To Rome with Love

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Quattro ( scialbe) cartoline

2  28.04.2012

Vantaggi:
L'esplorazione fotografia di Roma  -  alcune rare situazioni divertenti

Svantaggi:
Pieno di banalità ridondanti e quasi offensive nei confronti di una splendida città come Roma

Consiglio il prodotto: No 

marcunz

Su di me: ------------☆★

Iscritto da:06.12.2008

Opinioni:348

Fiducie ricevute:201

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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 92 utenti Ciao

LA TRAMA

Il film è ambientato nella città di Roma e diviso in quattro episodi.
Jerry ( Woody Allen) è un ex produttore discografico. Con sua moglie Phyllis ( Jude Davis) si recano a Roma per trovare la figlia e si imbattono in un consuocero con la passione del canto.
Jack ( Jessie Eisenberg) è un architetto che si invaghisce di Monica ( Ellen Page). Ad aiutarlo ci saranno i consigli di John ( Alce Baldwin).
Leopoldo ( Roberto Benigni) diventa improvvisamente celebre poichè scambiato per un attore famoso.
Antonio ( Alessandro Tiberi) è sposato con Milly ( Alessandra Mastronardi). Entrambi arrivati a Roma per vivere una vita migliore, finiscono vittime di incredibili equivoci..

LA RECENSIONE

ULTIMA OPERA ALLENIANA

Come qualcuno avrà letto ( avevo scritto un'opinione al riguardo) il penultimo film di Woody Allen mi aveva entusiasmato parecchio. Questo è stato il motivo principale che mi ha spinto a vedere la sua ultimissima opera al cinema. Non l 'avessi mai fatto..
Il cinema di Allen ormai subisce una piega che definire stereotipata è un complimento. Certo, un artista con il passare del tempo ( e delle opere che crea) non può essere sempre per forza di cose sempre originale e sempre foriero di una creatività scoppiettante che sgorga copiosamente dalla fonte creatrice della sua mente. Allen ha sondato in lungo e in largo le varie città del mondo, attribuendo ad ogni città dei significati ben precisi. Abbiamo avuto così città blasonate come Londra, Barcellona, Parigi ed infine Roma. Ad ogni città il regista americano aveva associato un soggetto ben preciso. Così come Londra era stato il setting per il delitto, Barcellona per la passione, Parigi per il passato che tornava prepotentemente, Roma diventa il setting ( amorale) per quattro folli storie. Storie e situazioni in cui degli improbabili personaggi finiscono, loro malgrado, per essere coinvolti. In questo caso storie che non fan decollare la storia ma anzi..il cinema di Allen si appesantisce tutto d'un botto con questa ultima città ( sic!).
Il punto della questione è infatti il cinema inteso come mero contenitore di stereotipi e non come opera/spunto in grado di proporre nuovi schemi, nuovi modi di pensare. In altre parole, il cinema inteso come ricerca artistica non a livelli elevati ma comunque ad un livello dignitoso. In questo caso "To Rome with love ( lo stereotipo Alleniano parte sin dal titolo cari amici) è un film che per l'occasione viene tirato
Fotografie per To Rome with Love
  • To Rome with Love 3 - To Rome with Love
  • To Rome with Love 1 - To Rome with Love
  • To Rome with Love 2 - To Rome with Love
  • To Rome with Love 4 - To Rome with Love
To Rome with Love 3 - To Rome with Love
To Rome with Love
a lucido per mezzo di un cast esemplare ma imbolsito dal tempo ( ne parleremo poi).

L'ESPLORAZIONE ALLENIANA DI ROMA

Allen opera su due fronti: quello prettamente tecnico ( la fotografia con i suggestivi ed emozionanti paesaggi) e la storia vera e propria, che si può definire una storia ad incastro composta da quattro episodi.
Dal punto di vista della fotografia il film assomiglia più ad un omaggio, ad una graziosa ma abbastanza banalotta cartolina della pur semple splendida capitale, in cui suggestivi raffreschi vengono a mio avviso rappresentati con un certo atteggiamento asettico, da turista americano, cosa che non sarebbe forse stata se a dirigere il tutto ci fosse stato un regista italiano ( ragioniamo nel campo della pura ipotesi ovviamente). Certo, vero è che la storia si basa sulla visita di quattro turisti nella capitale ( questo giustificherebbe il già citato occhio), ma ciò non toglie che la visione di Allen sia distante, quasi fredda, ghiacciata non si sa bene da chi o da cosa ( marketing?)
Alcuni piani sequenza illustrano la Roma adatta appunto ad un occhio straniero. Sulla fotografia posso quindi esprimere il mio plauso, un plauso che si giustifica proprio solo per la bellezza architettonica rappresentata che ovviamente non può lasciare indifferenti.
Purtroppo però questo non è un documentario sulla città ( forse avrebbe avuto più successo). Alle già citate fotografie si aggiunge anche una parte storica e qui iniziano le dolenti note.

