Trollfjord Cruise

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Opinione su "Trollfjord Cruise"

pubblicata 14/10/2010 | 123paolocesare
Iscritto da : 13/01/2010
Opinioni : 109
Fiducie ricevute : 242
Su di me :
Ottimo
Vantaggi Paesaggi mozzafiato
Svantaggi Come ogni posto Nordico il tempo puo' rappresentare un problema
Eccellente
Qualità
Rapporto qualità prezzo
Collocazione
Orari di apertura
Interesse

"Il fiordo dei troll"

La nostra  imbarcazione

La nostra imbarcazione

Introduzione

Quello che prima di ogni altra cosa ti ammalia in Norvegia è la natura, bella e selvaggia. Le montagne, il mare, gli altopiani ed i fiordi, elementi fondamentali della sua natura, sono così imponenti da togliere il fiato. Probabilmente il profilo più conosciuto del paesaggio norvegese è rappresentato dai fiordi, celebri oramai in tutto il mondo. Tutti conoscono il loro aspetto ma forse non tutti sanno come si sono formati.
Nonostante la storia geologica norvegese risalga a 1,8 miliardi di anni fa, i fiordi si sono formati solo molto più avanti.
I fiordi in origine erano valli scavate dai fiumi, prolungate ed allungate poi dalle dalle enormi masse di ghiaccio delle glaciazioni che lasciarono la loro impronta sulla superficie a partire da un milione di anni fa. Nell'entroterra le enormi e pesanti masse di ghiaccio scavarono le valli fino a profondità ben al di sotto del livello del mare. Vicino alla costa l'impatto del ghiaccio fu più lieve, ma sufficiente perché con l'andare del tempo il mare arrivasse a frangere la soglia. I ghiacci si ritirarono 10-20.000 anni fa ed i fiordi raggiunsero il loro aspetto attuale. Quando il livello del mare si innalzò, per via del clima che divenne più caldo, l’acqua riempì le vallate lasciate dai ghiacciai in arretramento.
Si pensa che da allora il livello del mare possa essere salito moltissimo con la conseguente formazione di fiordi molto profondi.
I fiordi norvegesi fin dal secolo scorso contano molti estimatori; tra questi alcuni rappresentanti di un circolo di abbienti signori inglesi nel 1870 intrapresero un viaggio per visitare questa meraviglia che la natura ci ha regalato e prelevarono anche del ghiaccio lungo le montagne circostanti giustificando che avrebbe reso più prestigiosi (e freschi oserei dire) i loro drink.
In anni più recenti,nel 2004, la rivista National Geographic ha eletto i fiordi norvegesi come la più ecologica e selvaggia tra le principali mete turistiche mondiali.
Un anno più tardi alcuni di questi furono eletti dall' Unesco come bene da tutelare.
Durante il mio recente viaggio alle isole Lofoten in Norvegia, per rendere più completa e preziosa la mia visita, ho voluto inserire nel programma la visita di un fiordo bellissimo che si trova nell’isola più settentrionale dell’arcipelago artico l’isola di Austvagoy nei pressi della città di Svolvaer considerata il capoluogo delle isole Lofoten.
Il nome di questo fiordo è veramente pittoresco: Trollfjorden chiamato anche il fiordo dei troll , i protagonisti delle favole popolari che videro la luce tra le montagne norvegesi.
Secondo le leggende questi esseri fecero la loro comparsa alla fine dell’ultima era glaciale.
I troll si presume vivano nelle foreste oscure del nord della Norvegia, tra le foreste oscure interrotte da laghi illuminati dalla luna, in fiordi profondi circondati da imponenti montagne e lungo fiumi e torrenti gelidi che precipitano in cascate dai pendii delle montagne. Sono creature che possono vivere centinaia di anni, hanno forme e dimensioni diverse, possiedono quattro dita per ciascun piede e per ciascuna mano, nasi lunghi e ricurvi e code dal folto pelo.
Hanno un'indole sostanzialmente buona, sono ingenui e molto timidi. Hanno inoltre il vizio di molestare le capre ed un’avversione per i suoni forti, molto irascibili ma ben disposti con noi umani. Attenzione però alla loro ira che può non avere limiti; molto importante è non inimicarseli e non far loro alcun dispetto.
Amano il buio e l’ombra non per scelta ma per necessità; infatti se un troll commette l’errore di esporsi al sole viene subito trasformato in pietra.
Il fiordo del troll si dice prenda questo nome per via di alcune pietre aguzze che si snodano sulla montagna che lo accompagna; una leggenda dice alcuni di essi fecero un torto ad Odino , la più potente creatura mitologica nordica e furono catturati e legati sulla montagna fino ad essere trasformati in pietra.

