Opinione su "Trilogia delle metamorfosi (Andrea Camilleri)"

pubblicata 08/07/2011 | pupaolo
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"Quando il tempo non ha confine"

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri

Il “mito” fa parte della nostra vita fin dall’infanzia. Lo accogliamo, inizialmente, inconsapevoli di cosa sia e cosa significhi: da certe fiabe raccontate dai più vecchi della famiglia, da disegni illustrati di cui magari capiamo poco la storia che narrano. Poi a scuola lo affrontiamo in modo più ampio e serio ma quasi sempre rifiutandolo o prestandogli un’attenzione superficiale a causa del modo sbagliato, fatto di imposizione e senso di “atto dovuto” ma senza interesse, senza vita, che spesso accompagna la lettura dei grandi testi classici. Pensate ad Omero, ai canti dell’Odissea per esempio, come siano essi pieni di figure mitologiche, e di quanto poco interesse spesso abbiano suscitato (e suscitino ancor oggi) nell’animo giovane di uno scolaro o di uno studente.

Eppure il “mito” è importante e accompagna la storia dell’umanità. Oggi non siamo forse più capaci, o più probabilmente non abbiamo più motivo od occasione, di creare miti, almeno nella nostra società evoluta e razionale. Ma quando questa evoluzione e questa razionalità non sono in grado di fornirci delle risposte plausibili il mito, la sua “invenzione” sarebbe il mezzo che avremmo usato un tempo e che oggi sostituiamo con il banale concetto, altrettanto irrazionale ma meno fascinoso, che una spiegazione quale che sia ci sarà sen’altro e prima o poi la si troverà.
Il mito è oggi l’eco di antichi timori, di desideri, passioni. Attraverso di esso l’uomo cercava di dare un senso all’inconoscibile, di placare le sue paure di fronte a fenomeni per lui inspiegabili, sognava possibili fughe da una realtà e da un mondo ostile disegnandio realtà e mondi “altri” dove dominava la sua fantasia e dove diventava possibile ciò che nella dura quotidianità possibile non era. Dei, mostri, animali fantastici erano in fondo la faccia nascosta del reale, lo specchio deformante che i secoli a venire si sarebbero incaricati di rendere sempre meno deformante, anestetizzando la fantasia.

Ma alla lunga il mito fa capolino nella nostra vita, in forme più o meno evidenti e forti, adattandosi secondo il nostro carattere, il nostro esserci formati culturalmente, l’esserci integrati in un contesto sociale. Non lo inventiamo più, certo, perché lìinvenzione del mito è ormai fuori dei nostri schemi mentali, ma ricorriamo al passato per evocarne le tracce, per cercarne aiuto talvolta, per trovarne, più spesso, motivo di transitoria fuga dal presente. O semplicemente per evocare tempi, memorie, fantasie di cui avvertiamo più o meno forti i sedimenti nel nostro io interiore.

Andrea Camilleri, cui il personaggio di Montalbano non dovrebbe far velo ad altre prove letterarie, ha affrontato a modo suo la questione del “mito”, scegliendo per esso quello della Metamorfosi. Il mito che forse è maggiormente ricorrente tra i molti che l’antica non-sapienza dell’uomo ci ha lasciato. Il principio della “metaformosi”, della trasformazione ha esempi concreti in natura e da essi ha tratto origine. In natura la metamorfosi è sempre un processo unidirezionale (diverso dal cambio di colore stagionale di alcuni animali) che porta una creatura da una forma ad un’altra; nel mito questo processo assume invece il carattere doppio: da una forma ad una altra e il relativo processo di reversibilità, rendendo la possibilità di metamorfosi, ad esempio per gli dei, un procedimento con varie e infinite possibilità di trasformazione/mascheramento/riacquisizione. E sui binari mitologici della Mertamorfosi viaggiano i tre romanzi che, dopo essere stati pubblicati separatamente, vengono qui presentati in un unico volume.

“Trilogia delle metamorfosi” raccoglie tre brevi opere che Sellereio ha pubblicato nel 2007, 2008 e 2009, in cui Camilleri, attraverso le vicende dei suoi personaggi, riprende quell’atmosfera fantastica che le vicende mitologiche possiedono. Ad essa vi innesta un mondo reale, contemporaneo anche se “vecchio” di qualche anno rispetto al lettore d’oggi, una realtà che però tende a sfumare non per sua volontà ma per la forza della fantasia che sottende al mito, a quella metamorfosi che alle nostre menti razionali in un priimo momento appare quasi “demenziale” o di un’assurdità, un’irrazionalità che sconcertano. Sarà la lettura che progressivamente si incaricherà di operare anche in noi una sorta di metamorfosi, disanestetizzando la nostra fantasia e assopendo o rendendo almeno più pigra la nostra presuntuosa razionalità.

