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TABACCO SI... TABACCO NO...

1  10.04.2005

Vantaggi:
Per le casse dell'erario e dei tabaccai

Svantaggi:
Per la salute propria ed altrui (ed anche per le tasche)

Consiglio il prodotto: No 

cardio

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Le disposizioni per il fumatore di tabacco impartite dal Ministero per la Salute sono legate al fatto che il tabacco produce malattia (l'espressione più grave: il tumore al polmone) che si riflette negativamente sul consumatore stesso e sull'intera società, dal momento che il costo di cura e di inabilità nel nostro Paese sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale cioè dello Stato e quindi dai cittadini, cioè noi. Se il "tuo" danno ha costi per tutti, la società ha il dovere di difendersi e quindi di limitare il "tuo" comportamento, poiché in questo modo diminuiscono anche i costi. Inoltre bisogna considerare il fumo passivo ed il danno che provoca su chi non fuma.
Alcune norme messe in atto in Italia contro il fumo:
- Nel 1962 venne proibita la pubblicità al tabacco (primo paese della Comunità Europea)
- Nel 1990 venne recepita una normativa della CEE e si avvisava sul pacchetto del danno da fumo (Negli Stati Uniti era già indicato dal 1971)
- Nel 1995 venne proibita anche la pubblicità indiretta del tabacco
- Nel 1999 sui pacchetti venne messa la scritta "i minori non devono fumare"


╠═══════Qualche cenno di “storia” del tabacco ═══════╣
Sembra che il tabacco sia stato portato dall'America in Europa e propriamente nella penisola iberica da un missionario Spagnolo all'inizio del 1500. L'ambasciatore francese in Portogallo, Jean Nicot, lo coltivò nel proprio giardino, poiché aveva riconosciuto alle sue foglie, tagliate finemente ed usate per la preparazione di decotti e tisane, un potere nel combattere l'emicrania, che lo affliggeva. Per questa proprietà straordinaria lo aveva proposto a Caterina de Medici che soffriva dello stesso disturbo; un testimonial di questo tipo (era regina di Francia) garantì al tabacco un'attenzione e una popolarità straordinarie, tanto da dare luogo ad una diffusione enorme, dapprima in Francia e poi in Europa.
L'uso del tabacco si diffuse con una grande rapidità: in Italia giunse, pare, nel 1561 portato da un cardinale, tale Prospero di Santa Croce.
Il botanico Karl Clusius nel 1574 considera il tabacco un rimedio universale, per le malattie di ogni sorte.
Nel Seicento in Europa si diffuse la pipa e l'uso del tabacco fumato (che fino ad allora era invece consumato in decotti e tisane) dando il via al grande successo del tabacco.
Avversario deciso del tabacco fu Giacomo I che denunciava “questa deplorevole abitudine, disgustosa agli occhi, sgradevole al naso, pericolosa per il cervello e disastrosa per il polmone": una vera intuizione; nel 1618 egli fece decapitare sir Walter Raleigh, responsabile di aver portato in Gran Bretagna il tabacco della Virginia. Anche un papa, Urbano VIII, nel 1630 si scagliò contro il tabacco, volendo scomunicare i fumatori.
Uno dei componenti il tabacco, la nicotina, venne isolata nel 1809. La sigaretta nacque negli anni intorno al 1830. Nell'Ottocento viene bene descritto anche il tabagismo, la intossicazione e la dipendenza databacco.

╠══════════ qualche cenno sulla pianta ══════════╣
La pianta del tabacco appartiene alle Solanacee a cui fanno parte anche le patate, il pomodoro, la petunia. Contiene un alcaloide, la nicotina, che è distribuita in tutta la pianta anche se la concentrazione aumenta verso la sua parte alta: 0.4 per cento nella radice, fino a 2 per cento nelle foglie e al 4 per cento nelle foglie alte. In una stessa foglia la concentrazione varia dalla base alla punta e dal centro ai margini.
Se ne conoscono 60 specie divise in tre sottogeneri:
- Nicotiana rustica: alto tenore di nicotina
- Nicotiana tabacum: dà il 90 per cento della produzione totale del tabacco.
- Nicotiana petunoide
I componenti della pianta variano innanzi tutto con la specie e con il terreno di coltivazione (quello dell’Avana e della Virginia rimangono i migliori). Il tabacco si ottiene dalle foglie della pianta che subiscono una serie di fermentazioni e disidratazioni. Una distinzione fondamentale si opera già nella fase della essicazione delle foglie.
Si distinguono:
- tabacchi seccati all’aria calda: come il Virginia
- tabacchi seccati all’aria naturale
- tabacchi seccati al fuoco: Kentucky
- tabacchi seccati al sole: orientali


