TAYLOR SWIFT IL CONCERTO MAGICO

5  21.03.2011

Vantaggi:
bellissimo semplicemente, Taylor Swift basta dire il suo nome

Svantaggi:
nessuno, scherziamo???

Consiglio il prodotto: Sì 

supercocco78

Su di me: SCUSATE TUTTI L'ASSENZA. RITORNERO PRIMA O POI

Iscritto da:30.08.2005

Opinioni:1050

Fiducie ricevute:683

Condividi questa opinione su Google+
In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 44 utenti Ciao

Faccio di nuovo ritorno su ciao per raccontare un’esperienza meravigliosa che ho vissuto. Non è il caso che vi anticipi di cosa si tratta perché lo si capisce direttamente dall’oggetto dell’opinione. Si tratta di un concerto a cui ho assistito e che ha lasciato in me un’emozione straordinaria, un qualcosa che a distanza di 6 giorni da quando l’ho vissuta, continuo a rivivere negli occhi dall’inizio alla fine. Chiaramente parlo del concerto di Taylor Swift che ha, finalmente, toccato anche l’Italia e più precisamente il Forum di Assago, in periferia di Milano. Lo “Speak Now World Tour”, questo il nome ufficiale del concerto, scelto grazie al nome del suo ultimo album “Speak Now” di cui ho già ampiamente parlato in una delle ultime opinioni fatte. E ora comincio.

INTRODUZIONE


Il concerto era il 15-marzo-ma le mie emozioni sono iniziate verso la fine di dicembre quando, girando su facebook, ho scoperto un’inserzione che parlava del concerto. Subito il mio cuore ha iniziato a palpitare, non ho esitato un solo istante a decidere di andarci, vedere Taylor Swift dal vivo per me non aveva prezzo. Taylor, da quando l’ho conosciuta, è diventata in breve la mia cantante preferita in assoluto, superando perfino Mandy Moore che fino a quel momento era stata la numero uno. Per chi non la conoscesse, vorrei spiegarvi con due righe di che musica si tratta. Taylor è una cantante prevalentemente Country, un country molto moderno i cui ritmi si avvicinano al pop sebbene molto più elaborato di un semplice pop ripetitivo o leggero. Le sue canzoni sono tutte diverse l’una dall’altra e i testi sono semplicemente straordinari perché non sono semplici testi messi li per attirare, ma sono storie di vita vera, vissute in prima persona da Taylor che non solo si occupa di scriverle, ma perfino di metterle in musica. Tutte le canzoni sono state scritte e musicate da lei quasi praticamente da sola e a soli 21 anni, questa è una cosa straordinaria... ma ora veniamo al dunque. Ho comprato il biglietto il 17-gennaio, dopo aver chiesto ai miei amici se qualcuno volesse venire con me. Avendo avuto risposte negative da praticamente tutti, ho deciso di andarci da solo... ed eccoci quindi al fatidico giorno

