Opinione su "Titanic"

pubblicata 30/03/2005 | pupaolo
Iscritto da : 26/07/2003
Opinioni : 1075
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Su di me :
Soddisfacente
Vantaggi accurata ricostruzione ambientale
Svantaggi interpreti
molto utile
Regia
Sceneggiatura
Colonna Sonora
Genere
Età minima

"S.O.S., affondate Di Caprio!!!"

Un giornale annuncia la tragedia

Un giornale annuncia la tragedia

Titanic. La fine tragica di una sfida tra la tecnologia e il mare, con vittime sacrificate sull'altare dell'orgoglio e della presunzione.
Il cinema e la letteratura si sono occupati della vicenda di questa nave "inaffondabile" con dovizia: oltre 6 mila sono i libri scritti sull'argomento mentre i film girati tra il 1915, appena tre anni dopo la tragedia, e oggi sono, comptrendendo anche quelli per la tv, quasi una trentina.
Nel 1915 fu il regista italiano Pier Angelo Mazzolotti a portare sullo schermo l'affondamento del Titanic (interpreti Mario Bonnard, Giovanni Casaleggio e Luigi Duse).
L'ultimo, in ordine di tempo è "Titanic" di James Cameron. Ma prima di recensire questo film vorrei citare quello che è forse il migliore, per accuratezza ricostruttiva e lo stile quasi documentaristico che lo contraddistingue: il film di di Roy Ward Baker il cui titolo italiano è "Titanic latitudine 41Nord" che lo scrittore inglese Eric Ambler sceneggiò dal libro-documento di Walter Lord.
La storia della grande nave è nota:
Il Titanic (come la sua gemella "Olimpic", la cui esistenza ha fatto fiorire leggende su un possibile scambio di navi) apparteneva alla compagnia White Star ed era stata approntata nel quadro di una concorrenza con l'altra grande compagnia di navi passeggeri, la Cunard, che deteneva il primato nelle linee marittime per passeggeri. La White Star era consociata della Marine Mercantile di Pierpont Morgan. Era costui, allora, uno degli uomini più ricchi al mondo, al punto che nel 1895 aveva salvato gli Stati Uniti dall'inadempienza della convertibilità del dollaro in oro (una storia questa che meriterebbe di essere raccontata). Morgan era di fatto il vero e solo finanziatore e proprietario del Titanic.
Che nell'aprile 1912 lascia il porto di Sputhampton per il viaggio inaugurale. I passeggeri sono divisi in tre classi e il costo del biglietto, fatte le debite proporzioni, era proibitivo per tutte e tre (la prima classe costava qualcosa come 120 milioni di euro di oggi e i 35 dollari di allora per la terza classe erano cifra alquanto considerevole per dei poveri emigranti quali erano la gran parte dei passeggeri di questa).
Al comando della nave era Edward John Smith, sessantaduenne e quasi al termine della carriera. Una carriera che, a dispetto delle note che riportava il registro navale, non fu certo brillante, costellata da innumerevoli incidenti, fra i quali si annoverano un paio di incagliamenti e più d'una collisione.
A bordo della nave c'era anche, quale rappresentante della White Star, J. Bruce Ismail, uno dei soci. Pierpont Morgan, che avrebbe dovuto essere a bordo, aveva disdetto il viaggio pochi giorni prima.
Non è certo se fu Ismail ad ordinare a Smith di andare alla massima velocità. C'è da ricordare che allora vi era una specie di gara tra navi passeggeri. La più veloce si fregiava del "Nastro Azzurro" e allora questo era detenuto dalla Cunard e certo la White Star avrebbe voluto strapparglielo. La velocità sostenuta accelerò la durata del viaggio: più lenta e le cose sarebbero andate quasi certamen te in modo diverso. Ma questp è il senno di poi.
Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, al largo di Terranova il Titanic, già avvertito in precedenza da messaggi di altre navi (inascoltati, peraltro, da Ismay e Smith) incappa in una zona con numerosi iceberg. La nebbia e soprattutto l'assenza di vento (che avrebbe aiutato a "percepire" l'iceberg molto prima a causa dell'odore di putrefazione che queste montagne di ghiaccio di solito emanano) impedirono una tempestiva manovra che evitasse l'impatto. E alle 23.40 il Titanic urtò la massa ghiacciata dell'iceberg.
Meno di un'ora dopo il comandante dava l'ordine di approntare le scialuppe e di farvi entrare prima le donne e i bambini. Qui sta un altro punto della tragedia: le scialuppe erano insufficienti: prima del viaggio molte erano state tolte per ragioni di spazio e di estetica: solo la metà dei passeggeri avrebbe potuto trovarvi posto. Ma la concitazione del momento fece sì che a salvarsi fossero ancor meno. Di 2227 persone, tra passeggeri e mebri dell'equipaggio, il Carpathia, unica nave (della Cunard) che riuscì a giungere sul posto, ne raccolse 705. Per gli altri l'abbraccio gelido e mortale del mare.
