Sui diritti delle donne (Mary Wollstonecraft)

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Sui diritti delle donne (Mary Wollstonecraft)

Per secoli e secoli oltre la metà del mondo è stata oggetto di discriminazione. Secoli di abusi, dunque, sia fisici che psicologici, ma anche sociali ...

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Opinione su "Sui diritti delle donne (Mary Wollstonecraft)"

pubblicata 12/03/2012 | commark
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Ottimo
Vantaggi Libro attuale utile prima agli uomini e poi alle donne
Svantaggi Non presenti
Eccellente
Contenuti
Reperibilità
Qualià Materiale

"Sui "veri" diritti delle donne"

Sui diritti delle donne (Mary Wollstonecraft)

Sui diritti delle donne (Mary Wollstonecraft)

Mi piacerebbe sentir parlare dei diritti dell'uomo e delle donne, ma ancora di più di diritti della persona e non solo in termini astratti. Si fa un gran parlare di diritti della persona ma oggi stiamo assistendo ad una vera e propria demolizione di ogni diritto e il lavoro è diventato il terreno su cui esercitare la forma più odiosa di compressione dei diritti della persona e ciò riguarda indistintamente uomini e donne.
Eppure il bel libro di Mary Wollstonecraft intitolato Sui diritti delle donne continua ad essere attuale nonostante si straparli troppo spesso a sproposito delle donne e dei loro diritti dopo che è stata inventata la più assurda delle strategie che mai l'uomo possa avere concepito, quella che riguarda le cosiddette quote rosa;un vero e proprio insulto alle donne che, in base a questo principio, si trovano relegate per legge in una sorta di riserva indiana in cui ciò che conta è solo il genere sessuale e non l'intelligenza e la capacità.
Mi viene sempre in mente la famosa risposta che diede ''Albert Einstein'' quando gli chiesero a che razza appartenesse e lui rispose:''Alla razza umana'' 'e, analogamente a quanto disse il celebre scienziato, verrebbe voglia di rispondere a costoro (uomini e donne) che non esistono quote rosa ma quote di persone intelligenti e capaci e poi riserve di imbecilli

Naturalmente la mia posizione è personalissima e non pretendo che venga condivisa, tuttavia penso che al di là delle edulcorate posizioni di certi sostenitori dei diritti in astratto, il problema esista per ragioni prima di tutto culturali e in questo mi trovo in perfetta sintonia con l'autrice.
L'OPERA

L'opera è stata pubblicata nella versione italiana con il titolo Sui diritti delle donne, un titolo che attenua lo spirito che anima l'autrice e che, di contro, troviamo preannunciato nel titolo originale A Vindication of the Rights of Woman ossia La Rivendicazione dei diritti della donna; non si tratta di una sfumatura. L'autrice non è una contemporanea, è nata a Londra nel 1759 e lì è morta nel 1797, in un periodo caratterizzato dalla miseria economica, un miseria che vedeva coinvolti la maggior parte degli abitanti non solo di Londra ma di tutte le principali città europee. La Wollstonecraft era una donna caparbia, intelligente, ma soprattutto curiosa verso la conoscenza e le problematiche legate all'educazione familiare e all'istruzione scolastica. Fu quindi una pedagoga ante litteram oltreché una paladina dei diritti umani e in particolare di quelli delle donne e dei bambini.

Le questioni poste dall'autrice sono ancora di straordinaria attualità, quando la Wollstonecraft scrive: Se le donne non sono uno sciame di frivole efimere, perché tenerle in un'ignoranza camuffata da innocenza?, ecco allora che l'origine della sudditanza delle donne neI confronti dell'uomo nasce dalla necessità di avere la protezione di un uomo (possibilmente ma non necessariamente benestante) che le affranchi da qualsiasi bisogno.
E' ancora cosi? Può essere ancora attuale una domanda come quella posta dall'autrice inglese? Gli agganci con la realtà e con la cronaca recentissima non mancano, pletore di starlette accompagnate da madri che le incoraggiano si aggirano ovunque. Loro, le madri, vorrebbero essere come le figlie, ma l'età anagrafica impedisce loro di essere d'esempio alle figlie. Una forma di complicità filiale deprecabile che nulla ha a che fare con l'amore.