╠═════════════ Cosa è il fumo ═════════════╣
Il fumo è un aerosol formato da molte particelle liquide e microscopiche in sospensione. Il loro diametro medio è inferiore a 1 micron. Si distingue il fumo primario che si forma durante una aspirazione, dal fumo secondario che è quello che si libera dalla sigaretta accesa tra due "tiri". Quest'ultimo è meno denso e le particelle liquide più piccole. Mentre si fuma il tabacco è sottoposto ad un processo complesso di combustione che raggiunge la temperatura di 800/1000°C. Un processo che è insieme di distillazione di alcuni composti che passano intatti nel fumo, come la nicotina, di pirolisi di parte del tabacco che si degrada in condizioni di basso contenuto di ossigeno e infine una combustione che avviene invece nella zona ricca di ossigeno e provoca molti prodotti di ossidazione tra cui il monossido di carbonio (CO2).

╠══════════ Effetti del fumo di tabacco ══════════╣
In caso d’intossicazione acuta da tabacco si hanno infatti: accelerazione della frequenza cardiaca, ipertensione, aumento della velocità e della forza di contrazione del cuore, aumento del flusso coronarico, aumento del consumo di ossigeno nella muscolatura cardiaca, aritmie. Questi effetti sono tipici di una aumentata liberazione di catecolammine. A questi effetti circolatori cardiaci si aggiungono effetti circolatori cerebrali: si possono avere cefalea, vomito, vertigini e stato confusionale. In casi gravi si può arrivare a veri e propri stati convulsivi.
Mentre gli effetti acuti sono da attribuire ad assunzioni accidentali, soprattutto da parte di bambini o di chi è alle prime esperienze, gli effetti di una assunzione cronica sono legati alle abitudini individuali.
Già nel 1859 alcune ricerche avevano messo in evidenza un rapporto tra consumo di tabacco e cancro, almeno per quanto riguardava le forme che colpivano la cavità boccale (labbra, lingua, palato, epiglottide, tonsille).
Nel 1936 si è posta l’attenzione sul cancro del polmone, di cui si distinguono tre tipi fondamentali: il carcinoma epidermoide, il carcinoma indifferenziato e l’adenocarcinoma. Le prime due forme sono considerate da irritazione esterna e quindi da agenti cancerogeni inalati (in particolare contenuti nella parte corpuscolata del fumo). Queste due forme sono infatti altamente più frequenti nei fumatori rispetto alla popolazione di non fumatori. È riportato un aumento della frequenza tra i fumatori di tabacco dei tumori di faringe e laringe. Nella popolazione di non fumatori l’epitelio bronchiale si presenta iperplastico nel 10-18% dei casi in confronto all’80% dei fumatori moderati e al 95% dei forti fumatori. L’iperplasia è una fase che precede l’instaurarsi di una forma tumorale. Correlazioni tra fumo e tumori sono state anche sostenute per il cancro dell’esofago.
Oltre alla patologia tumorale, è stata dimostrata la responsabilità del fumo nell’insorgenza di bronchite cronica, enfisema polmonare, infezioni polmonari, malattia coronarica.
Pur essendo la vita media legata a molte variabili, si è riscontrato che essa è ridotta nel fumatore rispetto alla popolazione in generale. Ciò probabilmente è da attribuire alla patologia dei diversi apparati che viene favorita dal fumo.
Il cancro del polmone come causa di morte aumenta in relazione al numero di sigarette fumate al giorno.
Anche la patologia coronarica come causa di morte aumenta con il numero di sigarette fumate giornalmente. Per quanto riguarda l’apparato circolatorio, la prima malattia evidenziata in questo campo è stato il morbo di Buerger che interessa le arterie periferiche degli arti inferiori.
Anche l’apparato digerente risente degli effetti nocivi del fumo. Sono state accertate correlazioni tra consumo di tabacco e ulcera gastrica, ulcera duodenale, stomatiti e alterazioni dell’apparato dentario.
La nicotina passa la placenta e quindi raggiunge il feto: il rischio di aborto aumenta nelle fumatrici così come tra queste ultime è più frequente la nascita di neonati sottopeso.
Le difese immunitarie risultano anch’esse ridotte nei fumatori, in particolare è stata evidenziata una ridotta attività dei macrofagi che esercitano un’essenziale azione difensiva nei confronti di batteri e di sostanze estranee all’organismo.
Sembra anche che nei fumatori vi sia una riduzione del numero degli spermatozoi attivi e un aumento di spermatozoi con caratteristiche alterate.


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SALTAFOSSO

SALTAFOSSO

29.02.2008 03:56

Caspiterina!!! Quante cose che non sapevo assolutamente!!! Complimenti!!!

matfat

matfat

25.02.2008 17:03

grazie del contributo.....alla prossima!!

Cronos86

Cronos86

21.01.2006 18:34

Ottima opinione! Io non fumo anzi non sopporto proprio l'odore

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