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Opinione

per Tacchi a spillo (P. Almodóvar)
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2 Stelle Nè carne, nè pesce... Opinioni con immagini
61 su 61 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: No

Vantaggi La classe di Marisa Paredes, le musiche di Ryuichi Sakamoto

Svantaggi Sceneggiatura piuttosto "piatta", così come la recitazione di Victoria Abril e Miguel Bosè

Dettagli

Genere drammatico
Età minima per tutti
Regia buona
Attori "cani"
Sceneggiatura banale
Colonna Sonora appropriata
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

Petshop238 Dal 21 gen 2002

♥♥♥ PEACE¹²³ AND LOVE¹²³ ♥♥♥ --- "Io sono l'Antipatica e la Bella..." (Anna Oxa) continua

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Sala di attesa di un aeroporto. Rebecca (Victoria Abril) aspetta l'aereo che riporterà sua madre, Becky del Paramo, a Madrid. Becky è una cantante famosa, che ha passato gli ultimi dieci anni della una vita in Messico a cogliere successi... Mentre aspetta, Rebecca è tesa, nervosa, e non può fare a meno di pensare a quanto ha sofferto per l'affetto rarefatto di questa madre bella e famosa, al fatto che le sue carezze erano sempre fugaci, alle lunghe assenze per le tournèe e al suo correre dietro ad amori tanto infelici quanto "inconcludenti" ("Sono sempre stata debole, con gli uomini...", confesserà Becky).
E piano piano viene fuori una sorta di ossessione morbosa, da parte di Rebecca, nei confronti della madre: da piccola scambiò delle pillole ricostituenti con dei sonniferi di uno dei tanti amanti di sua madre, causandone la morte, convinta che così avrebbe avuto l'affetto di Becky tutto per se... ma non è finita qui. Rebecca è sposata con un uomo che in passato è stato compagno di sua madre e il suo migliore amico è "Femme Letal", un travestito che ogni sera, nei cabaret gay, propone un'imitazione di Becky "più vera del vero".
In taxi assieme a sua figlia, Becky non può fare a meno di notare i manifesti che reclamizzano lo spettacolo di Letal, e ne è incuriosita... Rebecca le dice che, se vuole, la porterà a vederlo. E così, la sera stessa le due donne, in compagnia di Manuel, il marito di Rebecca, assistono ai sinuosi ancheggiamenti di Letal, sulle note di "Un año de amor", versione spagnola della celebre canzone di Mina. Manuel è visibilmente infastidito dal fatto che la migliore amica di sua moglie sia un travestito, ma... in realtà è sua moglie che non sopporta più e lo confessa a Becky, rimasto solo con lei. Rebecca è andata nel camerino di Letal, a salutarlo... e a cedere, inaspettatamente, alle avances di lui.
Qualche giorno più tardi Manuel viene trovato morto, ucciso da un colpo di pistola. Ad occuparsi del caso è il giudice Dominguez, che però non riesce a trovare prove concrete... fino al momento in cui, una sera, Rebecca annuncia in diretta tv, durante la lettura del notiziario... di essere stata lei ad uccidere suo marito!
Ovviamente viene subito arrestata, ma il giudice non è affatto convinto della sua colpevolezza, e fa di tutto per liberarla... Seguirà un drammatico confronto tra Rebecca e sua madre (con tanto di citazione del film "Sinfonia d'autunno" di Ingmar Bergman), fino all'ultima "scena madre", sul letto di morte di Becky, che si autoaccuserà dell'omicidio, scagionando sua figlia...
Uscito nelle sale nel 1991, "Tacchi a spillo" è una pellicola che viene spesso considerata come un punto di "transizione" tra l'Almodovar irriverente e scanzonato dei primi film (su tutti, "Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio" e "Il fascino indiscreto del peccato") e quello più "intimista di pellicole successive come "Il fiore del mio segreto", "Tutto su mia madre", "Parla con lei". In realtà, secondo me rappresenta "tout-court" il punto più basso della produzione di questo regista. Cioè... non vorrei che questo mio giudizio sembrasse affrettato, ma... volevo semplicemente rimarcare che si tratta di una pellicola che, tutto sommato, lascia abbastanza indifferenti. Non è un melodramma, non è un giallo, non è un "thriller pscicologico"... alla fine non lo si potrebbe nemmeno definire un "divertissement", perchè