E come dare torto all'autrice quando osserva che sono offensivi tutti coloro che vogliono spingere le donne a diventare graziosi animali domestici? usando a tal proposito un'espressione figurata attraverso la quale afferma che l'uomo (inteso nel senso di genere) si nutre spesso dell'albero della ragione mentre la donna
si avvicina per assaggiarne il frutto.

L'arbitrario potere della bellezza

Ma esiste la possibilità di invertire questa tendenza? E' possibile liberare l'uomo (inteso come specie) da questo equivoco che va avanti da sempre per un malinteso senso di divisione dei ruoli presente in molte forme organizzative delle società umane? Per l'autrice non si potrà invertire la rotta se tutta la società non sarà improntata all'educazione di uomini e donne e non sarà organizzata in maniera diversa rispetto a come è stata da sempre costituita.
Non è quindi sufficiente l'educazione familiare, serve prima di tutto quella che si chiamerebbe oggi un'educazione istituzionale, un modo diverso di sentire e di organizzare la società in modo da far sviluppare una diversa sensibilità culturale.

Ma questo dipende da tanti fattori, quando la Mary Wollstonecraft dice che le donne sono state educate alla falsa raffinatezza , osserva una tendenza che è presente ovunque nella nostra società e che riguarda il modo di concepire il corpo della donna secondo i canoni di una bellezza che oggi come allora, rende le donne vittime, deboli e artificiose. E' efficace l'autrice quando osserva che nell'educazione delle donne si subordina sempre l'esercizio dell'intelletto all'acquisizione di qualche qualità fisica e così facendo si nega la possibilità alle donne di accedere ad un'altra bellezza che dura oltre la giovinezza.
Oggi forse parlare di educazione alla fragilità può sembrare anacronistico, ma dietro poco probabili virago c'è sempre una grande confusione che fa cadere molte di loro preda dei pregiudizi e ciò accade anche quando si tratta di donne che hanno un immenso potere.

Non manca poi l'autrice di lanciare delle frecciate a Rousseau che con la sua Sophia ebbe il comportamento di un anfitrione protettivo ma nello stesso tempo esercitò il ruolo di un educatore severo che tuttavia non mancava di descrivere l'aria seducente e il piedino grazioso della ragazza.
Ma la questione è molto più complessa, la Wollstonecraft accusava il filosofo francese di volere educare le donne ad una forma di sudditanza nei confronti dell'uomo, ossia dovrebbe diventare una sorta di schiava civettuola in modo da essere sempre seducente ed oggetto del desiderio.
Insomma Rousseau è stato un grande filosofo ma è stato anche l'antesignano di tutti i "papi".

Da dove trae quindi origine questo modo di concepire la donna come solo oggetto del desiderio? L'autrice inglese non ha dubbi, l'origine di questo equivoco deriva dalla poetica storia di Mosè, eppure se molti credono che Eva sia letteralmente una costola d'Adamo -osserva la Nostra- ciò è dovuto solamente ed esclusivamente al fatto che l'uomo sin dai tempi più remoti, ha pensato che dovesse esercitare la propria forza per sottomettere la propria compagna sentendola come un oggetto di sua proprietà.

Non bisogna credere che l'autrice sia una fautrice della mortificazione dei sensi, anzi è il contrario, ma proprio perché un rapporto sentimentale non può essere basato solo su questo accade molto spesso che ad un certo punto dell'esistenza, la donna educata all'arte del piacere e della seduzione incominci ad emanare raggi di sole obliqui. E quando questo accadrà -si chiede l'autrice- la donna avrà forza sufficiente per coltivare se stessa?