L'orchestra della nave, un gruppo di sei persone, ricevette l'ordine di suonare per dare l'impressione che tutto fosse sotto controllo: andarono oltre e suonarono fino a 20 minuti dall'affondamento, senza cercare di salvarsi. Furono visti, come raccontò un superstite, alla fine seduti su una panca mentre la nave affondava e loro con essa. Ragtime, blues e valzer pare siano state la colonna sonora della ultime ore del Titanic e delle vittime che portò con sè.
Smith morì, e le versioni sul come furono molte ma nessuna più accreditabile di un'altra. Ismay riuscì a trovare posto, diciamo "fortunosamente", su una scialuppa.
Da questa storia vera James Cameron ha tratto il canovaccio del suo colossale film, che segna la produzione del 1997 in modo preponderante, confermato anche dalle 14 nomination che divennero ben 11 Oscar, oltre che da numerosi altri riconoscimenti.
Il film ha pregi e difetti, come ogni opera cinematografica. E i pregi sarebbero di gran lunga superiori se alcuni dei difetti, o meglio uno solo ma rappresentato da due persone, non finissero per prevalere.
La sceneggiatura è ripsettosa della vicenda storica, solo qui arricchita della vicenda sentimentale che fa perno sui due protagonisti. Una storia d'amore tra una lei ricca passeggera di prima e un lui, povero, di terza. E' attraverso il ricordo di lei, Rose, che riviviamo non solo la storia d'amore con Jack, ma la vicernda di quella breve traversata oceanica e della sua tragica fine.
Va dato atto al regista Cameron di aver posto attenzione puntigliosa alla ricostruzione, oltre che dei fatti, degli ambienti. Ricostruzione della nave fatta in gran parte attraverso la documentazione ricavabile dalla gemella "Olimpic". Le scene sono spettacolari al punto giusto, l'emozione che il drammatico affondamento fa propvare allo spettatore è ben calibrata.
"Titanic" è uno di quelli che una volta si chiamano filmoni: sontuoso nella fattura, soddisfacente nell'intrattenimento, con giusta dose di sentimento, dramma e quanto occorra a stimolare la curiosità. E poi "una storia vera", che non guasta mai se trattata senza eccessivi fronzoli o licenze registiche, cosa di cui Cameron si dimostra all'altezza.
Ma il difetto, il "peccato originale" che condanna alla fine il film, che ne mette in ombra in modo inesorabile anche i pregi, sono i due protagonisti: il Jack di Leonardo di Caprio e la Rose di Kate Winslet. Improbabili entrambi in ruoli che non riescono a rendere sufficientemente credibili. Due protagonisti di plastica, lui fin troppo lezioso e finto, lei matronale più bulimica che innamorata. E per soprammercato la scena, questa sì che ci poteva essere risparmiata, dei due sulla prua a braccia spalancate. Bella quanto inverosimile e che fa venir voglia di vedere la Winslet e soprattutto di Capria precipitare fin da quel momento in mare risparmiando la fatica all'iceberg e lasciando lo spettatore godersi il dramma senza quei due tra i piedi. E nemmeno la bella canzone "My heart will go on", cantata da Celine Dion e a lungo poi nelle hit, riesce ad instillarci nell'animo sentimenti meno cattivi.
A mjio parere il film poteva riuscire meglio, anche perchè Cameron è tipo di mestiere valente, e forse andrebbe bene così se non fosse per il fatto che vederlo sopravvalutato fin troppo dai membri dell'Academy (francamente 11 oscar appaioni esagerati) porta a un giudizio più critico di quanto non sarebbe avvenuto con una premiazione meno ridondante. L'unico merito che va dato ai parrucconi dell'Academy è di aver negato l'Oscar al Di Caprio.
In alcuni Paesi il film è stato oggetto di divieti ai minori, variabili tra gli 11 e i 18 anni (in questo caso la Corea del Sud, ma solo per l'edizione su schermo, per il DvD l'età è stata ridotta a 14), motivati variamente dalla crudezza del linguaggio, o dalla sensualità di alcune scene, da nudità oppure perchè la scena del disastro è apparsa ai censopri troppo shoccante o violenta.
Film da vedere, apprezzabile. Ma non da farci follie!
Buona visione.

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Commenti su questa Opinione

  • alemon92 pubblicata 17/10/2015
    Grazie
  • ocram32 pubblicata 22/05/2007
    ok per i due interpreti(però Di Caprio ne ha fatta di strada dopo Titanic..),cmq il film merita per gli effetti speciali
  • CheCarina pubblicata 02/05/2007
    Opinione altamente IRRITANTE, direi quasi all'inverosimile!!! Titanic è uno dei migliori film mai girati, sia per la qualità tecnica e il lavoro di " dietro le quinte", sia per l'impegno offerto da tutti i protagonisti, sia nella storia reale che nella creazione di una sceneggiatura geniale!! Il tuo titolo poi ( s.o.s. affondate Di Caprio ) è davvero insopportabile: non hai capito nulla del film e ciò mette solo tanta tristezza!!! Per me, attori geniali, ( alla faccia dell'invidia che qualcuno possa provare!!)
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Su Ciao da: 11/05/2000