TAYLOR SWIFT: IL MAGICO CONCERTO, PRELIMINARI


La mattina del 15-marzo avevo preso un giorno di ferie. Volevo essere al Forum di Assago il più presto possibile per cercare di essere davanti al palco visto che avevo scelto i posti in piedi per poter vedere Taylor da vicinissimo. Avevo deciso di partire verso le 11 per essere giù per al massimo le 13. (Il concerto era alle 20:30 e i cancelli avrebbero aperto non prima delle 18:30). Poi, però colto dalla tensione emotiva, ho anticipato alle 10:30. Sono partito da Lecco a quell’ora e sono arrivato ad Assago alle 12:45. Il tempo era brutto, per il momento non pioveva, ma mi sono portato una k-way per proteggermi in caso di acqua. Ho scordato completamente cibo e bevande ma la cosa non mi interessava minimamente. Sono arrivato alla coda per l’entrata dove c’erano già un paio di centinaia di persone accampate letteralmente davanti al cancello... Mi sono messo in fila senza preoccuparmi di dover attendere quasi 6 ore in piedi. L’attesa è stata più veloce del previsto, più passavano le ore, più la coda si allungava fino all’ultima ora e mezza in cui eravamo tutti compressi come sardine e sotto un’acqua scrosciante. L’emozione era sempre più alta e quando alle 19 (in ritardo di mezzora) hanno aperto i cancelli, ci siamo tutti precipitati dentro quasi come se stessimo facendo una gara dei 100 metri piani. Ho raggiunto il palco, terza fila per la precisione, a meno di 2 metri di distanza, un risultato per me sperato e che mi ha reso ancora più emozionato. Mancava poco più di un’ora all’inizio del concerto ed ero in trepidazione. Quando alle 19:45 le luci si sono spente e il palco si è illuminato ho capito che stava per iniziare l’apertura del concerto. Nessuno sapeva a chi sarebbe stata affidata fino a che non è apparsa Emma Marrone, cantante che devo dire non ho
Fotografie per Speak now world tour (Taylor Swift)
  • Speak now world tour (Taylor Swift) MSN2 - Speak now world tour (Taylor Swift)
  • Speak now world tour (Taylor Swift) CIMG7379 - Speak now world tour (Taylor Swift)
  • Speak now world tour (Taylor Swift) CIMG7387 - Speak now world tour (Taylor Swift)
  • Speak now world tour (Taylor Swift) CIMG7308 - Speak now world tour (Taylor Swift)
Speak now world tour (Taylor Swift) MSN2 - Speak now world tour (Taylor Swift)
Immagine ravvicinata
riconosciuto se non quando chi era vicino a me ha fatto il suo nome. Emma ha cantato 4 canzoni che io non conoscevo anche se, dopo questa esperienza, mi sono incuriosito a scoprirla almeno un po’, soprattutto consapevole del duetto che ha fatto con i Modà al recente Sanremo (canzone che ancora non ho sentito e quella sera non ha fatto). Alla fine della sua apertura, Emma ci ha rassicurati che Taylor stava per arrivare e ci ha confermato quello che già sapevamo e cioè che è una ragazza molto semplice e disponibile, cosa che rende Taylor ben più “umana” rispetto a certe sue colleghe internazionali montate e presuntuose...

