Catastrofe sotto zero
17.11.2004
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 Danybag
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sono tornata a curiosare... wow!
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L’uomo da sempre attua cambiamenti sull’ambiente naturale che lo circonda, sfruttandone le risorse, ma soprattutto modificandolo a suo piacimento. L’ultimo film di Roland Emmerich, regista tra l’altro de “il Patriota”, di “Godzilla” o “Indipendence Day” ha come sfondo appunto un improvviso mutamento delle condizioni climatiche del pianeta, condizioni che ben presto creeranno un disastro mondiale di proporzioni inaudite. Andiamo con ordine. Il film in questione è “The day after tomorrow”, tradotto per il pubblico italiano con “L’alba del giorno dopo”, uscito nelle nostre sale quest’anno. Ci troviamo davanti ad un film, che possiamo inserire nel genere “catastrofico”, a volte definiti anche “americanate”, nei quali gli Stati Uniti si trovano al centro di situazioni gigantesche e paradossali, come un’invasione aliena, una catastrofe naturale, una missione spaziale che salva l’umanità o l’arrivo di quale mostro geneticamente modificato, che solitamente richiede l’intervento diretto della Casabianca. Emmerich quindi non è nuovo a questo genere di film e quindi ancora una volta il regista pone al centro del racconto una città, un gruppo di persone in pericolo, una storia d’amore e ovviamente un pericolo imminente, davanti al quale l’uomo è impotente.Il dottor Jack Hall (Dennis Quaid) è un’esperto climatologo statunitense, che studia e tiene sotto controllo il clima e i cambiamenti climatici del globo terrestre. Dopo una gigantesca e rapida disgregazione di un ghiacciaio, Jack sviluppa una teoria, secondo la quale una modifica della corrente del Golfo, data da un precoce scioglimento dei ghiacciai, porterebbe a degli sconvolgimenti climatici di proporzioni inaudite, in poche parole ad una nuova era glaciale, una glaciazione. Un cambiamento indotto dall'inquinamento.Le previsioni sono, secondo gli studi del climatologo, aiutato da un collega britannico, da registrarsi nell’arco di secoli, ma qualcosa non va proprio come si era previsto. Alcuni sensori infatti, costantemente monitorati da un gruppo di studiosi scozzesi, iniziano a segnalare improvvisi abbassamenti delle temperature degli oceani. Le rilevazioni trovano conferma in diversi uragani, di dimensioni mai viste, che iniziano a devastare diversi angoli del pianeta. Mobilitazione generale, anzi nazionale, perché il governo, compresa l’entità della catastrofe, precedentemente sottovalutata, che si sta per abbattere sul paese, accetta di far evacuare il sud del paese verso il Messico, in cambio della cancellazione del debito (!). Fin qui tutto tranquillo. Il figlio dello studioso però, Sam (Jake Gyllenhaal), si trova con alcuni compagni di classe, provate a dire dove,… esatto New York. New York City viene diviene ben presto, e c’era da immaginarselo, il centro della catastrofe climatica, l’apice della catastrofe, dove niente, neppure la Statua della Libertà, riesce a sfuggire a onde gigantesche improvvisamente di ghiaccio e ad un freddo glaciale che riesce a congelare persone e cose praticamente all’istante. Sam, assieme agli amici, tra cui una ragazza e gruppi di persone sfuggite assieme a loro dalle strada, si rifugia nella biblioteca di Manhattan, ascoltando il consiglio del padre di non muoversi o uscire all’aperto. Cosa che invece non farà Jack, deciso ad andare a recuperare il figlio, é improvvisando un’improbabile spedizione “stile Amundsen”, per recuperare il figlio bloccato nella Grande Mela. Come si evince dalla trama, moltissimi particolari sono davvero scontati e già dall’inizio del film, si riesce ad intuire un possibile svolgimento della vicenda. Gli elementi in fondo sono sempre gli stessi: la catastrofe, il gruppetto di aspiranti supersiti, sempre molto eterogenei nel loro insieme (il ricco viziato, il barbone di colore, il ragazzo intraprendente, il genietto tutto fare ecc), una storia d’amore, la popolazione in pericolo e le decisioni politiche prese dall’alto, con l’aiuto degli esperti in materia di turno. Niente di nuovo insomma. A questo possiamo aggiungere la valanga, è proprio la caso di dirlo, di effetti speciali utilizzati in larga scala per rendere l’effetto di metropoli sommerse dalle nevi, dal freddo, da uragani violentissimi ed enormi, dall’avanzare di temperature inimmaginabili, che paralizzano e ghiacciano ogni cosa, ogni piano di qualsiasi grattacielo e si propagano quasi fossero animate in ogni spazio e luogo. Ciononostante il film regala allo spettatore 2 ore di intrattenimento e comunque coinvolge ed appassiona, con colpi di scena inaspettati e una certa tensione per le sorti del nostro amato pianeta. Questa volta, non trovandoci di fronte ad un Godzilla spacca tutto, viene da chiedersi come sarà possibile uscire da una situazione così, nella quale tutto l’emisfero nord del Pianeta si trova improvvisamente ricoperto dal ghiaccio. Nessun supereroe o armi potenti e segrete per salvare l’umanità: di fronte alla potenza della natura, per quanto esagerata ovviamente, per lo meno nella tempistica, l’uomo rimane comunque impotente. L’unica cosa che rimane possibile è salvarsi. Questo nel film ovviamente. Che il messaggio sia invece una sottile denuncia? Un rendere noto che l’ambiente forse va trattato meglio di quanto non si stia facendo? Un messaggio ecologista per la tutela del patrimonio ambientale globale prima che sia troppo tardi? Forse anche, visto le polemiche attorno alla politica suscitate nel Stati Uniti. Fatto sta che il film non ha pretese scientifiche e non si basa su dati attendibili. Quel che Emmerich ha creato è una pellicola ad alto potere impressionante, dove la finzione cinematografica la fa da padrone, condita da effetti speciali ed un tocco di sentimentalismo. Magari con una sbirciatina ad un possibile, lontano futuro.
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20.11.2006 19:47
A me è piaciuto sino a metà....
11.07.2006 20:47
molto utile.. solo perchè sono fissata con gli extra dei dvd ;-)
19.08.2005 19:04
L'ho visto, giudizio medio, film godibile ma che vorresti vedere una sola volta :)