Il Fiordo dei troll


Come previsto fin dalle prime ore del mattino si prospetta una bella giornata serena con il cielo sgombro da nuvole.
Di buon mattino,mia moglie ed io, lasciamo il pittoresco e meraviglioso villaggio di Nusfjord (già oggetto di racconto in una precedente pubblicazione) e percorriamo la bellissima strada che collega il villaggio alla E10 l’unica vera strada che percorre tutto l’arcipelago passando da un isola e l’altra con ponti e gallerie sottomarine.
Dopo sei chilometri di strada spettacolare che costeggia il fiordo da un lato e verdi cime spigolose innevate dall'altro lato e facendo attenzione a non investire le numerose pecore che pascolano sul ciglio arriviamo al bivio con la E10.
La nostra intenzione è approfittare del bel tempo, partire subito per Svolvaer ed effettuare con la barca l’escursione al Trollfjorden.
Dopo aver percorso verso nord un tratto di strada di un centinaio di chilometri e dopo aver effettuato numerose soste fotografiche, verso le 11.30, giungiamo al porto di Svolvaer, uno dei più importanti approdi del nord della Norvegia per i suoi servizi marittimi. Divenuta scalo marittimo nel 1918, divenne città nel 1996. Svolvaer è circondata da alte vette; tra queste famosa è una cima di montagna a forma di corna, molto rinomata tra gli scalatori.
Parcheggiamo l’auto nei pressi di una bella piazzetta antistante il porto sulla quale si affacciano negozi bar e ristoranti;curiosamente troviamo tantissime Harley Davison, luccicanti riunite probabilmente per un raduno.
Al centro della piazza invece tante bancherelle con in esposizione prodotti locali;
tra una bancherella e l’altra troviamo un chiosco che presenta all’esterno le informazioni e gli orari di partenza dei tour organizzati per il Trollfjorden.
Oggi che è Domenica sono previste solo tre partenze dalle ore 11.00 alle ore 15.00. Prenotiamo subito per la partenza delle ore 13.30; costo di Nok 450 (60EUR) a persona.
Soddisfatti decidiamo di pranzare presso il ristorante Bacalao di fronte al porto a pochi metri dalla piazza che offre belle insalate, panini invitanti e piatti di pasta. Sotto un sole caldissimo, in maniche corte, sul terrazza del ristorante di fronte al porto gustiamo un ottimo panino caldo con formaggio e prosciutto.
Alle 13.00 saliamo sul piccolo battello che ci avrebbe portato alla scoperta del Trollfjorden in tre ore di navigazione (andata e ritorno).
Il battello è molto spartano (Come tutte le Lofoten); a poppa ed a prua sono disposte delle sedie da giardino assicurate allo scafo con catene e delle piccole panche in legno. Sotto un bellissimo sole caldo che aiuta a sopportare il forte vento gelido percorriamo un lungo tratto ai piedi di alte vette rocciose in alcuni punti ancora incappucciate di neve. La barca rallenta in due punti; in prossimità di un’isola per l’avvistamento di uccelli e nel momento in cui si avvicina a noi un’aquila che effettua alcuni giri intorno alla nostra barca permettendoci di ammirarla. Dopo un lungo tragitto ad un certo punto il battello vira e davanti a noi si presenta il piccolo ingresso al Trollfjorden un fiordo che si restringe fino a soli cento metri di larghezza, circondato da spettacolari scogliere rocciose a picco sul mare. Il fiordo può essere navigato sia dai piccoli gommoni come dalle grandi navi di crociera. Molto suggestivo ed ancora più spettacolare dovrebbe essere la navigazione a mezzanotte come proposto dalle navi Hurtigruten .
Queste navi sono anche conosciute come il Postale dei Fiordi; fin dalla fine del diciannovesimo secolo avevano il compito di consegnare la posta nei villaggi situati lungo la costa norvegese tra Bergen ed Hammerfest. Oggi, oltre al sevizio postale, sono dedite al turismo e sono diventate delle vere e proprie navi da crociera.
I 34 scali che separano le due città sono serviti, giorno e notte, in tutte le stagioni dell'anno, da 11 navi, ognuna delle quali effettua il viaggio di andata e ritorno in 12 giorni.
Il turista può scendere in qualsiasi porto, visitare il luogo e riprendere il giorno successivo la crociera.
Tornando al racconto,dopo un brevissima sosta alla fine del fiordo per ammirare lo stupendo ed appagante panorama,il capitano inverte la rotta per tornare a Svolvaer
Il viaggio di ritorno ci sembra velocissimo grazie al bel paesaggio, alla giornata stupenda ed ai gabbiani che accompagnano la nostra piccola crociera, una combinazione perfetta assolutamente indimenticabile.
Alle ore 16.30 sbarchiamo a Svolvaer; qui il caldo ci ha porta a comprare un gelato per trovare un po’ di refrigerio.
Verso le diciassette ,improvvisamente, in pochi minuti il cielo si riempie di nuvole e ci rendiamo conto di avere avuto una bella fortuna.