I TEMI, LE STORIE PROPOSTE

Al di là quindi della pur efficace e lucida fotogafia, vengono proposti i consueti temi cari al regista tra cui le consuete nevrosi, i tradimenti, le auto - riflessioni e le auto - citazioni ( "Stardust memories" per esempio). Però al di là di questo, le storie proposte sono di per sè piuttosto fiacche ed inconcludenti
Nella prima viene messa in evidenza Piazza di Spagna e Fontana di Trevi, punti di incontro per una storia d'amore tra una turista americana ed un romano.
Questa è la stessa storia in cui appare Allen ( in un trionfo di auto esaltazione, oppure in un trionfo di mancanza di originalità). Il regista appare con un'interpretazione meccanica e priva di forza vitale.
La seconda storia è una sorta di elogio dell'amore romantico, per mezzo del quale il vissuto Baldwin cerca di rassicurare l'inespero Eisenberg.
Il trittico Eisenberg- Baldwin - Page suona piuttosto in fretta poco incisivo e più che monotono. La Page esalta la mancanza di moralità di fronte ai Fori Imperiali, amplificando il concetto secondo il quale Allen voleva rappresentare un film sui difetti ( chiamamoli tali) italiani. Altre locations presenti in questo episodio sono Villa Borghese, le Terme Deciane, Ostia.
Il terzo episodio è il peggiore a mio avviso. Parla dell'improvvisa fama di un uomo qualunque ( Benigni), scambiato per qualcun altro.
La figura di Benigni in questo episodio viene fortemente sminuita. L'attore toscano viene ridimensionato ed in particolare la sua consueta verve, la sua dinamicità viene incasellata in virtù (si fa per dire) di un ruolo secondario che non gli rende giustizia. Roberto appare come spaesato, fuori contesto, un pesce fuor d'acqua insomma. Il grande comico appare come svuotato, apatico ed incolore. La sua critica aspra e pungente, il suo modo di fare esplosivo paiono sbiaditi, scomparsi chissà dove. Il tutto per lasciare posto ad una storia che più che ridere fa sorridere ma che poteva essere interpretata da qualsiasi altro attore.Il quarto episodio raccoglie un insieme di temi ( e luoghi comuni): i classici sposini che arrivano nella capitale e che finiscono in una serie di improbabili episodi. In questo episodio la presenza della femme fatale Penelope Cruz ( bella donna per carità ma non basta) che circuisce un veramente poco probabile Alessandro Tiberi. La Mastronardi invece si fa mettere nella rete da un attore star che è Antonio Albanese (storia che un pò fa il verso a "lo sceicco bianco" di Federico Fellini). Alcuni luoghi interessanti proposti in questo episodio sono I Musei Vaticani, Piazza del popolo e Piazza Mattei.

INFINE

E' forse anche probabile che Allen con questo film volesse puntare il dito ( ironicamente parlando) contro un certo tipo di Italia, ma un conto è ironizzare presupponendo una dose di qualità, un conto è ironizzare utilizzando degli stereotipi qualitativi che assomigliano ad una commedia trash degli anni 70 ( qua ci sono tutti ma non voglio ulteriormente infierire). Tralascio il resto dell'innumerevole cast ( Albanese,etc) che nulla toglie alla mediocrità della pellicola. Magari bastasse una pletora di attori a rendere un film migliore e godibile ai più.
Le musiche poi sono perfettamente inserite nella logica commerciale del film: orrende a mio avviso( musichette insomma) e degne di una commedia di bassa levatura culturale ed artistica

LE CONCLUSIONI

Cosa posso dire di più? Tutto ciò che di positivo e sognante Allen aveva realizzato in "Midnight in Paris" qui viene a mancare in maniera clamorosa e viene sostituito come da un senso di ineluttabilità e di disfacimento mascherato da un'aura di comicità di mediocre livello. Emblema più che di una città in decadimento, di un 'artista che (forse) ormai non ha più nulla da dire. Evitabilissimo? Si.

