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The Million Dollar Hotel

Opinione

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4 Stelle musica per film(s)
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Dettagli

Qualità dei testi 5
Qualità della musica 5
Voce artista 5

L'autore

Michelef_68 Dal 16 ago 2005

cosa ho visto, ascoltato gustato? difficilmente lo ricordo. devo scriverlo per non riconoscermi... continua

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La collaborazione tra gli U2 e Wim Wenders è diventata un' "esperimento" al quale siamo abituati quasi con la cadenza di una consuetudine.
Il risultato piu riuscito è probabilmente il clip per "Night and day" (Cole Porter) diretto dallo stesso Wenders in un gioco video di bianco nero/colore semplicissimo, sconcertante per il suo rigore da elettronica povera.
L'ultima produzione del regista tedesco (?) localizza un fulcro vitale nell'assemblamento di colonne sonore, la cui combinazione con le immagini non ha mai rappresentato un lavoro dal rigore ricercato.
Casomai è nell'imperfezione di doverci mettere tutto e assolutamente in campo che si riesce a compiere l'esperienza visiva del contrasto e di un tempo suono/immagine (im)possibile.
Until The end of the world è probabilmente il primo tentativo nella filmografia di Wenders di accostare iperftroficamente un'improbabile quantità di suoni, di brani e di percorsi musicali al limite della tollerabilità; incipit interrotti, tracce sospese, appena accennate, sfumate bruscamente. False partenze legate ad un fascino tutto casuale, un po' cialtrone e fortemente emozionale nell'introdurre l'elemento della casualità in una forma visiva spesso fin troppo manieristica.
"The Million Dollar Hotel" è un passo indietro, per lo meno nelle intenzioni. Il Modello di riferimento piu prossimo è la struttura sonora di Paris Texas. Non strettamente da un punto di vista musicale (anche se ci sono delle affinità specifiche) ma nel tentativo di concludere uno Score di supporto piu solido e narrativamente sviluppato con una serie di ganci ed espedienti tematici rigorosi.

E' chiaro che siamo nell'ambito di un sistema sonoro che si affida alla ripetizione come elemento di struttura fondamentale.
I pochi interventi corrispondenti al congegno di una song vengono clonati in doppie o triple versioni che piu che alla dinamica del remix fanno pensare a delle vere proprie riprese di un nucleo tematico.
C'è una coerenza timbrica che fa pensare ai lavori meno personali di Badalamenti da un punto della quantità compositiva (Wild at heart, Fire walk with me).
E Fuoco cammina con me è un altro spettro presente, se non altro per la rarefazione sonora di sapore ambient-Jazz che accomuna i due lavori.
Il super combo formato in parte dagli U2, in parte dalla loro storia produttiva (Flood, Eno, Lanois) e ancora da un frammento evolutosi dalla vecchia Eg Records dello stesso Eno (il trombettista John Hassell) e dal tentativo di fondere il tutto con nomi illustri della sperimentazione Jazz degli ultimi anni (Frisell, Brad Mehldau tra gli altri), elabora un suono che si muove intorno ad un universo sonoro decisamente aderente alle esperienze Eno/U2. Il consueto Apollo soundtrack da una parte e gli U2 di brani come "The three sunrise" sono il propulsore sonoro da cui parte l'elaborazione.
"Amsterdam Blue", la track piu convincente, si avvicina agli esperimenti ambient-dub di Bill Laswell e rinnova sorprendentemente le capacità timbriche e "narrative" di John Hassell, recentemente perso attraverso un uso di retroguardia nello sperimentare pattern timbrici vicini ad una forma poco convincente di drums and bass, utilizzata come semplice abbellimento.
E' attraverso questa forma di Suono vicino al deserto country di Joshua Tree (per lo meno nella trama intrecciata dai giochi del vecchio DX7 di Eno) che l'ostacolo di un brano assolutamente logoro come "Satellite of love" di Lou Reed si riconfigura come un episodio stimolante; qui, la voce di Milla Jovovich, coadiuvata dalla Million Dollar Hotel Band (battezzata per l'occasione) lavora su un singing impossibile, sussurato, ai limiti dell'atonalità o dell'incapacità ad estendersi, fino ad un rantolo roco, giocato sulla capacità di feedback del microfono e sul simulacro di un incedere Jazz-Blues sofferto.
Rispetto al tentativo di rendere Satellite of love fantascientificamente piu vicina a John Cale che non a Lou Reed, nella ripetizione cangiante di uno stesso nucleo e appiattendone il procedimento melodico-pop, a favore della possibilità di inserimento di un Jazz bastardo, un brano come "Dancing Shoes" risulta speculare.

Al Posto della Jovovich Bono gioca con la stessa forma di estremizzazione, ma con una capacità vocale indubbiamente superiore, e interessante nel modificare un timbro altrimenti riconoscibile e già divenuto uno standard.
"The million dollar hotel" ha una confezione ineccepibile nel presentarsi come colonna sonora, e riesce ad offrire una sensazione omogenea nel trattamento del suono e delle songs che vi ci annegano.
Viene in mente la sequenza finale di "Blackout" di Abel Ferrara, dove l'urlo di Bono ("Miami") si sovraespone all'annegamento dei fotogrammi neri tra le immagini, come tentativo drammatico di trasfigurare la forma e il timbro di un suono e di una voce popolare in una collisione straniante.
dentro "The million dollar hotel" (il film) tutto combacia perfettamente, purtroppo.

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Pagina 1 di 2 | 1 - 5 di 6 commenti
  • lucolino 07/11/2005 15:46
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • epy 24/08/2005 21:34
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • CaioBritannico 24/08/2005 08:45
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Danix91 23/08/2005 18:02
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    però, è la prima volta che vedo uno che ha appena iniziato a scrivere in Ciao e lo fa così completamente... bravo ti meriti la mia fiducia!!!

  • irinagorbaciova 23/08/2005 17:28
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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