Opinione su "Tel Aviv"

pubblicata 10/05/2017 | Groudy.Blue
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Soddisfacente
Vantaggi spiagge, tempo libero, cultura giovanile, non si sente lo shabbat
Svantaggi corruzione e riciclaggio ancra diffuso
Eccellente
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"La città che non dorme mai: questa sconosciuta"


Per molti Italiani che viaggiano per turismo verso Israele, Tel Aviv non è una destinazione turistica, ma solo un punto d’arrivo per l’aeroporto internazionale Ben Gurion prima di proseguire il proprio viaggio, magari verso la Terra Santa e Gerusalemme. Eppure Tel Aviv è una città che vuole crescere e farsi visitare. Ne vale la pena?

Io ho trascorso quattro giorni a Gerusalemme e quattro a Tel Aviv: una città fondamentalmente volta al turismo sole/mare/fitness con le sue grandi spiagge sabbiose dove giocare a racchettoni tra aree attrezzate per la ginnastica con sale attrezzi all’aperto, corsi di ballo, di yoga,bici comunali a noleggio etc. Ci sono ampie piste ciclabili e per jogging, aree pic nic e una promenade lunghissima.

È una specie di Barcellona del Medio Oriente.

Dicono sia la città che non dorme mai, se volete evitare la quiete ebraica del giorno di shabbat, qui molti sono aperti. È anche una buona città da pied à terre per gli spostamenti. Qui c’è la linea ferroviaria che collega Tel Aviv a Gerusalemme e a tutta la fascia costiera del nord di Israele e potete tranquillamente organizzarvi per pochi shekel gite in città come Cesarea, Haifa e Acri. Da qui partono anche tour in bus e sherut organizzati da compagnie come Eg’ged Tour che fanno pick up direttamente dagli hotel per il Mar Morto, la Galilea, le alture del Golan, Safed, Gerusalemme, Betlemme, etc (info: eggedtour.com)

È una città per molti portafogli: dagli ostelli per la gioventù agli hotel Hilton e Sheraton.

È una città mediterranea, ma si sente che ha qualcosa di diverso per i suoi spazi sterminati e il suo scorrere più lento, con un che di chill out. C’è buona musica soft, una specie di Montecarlo Night in stile pop (date un’occhiata al canale Mtv Israel) e in quanto alla moda, Tel Aviv è stilosa con le sue linee sobrie, le sue tinte uniche e i suoi accessori color sabbia e azzurro, il colore portafortuna!

Tel Aviv la consiglio nelle mezze stagioni, i suoi 30 gradi a maggio e a settembre sono l’ideale.

L’età media della sua popolazione residente è 30 anni!! Sembra di vivere a colori nelle foto in bianco e nero dei nonni da giovani con un ché di boom economico. È una città che vuole essere hipster a tutti i costi…ma è mediorientale, opulenta ma non di moda e borghese come Dubai. Vuole essere la capitale del turismo gay e il paradiso dei vegani, così dice il marketing turistico che ho studiato per bene prima di partire e che ammicca. E’ davvero così? Qualcosa si, qualche altra è ancora in fieri. È una città che si sta rifacendo il trucco pur se fra criticità. Ma vi do qualche consiglio per godervela al meglio.


YAFO PER INIZIARE

Appena arrivati in città non potete gironzolare per Yafo (Giaffa), che in realtà è una cittadella araba a sé stante ma che sembra far parte di Tel Aviv: piena di botteghe di antiquari, tappezzieri e street food mediorientale (il migliore della città!) sembra subito ricordare scorci de Il Cairo usciti dai romanzi di Naguib Mahfuz. Ti entra subito nel cuore. Qui trovate il Flea Market fittissimo di commercianti di stoffe, gioielli e souvenir, la torre dell’orologio da dove partono free tour di Giaffa e di Tel Aviv (info su: www.neweuropetours.eu ). A Giaffa l’antico porto e la cittadella fortificata nasconde scorci incantevoli tra la casa di Theodor Herlz, artisti di strada e recuperi di riqualificazione urbana convertita in esposizioni e gallerie d’arte.