LA SCHEDA DEL FILM


Titolo originale:To Rome with Love

Lingua originale: inglese, italiano

Paese: Italia, USA, Spagna

Anno: 2012

Durata: 111 min

Colore

Audio: Dolby Digital

Genere commedia

Regia Woody Allen

Soggetto Woody Allen

Sceneggiatura Woody Allen

Produttore Letty Aronson, Benjamin Waisbren

Casa di produzione Gravier Productions, Mediapro, Medusa Film

Distribuzione (Italia) Medusa Film

Fotografia Darius Khondji

Montaggio Alisa Lepselter

Costumi Sonia Grande

Trucco Lydia Pujols, Patricia Planche

Interpreti e personaggi


Woody Allen: Jerry

Alec Baldwin: John

Roberto Benigni: Leopoldo

Penélope Cruz: Anna

Judy Davis: Phyllis

Jesse Eisenberg: Jack

Greta Gerwig: Sally

Ellen Page: Monica

Alessandro Tiberi: Antonio

Alessandra Mastronardi: Milly

Ornella Muti: Pia Fusari

Antonio Albanese: Luca Salta

Flavio Parenti: Michelangelo

Alison Pill: Hayley

Pierluigi Marchionne: vigile

Riccardo Scamarcio: rapinatore hotel

Vinicio Marchioni: Aldo Romano

Monica Nappo: Sofia

Lina Sastri: amica al cinema

Corrado Fortuna: Rocco

Marta Zoffoli: Marisa Raguso

Francesco De Vito: Uomo alla finestra

Fabio Bonini: Max

Carol Alt: Carolv

Gian Marco Tognazzi: cliente di Anna

Luca Calvani: giornalista

Edoardo Leo: giornalista

Donatella Finocchiaro: giornalista

Ninni Bruschetta: direttore dell'hotel

Giuliano Gemma: manager hotel

Fabio Armiliato: Giancarlo

Ilaria Serrato: Ragazza fuori dal barbiere

Cristiana Palazzoni: se stessa

Giovanni Esposito: portiere dell' hotel


Doppiatori italiani

Leo Gullotta: Jerry

Paolo Buglioni: John

Melina Martello: Phyllis

Davide Perino: Jack

Federica De Bortoli: Sally

Alessia Amendola: Monica

Valentina Mari: Hayley

Angelo Maggi: Giancarlo

Francesco Pannofino: vigile

Renzo Stacchi: Uomo alla finestra

ALCUNE CURIOSITA' SUL FILM


1 ) Il film originariamente si sarebbe dovuto intitolare "The Bop Decameron" in omaggio al celebre Decamerone di Giovanni Boccaccio. In realtà Allen cambiò il titolo a pochi mesi dall'uscita della pellicola con il titolo "Nero Fiddled" ( titolo che probabilmente si rifaceva all'imperatore Nerone). Secondo Allen il primo titolo non andava bene poichè molti non conoscevano l'opera di Boccaccio. Anche il secondo titolo venne comunque cambiato per lasciar posto all'ultimo ( forse a mio avviso il più commerciale). A mio avviso meglio così nonostante tutto, perchè infatti scomodare Boccaccio per un'opera del genere?

2) In questo film Allen ritorna a recitare per uno dei suoi film. L'ultima volta che era successo prima di questo lavoro era stato nel film " Scoop" ( 2006).

3) Leo Gullotta è il nuovo doppiatore di Allen in questo film. Egli rimpiazza così il doppiatore storico del regista che era sempre stato Oreste Lionello.
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Commenti su questa Opinione
Delicia

Delicia

17.10.2014 11:27

Stimo molto Benigni anche se diversi film mi sono sfuggiti, W.A. purtroppo non ha ancora catturato il mio interesse.

Rock_Betz

Rock_Betz

24.10.2013 20:55

Una recensione incontenibile per un filmetto da strapazzo. Peccato! Non mi aspettavo una cosa del genere dal buon vecchio Allen. La pellicola non è che non spicchi il volo... Non ci prova neanche. Non so se mi spiego.

roma22

roma22

11.09.2012 11:01

eccellente

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