangibile.

Nel 1861, l'80% degli Italiani era analfabeta , in seguito l'analfabetismo si è ridotto grazie anche alla classe politica.

Il riferimento all'identità italiana che fa Pietro Trifone non è troppo noioso; non essere troppo accademici non significa non essere seri, anche se la copertina raffigura Arlecchino che rappresenta la personificazione dell'italiano servitore di due padroni.

Il titolo Storia linguistica dell'Italia disunita è provocatorio, ma gli aspetti negativi e positivi sono bilanciati.

Mi chiedo:-Perché ha scritto questo libro?
Il motivo sostanziale è la convinzione di Trifone che se nei secoli passati si fosse fatta più attenzione alla lingua italiana ne avrebbe guadagnato la coesione dei rapporti fra gli Italiani stessi.

Chi conosceva la lingua italiana era colui che aveva avuto la possibilità di studiare; l'italiano era la lingua del potere.

Oggi la cultura è valorizzata, ma in altri ambiti si pensa che con la cultura non si mangia.
Il messaggio dell'autore è lapalissiano: chi non sa la grammatica non deve andare avanti...chi è refrattario alla grammatica italiana non può scegliere la facoltà di lettere, ma la grammatica, volendo, si impara!

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  • Zago74 pubblicata 16/04/2011
    ottima opinione
  • pierandrea_formusa pubblicata 14/04/2011
    titolo simpatico ma libro -temo- un po' di nicchia, per appassionati
  • mikymouse87 pubblicata 02/04/2011
    eccellente!
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Informazioni sul prodotto : Storia linguistica dell'Italia disunita (Pietro Trifone)

Descrizione del fabbricante del prodotto

Un ritratto ironico e leggero della grammatica e del vocabolario della disunione italiana, a cominciare dalle aggressive formule usate da italiani contro altri italiani. Che non risparmiano neppure il nome del paese, apertamente deriso attraverso parole come "Italietta", "italioti", "italico", "italiesco" o locuzioni come "Italia alle vongole" e "all'italiana". Di questi e di tanti altri stereotipi negativi (da "terrone2 a "polentone", da "sudici" a "lumbard", da "beduino" nel senso di 'meridionale' a "baluba" nel senso di 'settentrionale') è ricostruita una storia divertente oltre che istruttiva. Il libro discute anche della faziosità attribuita a Dante; confronta i problemi linguistici della giovane Italia unita del 1861 con quelli di oggi, spiegando perché gli italiani non capiscono le parole dell'inno nazionale; descrive Roma come capitale "alla matriciana", anzi come "capoccia"; tratteggia le diverse immagini del paese che emergono dai neologismi di origine dialettale.

Caratteristiche Tecniche

EAN: 9788815139481

Tipologia del prodotto: Libro in brossura

Autore: Pietro Trifone

Numero totale di pagine: 205

Alice Classification: Lingua Italiana, Lingue Ladine

Editore: Il Mulino

Data di pubblicazione: 2010

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 23/09/2010