Sicuramente per alloggiare in città vi consiglio di trovare una location vicina a Yafo.
Ma passiamo alla vera Tel Aviv. La sua metropolitana è attualmente in costruzione ma in linea d’aria dalla costa e i suoi grattacieli ai suoi snodi ferroviari ci sono 4 km circa e innumerevoli bus. A me è piaciuto scoprirla a piedi tra strade parallele e qualche piacevole curvatura sulle strade ad ampio raccordo. Bisogna andare a caccia di vetrine e piccole boutique nascoste, localini cool sepolti in un contesto tradizionale. Credevo fosse una specie di Milano con le spiagge, ma non è.


Non mancano i musei e i centri culturali come la casa di Ben Gurion, il museo dell’Hagana (l’esercito israeliano), quello sulla storia di Israele o della diaspora, oppure attrazioni come il Susan Dallal center in cui vedere la compagnia di danza Batsheva.

Per gli amanti del verde non perdetevi il grandissimo parco verde Ha-Yarkon vicino alla Tel Aviv University e scorci come quello del quartiere Neve Tsedek, uno dei più antichi e pittoreschi.

Devo dire che, a parte Yafo, molto che trovate scritto sulla carta, in realtà a pochi punti esclamativi, mi immaginavo di più dal Rothchild Boulevard spesso propagandato. Eppure dico che gli itinerari a Tel Aviv bisogna costruirseli.

Tel aviv è una città indisciplinata, una specie di Napoli a volte, gli israeliani dicono che è uno stato a parte. Lo slang cittadino, le imprecazioni nel traffico, gli occhialoni rayban specchiati e le tshirt Armani il tutto con uno stile tra est Europa e Texas… :P
Eppure ricordatevi che è una città che cerca la sua rivincita nei giovani. Oggi è considerata la Start Up nation, fatevi un giro sul bellissimo sito del comune con tanti spunti organizzativi, start up comprese: tel-aviv.gov.il

Un sito che mi ha aiutato molto è stato Cool Cousin (coolcousin.com), qui potete visitare profili di persone che abitano a Tel Aviv e vedere gli indirizzi di luoghi e negozi associati ai loro stili di vita e scoprire così mete in città. Funzionano molto anche i social eating e la comunità di couchsurfing.

La Tel Aviv by night lungomare è un po’ strana: le luci a led a basso consumo rendono la promenade un po’ scura intervallata dai tanti arabi israeliani che banchettano con i loro barbecue nelle aree picnic adiacenti alle spiagge (cosa che crea disappunto tra gli israeliani). Ma Tel Aviv è anche una città di divieti che si infrangono, come il divieto di balneazione e che invece vede nuotatori a tutte le ore, anche di notte e all’alba (e non mancano le lezioni di surf). Non è una città pulitissima ma ama le fontane di acqua pubbliche, l’acqua è marina desalinizzata, ed è potabile, c’ anche il dispensere per le bottiglie oltre allo zampillo per bere.

Come criticità direi che, si, un certo riciclaggio di soldi si fa sentire. Se allungate lo sguardo fuori dalla vostra vacanza si vedono poliziotti perquisire facce sospette, per mafia, non per terrorismo. Gira un po’ di droga nei narghilé che si vedono in giro e soprattutto, una difficoltà che potrebbe capitarvi è che molti rifiutano pagamenti con banconote di grandi tagli come quelle da 200 NIS (i nostri 50 euro più o meno) per paura che siano falsi.

Detto questo, due giorni pieni per visitare la città ci stanno e non perdetevela come pied à terre per le escursioni fuori porta e i suoi collegamenti ferroviari.
Crescerà, ne sono sicura. Con la speranza che l’apertura l’aiuti a risolvere i problemi di corruzione e le contraddittorietà di una certa società israeliana. Quanto alla cucina, a parte lo street food di prodotti da forno, un po’ sono rimasta delusa dal Vegan, frutta e verdura sono bellissime, ma al sapore tutto è acquoso…sentore di ogm.

Un consiglio d’autore: leggetevi i libri di Etgar Keret, uno scrittore pop di Tel Aviv che sarà la giusta compagnia in città. E durante lo shabbat non perdetevi le piste da ballo allestite sulla Frishmann beach.

Da vedere almeno una volta!

Per organizzarvi al meglio: coolisrael.it

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Commenti su questa Opinione

  • Ciobin pubblicata 27/05/2017
    eccellente
  • Dan91 pubblicata 18/05/2017
    Nn pensavo fosse una città così ricca... Bello chi viaggia...
  • Margherita123 pubblicata 11/05/2017
    al momento non mi ispira moltissimo come meta da visitare ma la tua pagina è eccellente!
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Su Ciao da: 03/08/2000