L’alba di una nuova era glaciale
17.07.2004
Vantaggi:
da un certo punto di vista il film può anche essere istruttivo, aiutando a non sottovalutare le politiche ambientali; bella la parte iniziale in cui vengono esposte le teorie alla base della pellicola; inquadrature di New York completamente innevata
Svantaggi:
alcuni personaggi vengono volutamente presentati come sprovveduti; alcune scene sono troppo enfatizzate;
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
Tensione:
Trama
Attori
continua
 tumtum
Su di me:
Iscritto da:19.08.2000
Opinioni:497
Fiducie ricevute:210
In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 40 utenti Ciao
La storia del cinema è piena di film che predicono un nuovo scenario sia politico che naturale riguardante le nazioni del nostro pianeta e, come quasi sempre accade, a fare le spese di questi disastri, o semplici cambiamenti naturali se si preferisce, sono sempre i potenti di turno, ossia coloro che allo stato attuale mantengono una grossa influenza sulle vicende internazionali. A questa regola generale non sfugge neppure “L’alba del giorno dopo”, diretto da un regista, Roland Emmerich, che già in passato, come ad esempio in Godzilla per citare solo il film più recente, ha manifestato tutta la sua predilezione per il genere catastrofico. La trama principale del film non è frutto di pura fantasia, dato che si basa su una teoria scientifica portata avanti da alcuni scienziati, ed in base alla quale il continuo innalzamento delle temperature terrestri, dovute anche ad una politica ambientale poca attenta e rispettosa della natura, porterebbe ad un lento, quanto inesorabile scioglimento dei ghiacciai dei poli. Tale fenomeno avrebbe delle ripercussioni negative sugli equilibri climatici del pianeta visto che tale massa d’acqua potrebbe arrivare a modificare la corrente nord-atlantica, che regola gran parte delle condizioni climatiche del globo terrestre, causando in tal modo un repentino cambio di temperature che farebbe sprofondare il pianeta terra in una nuova era glaciale. A scanso di equivoci va subito chiarito che questa teoria, pur essendo realmente portata avanti da alcuni scienziati di diversi paesi, e pur basandosi su dati scientifici attendibili, prevede per la sua completa realizzazione un arco temporale abbastanza lungo, per cui non è provabile sulla base di una semplice osservazione dei dati attuali. La sua evoluzione, in altri termini, è stata calcolata in centinaia se non migliaia di anni, e va ribadito che si tratta di una teoria che non trova supporto alcuno nei dati attualmente in possesso di studiosi del clima e dei vari cambiamenti terrestri.Naturalmente, per esigenze puramente cinematografiche, il tutto viene velocizzato e portato ai nostri tempi. La parte iniziale del film è estremamente interessante proprio perché espone questa teoria dal punto di vista teorico e fa capire bene allo spettatore, anche il meno esperto in materia, come me, di cosa si sta parlando e quali possano essere le conseguenze per l’intera umanità. In questa parte della pellicola viene sottolineata, e leggermente enfatizzata, secondo me (non me ne vogliano gli ambientalisti !) le politiche ambientali dei vari paesi, in particolar modo degli USA, poco rispettosi dell’ambiente, e scarsamente attenti a quelli che possano essere i possibili scenari futuri. Personalmente credo che un tantino di esagerazione ci sia, anche nel mettere costantemente sotto accusa gli Stati Uniti e facendo passare il loro vice-presidente come il primo degli sprovveduti. Protagonista del film è il climatologo Jack Hall, interpretato da Dennis Quaid, che è il portatore di questa teoria che prevede, nel corso degli anni, un profondo cambiamento del clima dell’intero globo, con una nuova era glaciale come parte conclusiva di quest’evoluzione. Il professor Hall rimane lui stesso sorpreso nel veder avverarsi le sue previsioni in tempi tanto brevi, e la parte centrale della pellicola è tutta incentrata sulle possibili contromisure da adottare per fronteggiare questa nuova situazione. Il film si sviluppa lungo due canali principali, che finiscono inevitabilmente per incrociarsi nelle vicende del protagonista principale. Infatti, da un lato si deve far fronte all’emergenza che sta colpendo gran parte dell’America del Nord, ed il professore è l’unico che può suggerire la via migliore da percorrere, mentre dall’altro lato ci sono le vicende familiari, che spingono il professor Hall ad abbandonare ogni prudenza e a cercare di raggiungere una New York letteralmente sommersa dalla neve e dai ghiacciai,nel disperato tentativo di salvare il figli Sam rimasto intrappolato nella biblioteca comunale. Bellissime sono le immagini che fanno vedere una New York insolita, interamente coperta dalla neve e con i suoi simboli letteralmente devastati dalle forze della natura. La gran massa d’acqua che si libera dai ghiacciai spinge nel centro cittadino una grossa nave, che finisce per fare da sfondo a tutte le inquadrature che riguardano le finestre della biblioteca. Evito accuratamente di svelare la parte finale, anche se posso anticipare che non mancheranno di certo i colpi di scena. In conclusione posso soltanto dire che si tratta di un bel film, anche educativo da un certo punto di vista, poiché credo che la visione consigli a chiunque di rispettare maggiormente l’ambiente e tutto ciò che ci circonda. Restano le facili supposizioni che si traggono dal film, e che andrebbero riviste, come quella di un vice-presidente USA totalmente avulso dalla realtà e la continua accusa alle politiche ambientaliste americane. A mio avviso, pur avendo questa nazione delle responsabilità in materia, e pur essendo tali responsabilità anche più gravi di quelle di altri paesi, è perfettamente inutile continuare, anche solo cinematograficamente parlando, continuare a puntare l’indice contro un’unica nazione considerandola sempre e comunque generatrice di tutti i mali. L’ambiente è una materia che riguarda l’intera umanità, quindi nessun paese escluso, e va trattata come tale, in modo globale. Se gli Usa sono mancati in qualche passaggio di certo non si può dire che le altre nazioni, tutte incluse, abbiano brillato per efficienza ed attenzione alle politiche ambientali, per cui credo che questo sia veramente un passaggio inutile e fuorviante. Sottile anche se degna d’attenzione la vena ironica del regista nel ridisegnare i nuovi scenari globali all’indomani della nuova era glaciale. Due sono le scene significative messe in risalto dal regista: quella che vede gli americani chiedere aiuto al vicino Messico, che nega l’apertura delle frontiere nei confronti degli americani , esattamente come gli USA hanno per anni fatto nei confronti dei messicani, e soprattutto il continente africano che si ritrova ad ospitare i sopravvissuti americani, visto quasi come un ribaltamento delle forze. Il paese prima considerato terzo mondo che diventa la sola via di salvezza dell’intera umanità.
Compara i prezzi
ordinate per Prezzo
Azione per questa opinione
Leggi di più su questo prodotto
Prodotti interessanti per te
|
|
20.10.2004 10:00
bella opinione, il film invece non è niente di speciale. Ciao.
31.07.2004 18:00
Il film di per se è banale, anzi di più. Le tematiche invece sono attuali e andrebbero affrontate seriamente. Complimenti per l'opi. Ciao. Vincenzo.
26.07.2004 14:30
Educare al rispetto dell'ambiente è sempre positivo, ma il catastrofismo gratuito non mi è mai piaciuto. Poi lo sappiamo che in ogni caso tra qualche mille anni arriverà una glaciazione, si tratta di cicli geologici che continuano da quando è nata la terra. CIAO!!!