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Scorsese senza compromessi
Vantaggi acuto ritratto della società americana
Svantaggi non è un capolavoro
Dettagli
| Genere | drammatico |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | ottima |
| Attori | convincenti |
| Sceneggiatura | ottima |
| Colonna Sonora | perfetta |
| Qualità Video (DVD): |
continua
Non si vedono compromessi in "The Aviator" ,ne' tantomeno forzature e melodrammi patetici. Certo non stiamo parlando di capolavoro, ma sicuramente la storia di Howard Huges portata sullo schermo da Scorsese non ha nemmeno lontanamente l'aria di essere un prodottino commerciale sfornato giusto giusto per portarsi a casa la famigerata Statuetta.
La lussuria, l'accidia,la smania ostentata di potere non sono pregi o difetti, ma semplicemente i tratti somatici del personaggio, che viene descritto e inseguito nei propri rifugi solitari,senza per questo essere mai giudicato. La convivenza e la consapevolezza della malattia,e la paura di essere scoperto, tutto funziona a meraviglia e Scorsese tiene alta l'attenzione mischiando e contrapponendo momenti più drammatici a momenti più esilaranti. Sullo schermo intanto non possiamo far altro che apprezzare e godere delle immagini che Scorsese decide di regalarci; una confezione preparata su misura e curata in modo eccellente. Scenografie in continuo movimento e una fotografia sempre al servizio della storia,e qualche sfizio registico in grado, ancora come al tempo, di saziare i palati cinefili più esigenti. Basti solo vedere con che calore siano trattati i riferimenti cinematografici dell'epoca, la cura delle ambientazioni, alla finezza dei linguaggi per rendersi conto che "The Aviator" non e' un prodottino commerciale fine a se stesso,ma un opera in cui si respira la passione che Scorsese nutre per il cinema. Ottima l'interpretazione di Di Caprio,che riesce finalmente a scrollarsi di dosso quell'aria da eterno adolescente e a risultare assolutamente credibile sia nel lato brillante e egocentrico,sia nel lato tenebroso e malato. Howard Huges non è un personaggio positivo:è un donnaiolo,è egocentrico,è deviato mentalmente,e soprattutto non si piega al sistema,ma cerca di combatterlo mettendosi a nudo in una sorta di redenzione finale.
Dobbiamo forse cercare in questo risvolto i motivi per cui Scorsese ha fatto da spettatore anche stavolta al Kodak Theatre? Se vogliamo Scorsese/Huges in una linea immaginaria hanno fatto la stessa cosa. Sono rimasti se stessi e hanno sfidato il sistema. Ma il cinema non è il mondo reale,e se Huges ottiene una sorta di vittoria (almeno sul potere), l'Hollywood conservatrice continua ad apprezzare i melodrammoni e ad ignorare i maestri.
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ciaoebello 24/07/2007 03:13
marcio 02/07/2005 16:01
Fiordilola 18/06/2005 18:58
tizyana 16/06/2005 10:12
Con la tua opinione mi hai fatto un pò ricredere su questo film, non l'ho visto ma ne avevo sentito parlare negativamente.
leonessa82 16/06/2005 09:55