Lasciamo quindi ancor più soddisfatti Svolvaer per dirigerci ad Henningsvaer un piccolo villaggio che sorge su una penisola collegata da un ponte. E' soprannominata la Venezia del Grande Nord. Una pittoresca cittadina il cui porto di pesca è il più conosciuto delle Lofoten . Il periodo ideale per la visita sarebbero i mesi di Maggio e Giugno anziché,nel nostro caso, a fine Luglio per poter vedere l’interessante rito
dell’essiccatura del merluzzo; in questo piccolo centro infatti vi sono su di una collinetta centinaia di pali in legno per appendere e fare seccare il pesce. Purtroppo noi arriviamo con un mese e mezzo di ritardo trovando solo i pali…peccato!
Riguardo a questi particolari pali vorrei aprire una parentesi
per spiegare meglio di cosa si tratta.
Da secoli la vita delle Lofoten è fondata sulla pesca e l'essiccatura del merluzzo, di gran lunga la più importante attività della regione.
Anche se il numero di merluzzi è calato drasticamente per via dell'eccessivo sfruttamento, nel complesso la quantità di pescato è ancora sostanziosa ed ammonta a 50.000 tonnellate all'anno.
La stagione della pesca tocca il culmine da gennaio ad aprile, quando i merluzzi provenienti dal Mare di Barents raggiungono, per deporre le uova, il Vestfjord che in realtà è il braccio di mare che divide le Isole Lofoten dalla Norvegia continentale
L'attività ittica è così importante che, ogni anno, verso la fine di marzo, a Svolvaer si tiene il Campionato Mondiale di Pesca al Merluzzo, una competizione non ufficiale che attira fino a 300 partecipanti.
Oggigiorno esistono due metodi di conservazione del merluzzo. Il saltfish dove il pesce viene salato e fatto seccare per circa tre settimane. Invece il sistema klipfish prevede che il pesce salato venga pulito, sottoposto a una nuova salatura ed essiccato, originariamente sugli scogli ma oggi presso moderni impianti industriali.
Qui ad Henningsvaer e in tutte le Lofoten non si usano le lavorazioni sopra descritte, ma solo l'antico metodo dello stockfìsh . Secondo questo sistema, ogni anno 15.000 tonnellate di merluzzo vengono decapitate per poi essere appese appaiate insieme ad asciugare sulle gigantesche rastrelliere in legno a forma di A che abbiamo visto un po’ dappertutto in questa vacanza alle isole.
Il pesce perde così circa l'ottanta del suo peso ed è pronto per essere esportato principalmente, guarda il caso, in Italia.
Lo stoccafisso si mantiene commestibile per anni e spesso si consuma crudo, salato o reidratato tramite un ammollo in acqua. Ho notato che molte persone (anziani soprattutto) lo consumano come liquirizie in qualsiasi momento della giornata.
Lo stoccafisso si dice che sia un concentrato delle migliori caratteristiche del pesce: Un chilo di stoccafisso ha lo stesso valore nutrizionale di cinque chili di pesce fresco.
Tornando al racconto, nonostante le nubi che ormai hanno avuto il sopravvento sull’ azzurro del cielo, dopo aver parcheggiato l’auto ci concediamo una passeggiata rilassante lungo il porto; ovunque ristoranti, hotel, gallerie d'arte e lungo i pontili alcune rorbuer , le classiche casette in legno dei pescatori. L'acqua serpeggia ovunque intensificando il fascino del villaggio con le case e le barche che si specchiano nell’argentea acqua.
Arriviamo alla fine del porto e da un ponte godiamo forse della vista più bella del villaggio, peccato le nubi basse che impediscono di vedere le vette delle montagne circostanti.
Ormai è tardi e riprendiamo l’auto per puntare verso Sud alle scoperta delle altre meraviglie di queste bellissime isole.

Concludendo

Indubbiamente la visita del fiordo è stata un' esperienza molto appagante e la fortuna avuta di averlo navigato con il bel tempo ha reso ancora più indimenticabile questa esperienza. La generosa ed incontaminata natura norvegese, l'aria fresca, l'acqua pura ed il perfetto equilibrio creato tra natura e uomo rendono le terre norvegesi quasi uniche e sicuramente preziose e da preservare. La cosa più bella ed interessante della Norvegia è che il viaggiatore ovunque vada si trova in mezzo a delle bellezze naturali uniche e liberamente ne può fruire.

Grazie per la paziente lettura


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Commenti su questa Opinione

  • leorock65 pubblicata 13/05/2011
    bellu bellu
  • dadanutella76 pubblicata 25/02/2011
    .. un sogno di posto.. !!!!
  • Raffaele75 pubblicata 08/01/2011
    Grandioso! ...Lo stockfish da me è il piatto di casa (Baccalà alla Vicentina). Ma ti alzi sempre all'alba?
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Ciao

Su Ciao da: 08/10/2010