Vediamo dunque questi tre romanzi costituire un quadro non omogeneo, bensì armonico. Vicende diversissime tra loro sono accomunate da un filo conduttore che in parte le amalgama senza togliere ad ognuna la sua peculiarità, la sua unicità romanzesca. Un filo conduttore non direttamente esplicitato ma che sarà il lettore a sentire sempre più forte, quando decida di leggere i tre romanzi in sequenza o a breve distanza uno dall’altro. I tre romanzi brevi sono:


Maruzza Musumeci (Sellerio, 2007). E’ la storia di Gnazio Manisco emigrante che torna a casa, a Vigata. Costruirà una casaq e cercherà moglie. La troverà e la sia vita scorrerà felice tra lavoro e figli. Ma c’è nella donna che gli sta accanto qualcosa di non comune. Lei si crede una sirena. Non ci sarebbe nemmeno da preoccuparsi se una cosa simile si limitasse al credersi. E’ così o no? Quanto Maruzza, la donna, è più chye credersi e quanto gli occhi di Gnazio vedono e non vedono? E quanto noi, razionali lettori, siamo disposti a credere possibile o ad ammettere che si potesse credere possibile una fantasia di questo tipo?

Il casellante (Sellerio 2008). Nino ne passa di tutti i colori nel suo lavoro e . E anche fuori dal lavoro, in un periodo in cui può succedere di tutto per la stupidità o la crudeltà delle persone. E sarà proprio questo micidiale miscuglio di stupidità e di crudeltà che gli cambierà la vita. E cambierà soprattutto la vita di Minica, sua moglie. Una metamorfosi inevitabile e comprensibile in lui, straordinaria e irrazionale in lei. Ma proprio straordinaria e irrazionale?

Il sonaglio (Sellerio 2009). Giurlà da pescatore diventa guardiano di pecore in montagna. Ma non ìè questa la “metamorfosi” vera e più importante. Lo scopriremo in questo romanzo ricco di personaggi e di atmosfere. Ma prima della trasformazione vicina al concetto del mito, impareremo la trasformazione dettata dalla necessità e aiutata dalla sensibilità. E’ forse il più bello dei tre romanzi, quello che nelle sue pagine nasconde maggiore poesia. Un romanzo che nei suoi punti salienti sfiora la poesia e la fiaba, con la delicatezza che nemmeno vicende di sangue possono scalfire. Fino al compimento finale di una vicenda che è assai più vicina al mondo fantastico nello stesso modo in cui è vicina al mondo reale.


I tre romanzi sono stati raccolti in unico volume (gennaio 2011) da Mondadori per il suo club del libro. Il volume è acquistabile anche senza bisogno di adesione (ad esempio presso le librerie Mondadori o su internet). Un’operazione lodevole che consente un quadro d’insieme che altrimenti potrebbe finire disperso. E sarebbe davvero un peccato!

Il linguaggio letterario di Camilleri è noto. Non parlo di lingua perché quella di Andrea è più che altro una commistione di lingua colta e di dialetto, che però viene compiuta sapientemente e soprattutto in modo che risulti comprensibile anche a chi il dialetto non lo conosce . E ciò non vale solo per lettori “nordici” o “romanici” ma anche per letytori della stessa Sicilia. La diversità e la ricchezza dei dialetti è tale che tra Agrigento e Palermo o tra Agrigento ed Enna già potrebbero sorgere difficoltà di comprensione e interpretazione. Fortunatamente Camilleri ha escogitato un linguaggio che , oltre ad essere oggi la cifra inconfondibile del suo stile, è facilmente assimilabile da qualsiasi lettore.

E dunque non mi resta che augurarvi una buona lettura, magari sotto l’ombrellone, o sotto un pino, o in riva al lago o dove diavolo vi portieranno le vostre meritate vacanze. E “buona lettura” anche (soprattutto?) a chi resterà a casa.

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Commenti su questa Opinione

  • Col.Wasp pubblicata 24/11/2011
    Eccellente!
  • cristybr pubblicata 22/08/2011
    grazie del consiglio. eccellente
  • vale81 pubblicata 14/08/2011
    ottima descrizione del testo
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Autore: Andrea Camilleri

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Su Ciao da: 07/07/2011