di divertente c'è ben poco. Dopo un inizio "scoppiettante", ad un ritmo anche abbastanza veloce, la narrazione finisce per adagiarsi su alcuni particolari che, ahimè, proprio non sono in grado di catturare l'attenzione dello spettatore, in positivo come in negativo. I momenti davvero apprezzabili sono pochi: su tutti, la "confessione in diretta" di Rebecca, con l'"interprete" per sordomuti che dietro di lei "mima" l'assasinio, l'esilarante "balletto" delle detenute nel carcere, "guidate" dall'irriverente "travestitone" (supera i due metri di altezza!) Bibi Anderssen, e le scene in cui Becky e Rebecca si confrontano, mettendo a nudo le incomprensioni di una vita. Tra l'altro, ho apprezzato abbastanza la citazione di un "piccolo" capolavoro di Bergman come "Sinfonia d'autunno", film a torto considerato "minore" nella filmografia del grande regista svedese, incentrato sul rapporto tra una madre (Ingrid Bergman, in una delle sue ultime interpretazioni) famosa pianista e una figlia (Liv Ullman, in assoluto una delle mie attrici preferite) che per una vita non ha fatto altro che sentirsi mediocre e inferiore ad una madre che ha sempre ammirato moltissimo, ma per la quale ha anche nutrito profonda invidia e tutto un carico di rancori mai sopiti che troveranno il loro sfogo in un drammatico confronto tra le due donne. Ecco... è a questo che Almodovar si ispira, pur senza averne la stessa intensità drammatica e al tempo stesso non riuscendo nemmeno ad essere ironicamente "mèlo" come forse avrebbe voluto.
Parte di questo fallimento è da imputare, secondo me, a Victoria Abril. Icona almodovariana "post-Carmen Maura", la Abril si caratterizza a mio avviso per una recitazione statica e priva di "slanci" di qualsiasi genere. In una parola, la considero "monoespressiva", con quegli occhioni perennemente spalancati e quelle labbra con gli angoli piegati all'ingiù: mi indispone, non lo nascondo, e mi sa che non sono il solo a pensarla in questo modo, visto che dopo "Tacchi a spillo" lo stesso Almodovar l'ha "utilizzata" solo per "Kika", dopo di che... se ne sono perse le tracce! A differenza di Marisa Paredes, che da oltre vent'anni continua ad apparire nelle pellicole del grande cineasta spagnolo, con la sua duttilità e la sua indiscutibile classe, che a mio avviso ne fanno una delle poche vere "signore" del cinema europeo. Per quanto riguarda la "performance" di Miguel Bosè, nel ruolo del giudice amante dei "travestimenti"... non posso che ricollegarmi a quanto ho scritto su Victoria Abril. Anche lui assolutamente incolore, recita come se non fosse convinto fino in fondo di ciò che fa e, alla fine, l'unica cosa che rimane impressa allo spettatore sono i colorati e divertenti travestimenti di "Femme Letal" quando imita Becky, la sua "icona".
In definitiva: guardate questa pellicola se proprio non avete nulla di meglio da fare, ma se per caso non conoscete Almodòvar e volete "avvicinarvi" alla sua opera... sicuramente questo non è il film adatto!!!

Un'ultima, piccola notazione: come ho sempre fatto per tutte le mie opinioni su film di Almodòvar, dedico anche questa a Lidia, "sabbiaevento", anche se al momento è lontana... vorrà dire che, al suo ritorno... troverà questa "graditissima" sorpresa!!! :-D

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Avete domande riguardo Tacchi a spillo (P. Almodóvar)? Domanda
Pagina 1 di 13 | 1 - 5 di 62 commenti
  • alcistene 23/06/2006 09:52
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    bella recensione, ben strutturata, anche se non condivido il giudizio negativo.... ciao

  • Alexroger 01/03/2005 18:28
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Kissy 19/02/2005 18:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Tarkun 22/01/2005 19:29
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    MOlto utile è per te amico mio... quanto a Almòdovar.. pur riconoscendo che è un artista non riesco a digerire i suoi film... troppo grotteschi e assurdi... tutti. ciao. Andrea

  • Superanna 21/09/2004 15:03
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
Pagina 1 di 13 | 1 - 5 di 62 commenti

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