TAYLOR SWIFT: IL MAGICO CONCERTO, L’EMOZIONE


20:30 precise, dopo altri dieci minuti di attesa e dopo che gli addetti ai lavori hanno sistemato il palco per l’imminente arrivo di Taylor Swift, ecco che l’emozione e il batticuore sono andati a mille. Sullo schermo gigante del retro palco sono apparse magiche delle scritte... SPEAK NOW... TAYLOR SWIFT... ARE YOU READY? E dopo quelle scritte ecco esplodere la musica e apparire sul palco un angelo biondo in tutto il suo splendore. Un’ovazione ha accolto Taylor, i miei occhi si sono riempiti di emozione e di incredulità. Sulle note di Sparks Fly, canzone di apertura e di Mine, fatta subito dopo mi sono fatto trascinare dall’emozione mettendomi a cantare a squarciagola. Canzoni che fino al giorno prima avevo sentito soltanto in cd e che in quel momento diventavano ben più reali. Lo scenario, rappresentato da un secondo palco sollevato e collegato ai due lati da una scenografia di scale ideata dalla stessa Taylor così come tutta la coreografia. Il palco sollevato era lontano da noi ma quando poi la splendida cantante di Nashville è arrivata ad un passo da noi, a meno di due metri da me, sentivo il cuore esplodere in petto, ma quello era ancora niente rispetto a ciò che è accaduto più avanti, come dirò in seguito.
Finite le due canzoni, ecco che Taylor si è presentata. Ovazioni ad ogni parola, emozioni a non finire. “I’m a Taylor”, le prime parole dette. E il succo del discorso, che riporto tradotto dall’italiano è questo “è la prima volta che faccio un concerto in Italia, sono emozionata (e si vedeva), io scrivo canzoni d’amore e sui cuori spezzati, amore e cuori spezzati... siete pronti a ballare?”
Alla risposta “yes” ecco partire le note di una delle più belle canzoni dell’ultimo album THE STORY OF US, una canzone meravigliosamente ritmata e che non mi sono esentato dal cantarla insieme alle qualche migliaia di persone presenti sia in piedi accanto a me, sia sugli spalti. E alla frase chiave della canzone “the battle is in your hands now, but I’ll lay my armor down, if you say you’d rather love than fight” (la battaglia è nelle tue mani adesso, ma lascerò cadere la mia armatura se dirai che preferisci amare che combattere) è stata l’apoteosi… ripeto, emozioni a non finire, soprattutto perché stavo cantando le canzone della mia cantante preferita insieme a lei, nello stesso momento, nello stesso posto.
Ed ecco al primo momento topico: l’esibizione al pianoforte di BACK TO DECEMBER, una delle mie preferite in assoluto e che, per chi ha letto la mia opinione sull’album, è facile capire come mi sia sentito in quel momento, ho cantato a squarciagola ogni singola parola (vi darò il link del video che ho fatto di questa alla fine dell’opinione dove, se volete, potete sentire chiaramente la mia voce, non eccezionalmente intonata in quel momento ma che data l’intensità dell’emozione, è comprensibile) Back to December è stata davvero un’emozione intensissima
dopo poco, Taylor ha eseguito il primo cambio d’abito e durante la sua permanenza dietro le quinte, l’attesa è stata ingannata dai due bravissimi chitarristi membri della sua band o meglio della sua “famiglia” come lei stessa li ha definiti alla fine del concerto... bravissimi i due ragazzotti, e anche molto simpatici. Taylor è tornata in stile anni 50 insieme alle due ragazze coriste, anch’esse membre della sua band, cantando la title track: SPEAK NOW, emozionante e intrigante allo stesso tempo. Il pubblico, io compreso, era in visibilio, inutile trattenere le emozioni ma quando Taylor è scesa poi in mezzo al pubblico, da li a poco, tutti sono esplosi ulteriormente. Io non mi sono messo, la dolcissima cantante si è semplicemente spostata su un altro palchetto allestito perché lei potesse cantare due o tre canzoni e allietare da vicino anche chi era seduto sugli spalti ed era quindi lontano dal palco. Da dove ero io ho visto l’esibizione sullo schermo ma è stato altrettanto emozionante, anche perché sapevo che Taylor sarebbe tornata da noi quanto prima e lo ha fatto dopo aver fatto canzoni del suo album precedente “Fearless” e cioè FEARLESS e FIFTEEN. Poi ha fatto una canzone durante il suo ritorno sul nostro palco: YOU BELONG WITH ME, una canzone che da sempre considero bellissima e molto ritmata in uno stile Country più classico e decisamente allegra...