Illuminante è quanto l'autrice osserva nella parte finale del libro quando fa un riferimento alle società barbare dove solo gli uomini avevano diritto a portare degli ornamenti; solo dove si è permesso alle donne di essere sullo stesso piano dell'uomo si è fatto un passo avanti verso la civilizzazione.

Consiglio la lettura del paragrafo quinto dove viene esaminato il ruolo della donna per quanto concerne l'educazione e la formazione dei bambini. Non ne anticipo il contenuto, va letto!!!

NOTA FINALE

Dall'inizio del 2012 al mese di marzo dello stesso anno, sono state uccise 37 donne, si tratta di madri, mogli ed ex fidanzate....ogni ulteriore commento è superfluo. Pubblico questa recensione dopo l'8 marzo, le donne non hanno bisogno di mimose una volta all'anno.


ALTRE INFORMAZIONI

Il libro si compone dei seguenti 7 capitoletti:
  • Dell'opinione prevalente di un carattere sessuale specifico;
  • Riflessioni sul medesimo argomento;
  • Osservazioni sullo stato di degradazione della donna e sulle relative cause;
  • Della moralità minacciata da nozioni sessuali connesse all'importanza di una buona reputazione;
  • Degli effetti perniciosi causati da distinzioni innaturali imposte dalla società;
  • Dell'educazione nazionale;
  • Esempi della follia generata dall'ignoranza delle donne e considerazioni conclusive sul progresso morale che una rivoluzione nei costumi della donna produrrebbe come naturale conseguenza.

Il titolo originale dell'opera è A Vindication of the Rights of Woman.
  • Tra le numerose edizioni presenti in commercio, segnalo quella pubblicata nella serie i CLASSICI DEL PENSIERO pubblicato nel mese di novembre 2010 in allegato al Corriere della Sera. in detta edizione è presente una pregevole prefazione di Eva Cantarella, professore di ordinario di Istituzioni di diritto romano e di Diritto greco presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Milano.
  • Si segnala, inoltre, l'edizione pubblicata da Feltrinelli, nella collana Bur pillole, il libro ha un prezzo di copertina di 5,00€, eventuale riduzioni del prezzo di copertina dipendono dall'editore o dal venditore.

Questa recensione è stata da me espressa per la prima volta in forma originale su questo sito e potrebbe essere pubblicata anche altrove con diverso nickname o sul mio blog all'indirizzo http://www.condividendoidee.it..

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  • papera123 pubblicata 10/05/2012
    io credo che leggerlo sia d'obbligo, sebbene è per me argomento di nervosismo... eccellente!
  • MAROSAROSSA pubblicata 05/04/2012
    Eccellente opinione
  • yardinia pubblicata 05/04/2012
    libro "forte" e importante.....da leggere
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Informazioni sul prodotto : Sui diritti delle donne (Mary Wollstonecraft)

Descrizione del fabbricante del prodotto

Per secoli e secoli oltre la metà del mondo è stata oggetto di discriminazione. Secoli di abusi, dunque, sia fisici che psicologici, ma anche sociali e lavorativi. Negli anni Sessanta e Settanta del Novecento le cose, per lo meno tra Europa e Stati Uniti, hanno cominciato a cambiare. È proprio in quel periodo che viene riscoperto il pensiero e l'esempio di Mary Wollstonecraft, probabilmente l'antesignana di ogni femminismo, scrittrice, filosofa e promotrice dei diritti delle donne già nella seconda metà del Settecento.

Caratteristiche Tecniche

EAN: 9788817020831

Tipologia del prodotto: Libro in brossura

Categoria commerciale: tascabile

Autore: Mary Wollstonecraft

Curatore: B. Antonucci

Numero totale di pagine: 143

Alice Classification: Scienze sociali

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Data di pubblicazione: 2008

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 20/12/2009