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L'ultimo treno
Vantaggi un film che affronta in modo non banale un argomento più volte affrontato dal cinema
Svantaggi nessuno
In questi decenni sono stati girati molti film sull'Olocausto, sulla guerra, sulle discriminazioni contro gli ebrei. La maggior parte dei registi ha cercato di ricostruire realisticamente la durezza della prigionia, l'assurdità delle persecuzioni, la crudeltà ottusa del nazismo. Qualcuno invece ha scelto una strada alternativa: raccontare l'incubo con un linguaggio diverso, quasi da favola, facendo arrivare il messaggio voluto anche attraverso il sorriso.
E' la scelta più difficile, si corre il rischio di sminuire una tragedia, di sfiorare la burletta, ma è una strada percorribile. L'ha dimostrato Roberto Benigni con "La vita è bella", c'è riuscito anche il regista Radu Mihaileanu con "Train de vie", una produzione del 1998, forse non troppo nota, ma che merita sicuramente di essere vista.
Estate 1941: in un paesino dell'Europa Orientale gli abitanti ebrei sono in fermento. Hanno sentito parlare di famiglie strappate alla loro vita normale, di interi villaggi deportati, di lugubri treni organizzati dalla Gestapo che trasportano prigionieri verso la Germania. L'intero paese decide di ribellarsi a questa evenienza e lo "scemo del villaggio" ha un'idea veramente singolare. Fuggire in massa vorrebbe dire essere presto individuati e fermati, la strategia vincente potrebbe essere invece quella di organizzare un finto treno di prigionieri. Alcuni degli abitanti dovranno far credere di essere nazisti con tanto di divisa, gli altri fingeranno di essere ebrei deportati, ma in realtà il treno servirà a portare tutta la comunità al sicuro in Palestina, passando attraverso la Russia.
Certo trovare un treno non è cosa da poco, ci vorrà un macchinista, bisognerà riuscire a viaggiare pur non essendo previsti in nessun orario e senza essere attesi in nessuna stazione. E poi chi riuscirà a interpretare la parte del soldato tedesco? Occorre un aspetto fisico adeguato, un atteggiamento credibile, un accento impeccabile. Insomma, l'impresa sembra quasi impossibile, ma la voglia di vivere e la fantasia permettono di realizzare qualunque obiettivo. Giovani e anziani mettono insieme un treno vecchio e scassato, si improvvisa macchinista un impiegato delle ferrovie che non ha mai guidato una locomotiva, ma che cerca di arrangiarsi con un manuale. I più intraprendenti realizzano con le loro mani alcune divise da ufficiale tedesco, qualcuno prova ad indossarle e a recitare la parte. L'improbabile convoglio parte con il suo carico di uomini e donne in cerca di salvezza. Ovviamente durante il viaggio si susseguono le avventure più strane e anche le più buffe. Il racconto in questa fase scorre leggero e fa anche sorridere, ma lo sterminio non è una favola e il finale amarissimo riporta bruscamente lo spettatore alla realtà.
Non si dimentica facilmente il trenino mezzo guasto che viaggia verso la libertà, non si scorda neppure la scena finale, quando uno dei protagonisti racconta l'epilogo del viaggio: l'unico possibile.
Probabilmente questo ben dosato contrasto tra sorriso e amarezza ci rimane dentro più di un realistico documentario, forse perchè la vita è proprio così. Anche nei momenti più neri può insinuarsi una nota lieta, peccato che poi a volte si paghi a carissimo prezzo.
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nikki-fdg 21/11/2005 20:39
Stelmario 12/09/2001 21:31
rosmare 06/05/2001 18:34
Avevo visto questo film a cinema un anno fa, mi era piaciuto moltissimo, cosi' quando e' passato in Tv l'ho registrato, poer rivederelo ancora con calma. E mi piace molto come scrivi, e' davvero un piacere leggerti. Ari-ciao.
Cla74 04/05/2001 19:45
vic 24/04/2001 18:24
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