Giungiamo senza indugio alla seconda emozione più intensa della serata, anche se oserei dire quella massima dato che il modo in cui è stata fatta la canzone di cui vi parlo tra poco merita da sola l’intero concerto... Era il secondo cambio di abito di Taylor, durante l’attesa, ecco che una delle sue coriste si è esibita in un assolo di violino al centro del palco, erano note che conoscevo benissimo e che mi hanno fatto piangere dalla gioia: ENCHANTED, la canzone che avevo detto nell’opinione dell’album essere la seconda mia preferita ma che in realtà, in seguito a quell’opinione, è diventata velocemente la più bella. Il suono del violino è stato bellissimo ma poi quando è tornata Taylor, mi sono venuti i brividi: da una nuvola di fumo in cima al palco è apparso un Angelo. So che ho già usato questo termine per definirla ma stavolta era davvero così: un vestito lungo grigio chiaro, quasi da sposa, luccicante e decisamente adeguato. Enchanted è partita così, tutti quanti l’abbiamo cantata con intensità astronomica, soprattutto la seconda parte quando dopo la parte centrale, il ritmo della mitica ballad che è la canzone, è esploso il ritmo più intenso del finale da cui nessuno si è esentato... Uno scroscio di applausi e di grida ha accolto la fine della canzone. Il mio cuore non ce la faceva quasi più a reggere.
Il concerto si avviava alla conclusione e Taylor ha voluto di nuovo dirci qualcosa con la sua meravigliosa voce introducendo quella che è un’altra delle sue canzoni più belle e capaci di intrattenere il pubblico: LONG LIVE.. Taylor ha detto che la dedicava a noi, al suo “crowd” (pubblico), parola presente spesso nel testo della canzone stessa. E qui, con lei che ci ripeteva “louder” (cantate più forte), e tutti con le braccia alzate, sotto a cantare. “Long live all the magic we made” (lunga vita a tutta la magia che facciamo) “Tell them how the crowd went wild” (digli quanto il pubblico si è emozionato), “i had the time of my life, fighting dragons with you” (Ho vissuto i tempi della mia vita, combattendo draghi con te( voi))... emozionantissima...
Al termine della canzone, Taylor ha presentato la sua band, singolarmente ed è qui che ha detto che più che la sua band, quella era la sua famiglia. I suoi occhi luccicavano, io continuavo a guardarla, a fissarla e qui c’è stato un momento in cui il tempo si è fermato. Un solo istante, un misero e quasi insignificante istante ma che per me è durato in eterno: in quel piccolo attimo, Taylor mi ha visto, mi ha guardato dritto negli occhi. È stato un momento che non dimenticherò mai, per un solo istante, lei ha visto me, non ci sono parole per descrivere quell’attimo ma vi assicuro che ancora oggi chiudo gli occhi e rivedo quel momento così come rivivo ogni singolo istante del concerto.
LONG LIVE doveva essere la sua ultima canzone della serata. Taylor è uscita ma era ovvio che sarebbe tornata. Il pubblico era impazzito. Ci siamo messi a gridare “Taylor... Taylor... Taylor” e lei è tornata, con uno dei suoi cavalli di battaglia del precedente album: LOVE STORY, una ballata country emozionante che racconta di una storia di amore sulla falsa riga di Romeo E Giulietta, canzone bellissima e conclusione definitiva del concerto. Ho guardato per un’ultima volta l’angelo di Nashville prima che scomparisse dietro le quinte, sono rimasto per un attimo disorientato ma poi mi sono reso conto che non sarebbe più tornata. Me ne sono andato, tra il fiume di persona ancora emozionate come me...
Il ritorno a casa è stato, manco a dirlo, sulle note delle canzoni del cd che in macchina ho voluto ascoltare...

CONCLUSIONE


E qui devo dare un voto. Secondo voi quanto dovrei dare alla luce di quanto detto sopra? La risposta viene da sé: 5 stelle per quella che è stata una delle emozioni più belle della mia vita. Tra i 4 concerti che ho visto nella mia vita (Neri per caso, 1995 – Bryan Adams 1999 – Max Pezzali 2008 – Taylor Swift, 2011) questo è in assoluto il migliore, non solo perché Taylor è bravissima, non solo perché Taylor è bellissima, ma anche per la sua semplicità, per il suo modo di presentarsi e di dimostrarsi una persona semplice. A 33 anni mi rendo conto di non avere paura di dire queste cose, ogni volta che la vedevo sorridere vedevo volare scintille nei miei occhi e sono stato davvero incantato di conoscerla (frase parafrasata dal testo delle sue canzoni e che in inglese suona così: I’m FEARLESS to SPEAK NOW: I saw SPARKS FLY whenever she smiled and I was very ENCHANTED to meet her)... Inutile dire che quando tornerà in Italia sarò li ancora a vederla, anche se dovesse fare il concerto a Palermo, o comunque lontano da me. Ci andrò, un’emozione del genere merita un bis, ma anche un ter... I giorni seguenti al concerto ho rivisto diverse volte i video, le foto scattate, e spesso i miei occhi si sono riempiti di lacrime, non di dolore, ma di emozione, emozione che solo Taylor ha saputo suscitare in me in questa maniera... 5 stelle, inequivocabile...

