Viaggio fuori dal comune nell'immagine
13.07.2007 (04.12.2009)
Vantaggi:
una critica artistica trasversale alle scienze umane
Svantaggi:
nessuno
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Sì
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continua
 Groudy.Blue
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Ai tempi del Neoclassicismo,per Johann Joaquim Winckelmann non importava descrivere l'arte conoscendo corsi e ricorsi bibliografici degli artisti,tanto quanto per Walter Benjamin il sentore della vera critica artistica rappresentava invece il cogliere l'esatta linea di demarcazione del materialismo filosofico in cui l'opera d'arte s'inseriva. Ma con John Berger preparatevi a riscrivere tutta la struttura dell'antiaccademismo critico, preparatevi ad un punto di vista fuori dal comune, che osa l'inosabile che scava e specula (nel senso positivo del termine) tra le righe del ciò che è: guardare,vedere e osservare diventa una miscellanea di arte che scruta punteggiature grafiche invisibili agli occhi, s'intreccia con la letteratura e la filosofia scavando nel più acuto studio antropologico del soggetto: non sarà un caso se Berger è spesso associato alla tipologia del giornalismo di Ryszard Kapushinski con cui neanche a farlo a posta va a braccetto nel libro reportage Il Cinico Non E' Adatto A Questo Mestiere dove, i due intrattengono un'acuta analisi partando da un libro dello stesso John Berger intitolato About Looking, Sul Guardare, per l'appunto. ►SUL GUARDARE Una penna impeccabile, sensibile e senza fondo come quella di Berger ripropone nel saggio Sul Guardare una raccolta di articoli apparsi negli anni 60'-70' su New Society, The Guardian,Realities e soprattutto alcuni interventi contenuti nel saggio ormai introvabile dell'antologia The Moment Of Cubism And Other Essays. Berger comincia da una fotografia o un quadro e alla fine si ritrova a immergere tutto in un contesto cosmologico esplorando l'enigma del guardare in stretto rapporto con la storia delle idee legate al ruolo dell'immagine nella storia. La sua particolarità,il suo sguardo antropomorfo arriva fulmineo: nella sezione fotografica emerge subito una riflessione su una foto di Sander su tre contadini in abito elegante, una foto apparentemente semplice e muta degli inizi del XX secolo e che invece svela retroscena fulminanti di zolaniana memoria tanto quanto la fotografia per il sociale di Paul Strand. Ma l'arte della conciliazione dei contrasti è d'obbligo in Berger che riesce persino a trovare la chiave di lettura unificata tra Francis Bacon e Walt Disney nel loro "convincere ad accettare la realtà così com'è". Ma per chi ama sperimentare anche lo stile Berger nell'arte classica ce n'è anche per Courbet,Magritte, Akmet e Fasanella. Un libro da non perdere, per cultori d'arte ma non solo: è un ottimo esempio di scrittura tecnico-antropologica di cui fare tesoro un po' per tutti i gusti. E' un surplus estetico, ma è piacevole segnalare anche la sua manifattura editoriale, edito dai tipi di Mondatori per la collana poco conosciuta ad intrigante di Testi E Pretesti, Sul Guardare è un piccolo saggio in pagine lucide davvero sobrio ed elegante. ►INDICE ARGOMENTI I.Perché guardare gli animali? Perché guardare gli animali? II. Usi della fotografia L'abito e il fotografo Fotografie d'agonia Paul Strand Usi della fotografiaIII. Momenti vissuti Primitivi e professionisti Millet e il contadino Seker Ahmet e la foresta Lowry e il nord industriale Ralph Fasanella e l'esperienza della città La Tour e l'umanesimo Francis Bacon e Walt Disney Un articolo di fede Fra due Colmar Courbet e il Giura Turner e la bottega di barbiere Rouault e i sobborghi di Parigi Magritte e l'Impossibile Hals e la bancarotta Giacometti Rodin e il dominio sessuale Romaine Lorquet Campo ►CHI E' JOHN BERGER John Berger è nato a Londra nel 1926, pittore e critico d'arte, è autore di saggi (tra cui Ways of Seeing, che la rete televisiva BBC ha trasformato in una serie TV, romanziere (vince il Booker Price con G nel 1972), sceneggiatore (scrisse, tra l'altro, in collaborazione con il regista svizzero Alain Tanner, Jonah qui aura 25 ans l'an 2000 e quattro piece teatrali), giornalista (su El Pais, The Guardian, The Independent, Frankfurter Rundschau). Tra i suoi libri ricordiamo: Questione di sguardi. Sette inviti al vedere fra storia dell'arte e quotidianità, Questione di sguardi, Fotocopie
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14.07.2007 03:06
Ottima recensione, mi è sfuggito (mea culpa) il lato filosofico del testo...estetica? Grazie :)
13.07.2007 18:14
Un libro diverso dai soliti e anche per questo meritevole di attenzione
13.07.2007 14:21
non sono appasionato di arte, ma sembra molto curato