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La spettatrice venuta da lontano
Vantaggi il piacere di passare intelligentemente una serata diversa
Svantaggi ??????
Dettagli
| Contenuti | interessanti |
|---|---|
| Reperibilità | edicola |
| Layout: | mediocre |
| Qualità Materiale | buona |
| Prezzo | da € 25.00 a € 38.00 |
Cioè io. Nata quasi come uno scherzo virtuale dalle quattro chiacchiere serali con Tiziana (pisitta) e Michele (Anubis), la mia presenza al giallo "Troppo odio per Madame" si è concretizzata la sera del 27 dicembre 2003 nel ristorante "Sa Lolla" di Barumini, in Sardegna. Improvvisamente, da Roma, mi sono trovata catapultata al centro di una "Cena con delitto": penso (se non è vero, correggetemi) di essere la persona che ha fatto il percorso più lungo per venire ad assistere a questo giallo per cercare di risolverlo. Devo dire che ne è valsa la pena, perché l’idea e la realizzazione della pièce sono innovative ed originali ed hanno le carte in regola per essere vincenti.
Lo spunto è semplice, ma molto efficace: coinvolgere i clienti di un ristorante ed invogliarli a risolvere un giallo, trovando indizi e moventi, con uno spettacolo che si dipana tra una portata e l’altra, senza sovrapposizioni; gli atti (tre) si alternano alle portate e la soluzione viene servita con il caffè. Questo permette ai presenti di godere sia la cena sia lo spettacolo, per quanto, dopo il primo atto, da quel che ho potuto constatare, l’interesse è tutto focalizzato sulla soluzione: si discute animatamente, prendendo in considerazione o scartando questo o quell’indizio, un colpevole piuttosto che un altro. Dopo il secondo atto, la cena, per quanto buona, è quasi un optional.La scena è essenziale: un fondale scuro, due riflettori, un tavolo con su un bicchiere, una bottiglia ed un vaso di fiori, una sedia, un orologio e alcune carte da gioco. Poche cose, ma tutte importanti per l’articolazione della storia.
Il regista, Michele Cremonini Bianchi e la prima attrice, Marinella Pavanello (che costituiscono la compagnia teatrale Anubisquaw) introducono lo spettacolo con una breve presentazione, poi viene servita la prima portata, quindi, con un repentino cambio di luci, ha inizio il primo atto, che ci mostra subito il talento delle due attrici protagoniste: eh sì, perché, pur essendovi nove personaggi in scena, sono sempre loro due, Marinella Pavanello e Donatella La Macchia ad interpretarli, con una velocità degna di Fregoli nei cambi d’abito e con una grande abilità, perché ogni personaggio è diverso ed ha una caratterizzazione particolare, dalla perfida Madame (che ha una sorella gemella buona e gentile) all’Investigatrice siciliana Santuzza, da Miss Terios alla cameriera Ero, dall’impagabile investigatrice Lavache alle ladruncole Claudine e Claudette fino all’indimenticabile Gemma, cameriera con la flemma. Sulla scena si aggira solo un altro personaggio, un inquietante fantasma nero dalla maschera d’oro che ha comunque un suo ruolo preciso.Il momento più impegnativo per gli spettatori arriva al termine del secondo atto, quando si tratta di scrivere le proprie considerazioni sulla morte di Madame e di dare una soluzione in base a quanto visto e sentito in scena per mezzo delle investigazioni e degli interrogatori dell'Ispettore Lavache e dell'Investigatrice Santuzza: sembra quasi di essere a scuola, durante un compito in classe, e c’è perfino chi tenta di copiare, sbirciando i fogli sui tavoli altrui!!!!
I "compiti" vengono ritirati, la cena termina ed ha inizio uno dei momenti clou della serata: la lettura, da parte delle due attrici, degli elaborati degli spettatori. Cambiando ogni volta il pubblico, questa lettura dà loro la possibilità di improvvisare ed i risultati sono veramente divertenti. Si ride fino alle lacrime, anche perché, a volte, la fantasia della gente è molto sbrigliata. Il bello è anche che non esiste una separazione netta tra attori e pubblico, non c’è un palcoscenico definito, le attrici si aggirano tra i tavoli e così il coinvolgimento degli spettatori è totale e la comunicazione assicurata.
Quando si arriva finalmente alla soluzione sono tutti soddisfatti, chi ha indovinato e chi no, perché tutti si sono impegnati e divertiti e ne è prova il fatto che, molto dopo che la cena con delitto è terminata, molti dei partecipanti sono ancora lì a parlare con gli attori, a congratularsi e a chiedere spiegazioni.
È uno spettacolo da non perdere, perché, oltre ad essere stimolante e ben costruito, offre il modo per passare una serata diversa in modo intelligente ed originale, il che non è poco.
P.S. Per la cronaca: a Barumini io il giallo l’ho risolto ed ho anche trovato un indizio determinante, ma per amore di verità devo aggiungere che, la seconda volta che ho visto il giallo, non mi sono accorta che il colpevole era cambiato (eh, sì, perché il regista-autore si diletta anche in questi scherzetti). Aspetto perciò la terza versione che andrò forse a vedere in una imprecisata regione d’Italia :)
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