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Opinione su "Traffic"

pubblicata 26/03/2001 | Emme
Iscritto da : 11/04/2000
Opinioni : 38
Fiducie ricevute : 1
Su di me :
Buono
Vantaggi buon film da leggere su più piani narrativi
Svantaggi nessuno
non valutata
Regia
Sceneggiatura
Colonna Sonora
Genere
Età minima

"Traffic"

Chissà se Benicio Del Toro ora che ha vinto l'oscar come miglior attore non protagonista nel film "Traffic", manterrà la promessa fatta a suo tempo di non rispondere alle telefonate (non si sa se a quelle delle ammiratrici oppure quelle delle major che certamente lo cercheranno per fargli interpretare nuovi film). Comunque sia non è solo suo il merito del successo di "Traffic" . Innanzitutto Steven Soderbergh ha meritato il suo oscar per la regia creando una narrazione che si può leggere a più livelli, tante quante sono le storie che si intrecciano nelle due ore e mezza di programmazione. Abbiamo l'onesto poliziotto messicano (Benicio Del Toro)che con la sua condotta sembra fare da contrappunto alla corruzione dilagante nella polizia messicana e narrata nel film, fino al punto di diventarne quasi un giustiziere (anche se a denti stretti). Vi è un giudice federale (Michael Douglas) chiamato a ricoprire un importante ruolo per combattere il narcotraffico e che presto si ritroverà in prima linea proprio in famiglia visto che scoprirà la tossicodipendenza della figlia. Qui si apre un altro tema di lettura del film: l'incomunicabilità che a volte si crea tra genitori e figli. Esemplare è la scena in cui la ragazza viene invitata dai genitori ad uscire dalla stanza perché devono parlare dei "suoi" problemi. Infine la consorte di un boss della droga che si accorge dei traffici del marito solo al momento dell'arresto. Dapprima ne esce incredula ma subito , per non perdere il proprio status sociale, si trasforma lei stessa in narcotrafficante ed organizzatrice di attentati per eliminare testimoni scomodi. L'attrice è Catherine Zeta-Jones che, almeno in questo film, fornisce una buona prova di recitazione (forse dovuta al fatto che realmente era in "dolce attesa". Il nome del padre non lo dico visto che anche le pietre di Marte lo sanno). Tra i tanti attori ne vorrei ricordare uno in particolar modo: Thomas Millian. Celato nei panni di un generale messicano (ovviamente) corrotto, fa ricordare come il suo talento sia stato sprecato in Italia in film di serie B. Infine, il tutto è girato dando la sensazione di assistere ad un documentario-verità. Questo per l'uso sapiente in alcune scene della camera a mano, oltre che all'utilizzo dei colori decisamente saturi.
Un piccolo commento: se il personaggio interpretato da M.Douglas è un potente giudice, il quale si trova a parlare a tu per tu con Il Presidente degli Stati Uniti, perché mai nel ricercare la figlia fuggitiva non ha utilizzato la CIA, l'FBI, i marine e i boy scout? Anzi viene quasi malmenato da un semplice pusher. Forse è questa la vera democrazia americana. Sinceramente sembra fantascienza.


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Su Ciao da: 19/02/2001