Marco

Vi lascio i link dei miei video su Youtube di quella serata e un po’ di foto scattate... e il testo di LONG LIVE

http://www.youtube.com/watch?v=6zuQEOOgkWU (Back to December)
http://www.youtube.com/watch?v=jZoOaa7E3T4 (the story of US)
http://www.youtube.com/watch?v=Lb_yQa0fu8I (better than revenge)

LONG LIVE

I say “remember this moment in the back of my mind”,
the time we stood with our shaking hands: the crowds in stands went wild.
We were the kings and the queens, and they read off our names;
the night you danced like you knew our lives would never be the same.
You held your head like a hero on a history book page:
it was the end of a decade, but the start of an age.
Long live the walls we crashed through,
all the kingdom lights shined just for me and you;
I was screaming “long live all the magic we made”
and bring on all the pretenders, one day we will be remembered.
I said remember this feeling, I passed the pictures around
of all the years that we stood there on the sidelines wishing for right now.
We are the kings and the queens: you traded your baseball cap for a crown.
When they gave us our trophies and we held them up for our town,
and the cynics were outraged, screaming “this is absurd”,
’cause for a moment a band of thieves in ripped up jeans got to rule the world.
Long live the walls we crashed through,
all the kingdom lights shined just for me and you;
I was screaming “long live all the magic we made”
and bring on all the pretenders, I’m not afraid.
Long live all the mountains we moved,
I had the time of my life fighting dragons with you;
I was screaming, “long live the look on your face”
and bring on all the pretenders, one day we will be remembered.
Hold on to spinning around, confetti falls to the ground,
may these memories break our fate.
And you take a moment, promise me this: that you’ll stand by me forever.
But if, God forbid, fate should step in and force us into a goodbye
if you have children someday, when they point to the pictures,
please tell them my name.
Tell them how the crowds went wild, tell them how I hope they shine.
Long live the walls we crashed through, I had the time of my life with you.
Long, long live the walls we crashed through,
all the candlelight shined just for me and you
and I was screaming “long live all the magic we made”
and bring on all the pretenders, I’m not afraid.
Singing long live all the mountains we moved:
I had the time of my life fighting dragons with you.
And long, long live the look on your face,
and bring on all the pretenders, one day we will be remembered.
Condividi questa opinione su Google+
Link Sponsorizzati
Valuta questa Opinione

Che utilità avrà questa Opinione per una persona che sta prendendo una decisione d'acquisto?

Istruzioni su come votare

Commenti su questa Opinione
saggiaopinionista

saggiaopinionista

19.02.2012 03:24

eccellente opinione.. non è il mio genere!

riccio.76

riccio.76

30.06.2011 23:41

che ti piacesse più dei neri per caso lo avevo capito hehe, ciaoo!

Lunita

Lunita

16.06.2011 21:12

complimenti

Pubblica commento

max. 2000 caratteri

  Pubblica il tuo commento


Le valutazioni dell'Opinione
Questa Opinione su Speak now world tour (Taylor Swift) è stata letta 1456 volte ed è stata così valutata dagli iscritti:

"Eccellente" per (93%):
  1. saggiaopinionista
  2. riccio.76
  3. Lunita
e ancora altri 39 iscritti

"molto utile" per (7%):
  1. opi1010
  2. LadyMija
  3. eusapia

La valutazione generale di questa Opinione non si basa solo sulla media delle singole valutazioni.