“Femmina, tu si na’ malafemmina …” queste sono alcune delle parole della più famosa canzone scritta dal Principe Antonio de Curtis, in arte Totò.
In questo film, eccezionale per alcune sequenze da antologia della risata, in cui Totò e Peppino De Filippo, “duettano” alla grande, Toddy Reno, canta la famosa canzone di Totò.
La trama di questo film è interessante e alquanto reale, visto la mentalità dell’epoca, ma sono gli attori a fare di questo buon film, un capolavoro della risata.
Volevo ricominciare a scrivere un opinione su qualcosa vista durante queste vacanze Natalizie ... in realtà sarebbe meglio dire rivista, poiché questo film lo avrò visionato almeno una decina di volte ... :-)
Antonio (Totò) e Peppino (De Filippo) sono i fratelli Caponi: agiati agricoltori; vivono spensierati nella loro fattoria in campagna assieme alla sorella, quando gli giunge una lettera anonima che gli avvisa che il nipote, Gianni (un giovane Teddy Reno), ha abbandonato gli studi, per seguire la soubrette Marisa (Dorian Gray).
Gli zii, fantasticano sul fatto che il loro nipotino, si sia rovinato economicamente e decisi a riportare Gianni sulla retta via, partono alla volta di Milano.
Apprezzatissimi gli sketch tra Totò e Peppino, con Peppino nella parte dello “spilorcio” che conta e pesa, nel vero senso della parola i soldi.
Totò è fantastico: prende in giro Peppino fidando nella sua buona fede e ignoranza ... matematica: da ascoltare la storia sull’inflazione, per non parlare delle diatribe con Mezzacapa, preso di mira (... a sassate), solo perché loro confinante, e a detta di Totò tutti i confinanti sono antipatici e odiosi ... :-)
Altre scene madri sono il loro arrivo alla stazione di Milano, vestiti da cosacchi (a ferragosto), perché come dice Mezzacapa (che nel capoluogo lombardo ha fatto il militare), a Milano non può fare caldo ..., la presa possesso della camera d’albergo, con i polli liberi di scorrazzare e le caciotte, il prosciutto e le salsicce appese al soffitto e la stesura della lettera alla malafemmina ...
Totò: Giovanotto (rivolto a Peppino), carta calamaio e penna, su, avanti scriviamo ... dunque, hai scritto?
Peppino: Un momento, no!
Totò: E comincia su ...
Peppino: Carta calamaio e penna
Totò: Ooooooooo, signorina ... signorina
Peppino: Dove sta?
Totò: Chi?
Peppino: La signorina?
Totò: Quale signorina?
Peppino: Hai detto signorina?
Totò: E’ entrata una signorina?
Peppino: Avanti!
Totò: Animale! Signorina è l’intestazione autonoma della lettera
Totò: Signorina
Peppino cambia foglio e Totò gli chiede: Ma come, non era buona quella signorina lì?
Totò: Signorina, veniamo a voi con questa mia addirvi ...
Peppino ripete mentre scrive: ... veniamo a voi con questa mia addirvi
Totò: ... addirvi una parola, che
Peppino, sempre ripetendo: ... una parola, che ... uno quanti?
Totò: Che ... uno che?
Totò: Che?
Peppino: chè?
Totò: Che scusate se sono pochi ma settecento mila lire punto e virgola a noi ci fanno specie che quest’anno ... quest’anno una parola ... c’è stato una grande moria delle vacche ... come voi ben sapete ... Punto! ... due punti! … ma sì fai vedere che abbondiamo ... abbondantis in abbondantum!
Questa moneta servono (ripetuto due volte perché persino a Totò suona male) acche voi vi consolate ... oh, scrivi presto!
Peppino: Con l’insalate ...
Totò: Che voi vi consolate ...
Peppino: Avevo capito con l’insalata!
Totò: Voi vi consolate ... Non mi far perdere il filo che ce l’ho tutta qui!
Peppino: avevo capito con l’insalata!
Totò: dai dispiacere ... dai dispiacere ... che avreta ... che avreta, che avreta, e già è femmina femminile ... che avreta perché? ... Perché?
Peppino: Non so’
Totò: Come non so’
Peppino: Perché che cosa?
Totò: Perché chè?
Peppino: Perché?
Totò: Perchè! ... Dal dispiacere che avreta perché … è aggettivo qualificativo ... no!
Peppino: ah
Totò: Perché dovete lasciare ... nostro nipote ... che gli zii che siamo noi medesimo di persona
Totò rivolgendosi a Peppino che sta grondando di sudore e si asciuga con un fazzoletto gli chiede: Ma chè, stai facendo una faticata? ... Si asciuga il sudore ... che siamo noi medesimo di persona ... vi mandano questo (e indica il pacchetto contenente i soldi)
Peppino: ... questo ...
Totò: Perché il giovanotto è studente che studia …che si deve prendere una laura ...
Peppino: Laura ...
Toto: ... Laura ... che deve tenere la testa al solito posto ... cioè!
Peppino: Cioè?
Totò: ... sul collo ... punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola
Peppino: Troppa roba!
Totò: Lascia fare, poi dice che noi siamo provinciali siamo tirati ...
Peppino: ... ma è troppa!
Totò: Salutandovi indistintamente ... salutandovi indistintamente ... sbrigati ... salutandovi indistintamente i fratelli Caponi ... che siamo noi! ... questa apri una parente ... apri una parente e dici che siamo noi, i fratelli Caponi ... Hai aperto una parente?
Peppino: Sì! ... Caponi
Totò: Chiudila!
Peppino: Ecco fatto!
Totò: Vuoi aggiungere qualcosa?
Peppino: Senza nulla a pretendere non c’è bisogno ...
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Regia: Camillo Mastrocinque
Interpreti: Totò, Peppino De Filippo, Teddy Reno, Dorian Gray, Nino Mnfredi, Vittoria Crispo, Mario Castellani
Durata: 118 minuti in bianconero
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26.01.2010 02:39
Ottima opinione!!!
26.01.2010 02:39
Ottima opinione!!!
26.01.2010 02:39
Ottima opinione!!!