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Cantami o Divo…
Vantaggi coinvolgente, molto patinato, soprattutto grazie alla fisicità scultorea dei protagonisti; un film dove tutti sono belli molto sopra alla media.
Svantaggi sicuramente la scarsa aderenza della trama al libro a cui si ispira; personaggi poco più
Dettagli
| Genere | guerra |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | buona |
| Attori | decenti |
| Sceneggiatura | mediocre |
| Colonna Sonora | appropriata |
| Qualità Video (DVD): |
continua
Attenzione: la seguente opinione contiene elementi della trama e del finale; questo presupposto al mio scritto, che pure potrebbe parere superfluo trattandosi di una storia arcinota come quella della guerra di Troia, mi sembra comunque doveroso verso tutti coloro i quali non ne ricordano i dettagli e preferiscono rinfrescarsi la memoria al cinema.
La fiamma delle pire funebri sembra destinata a non doversi spegnere mai, davanti alle alte mura di Ilio: ora che Agamennone ha trovato nell’onore ferito del fratello Menelao una scusa plausibile per attaccare l’invitta città di Priamo, non c’è più nulla che può frapporsi fra lui e la sua brama di conquista. Nulla, o forse una sola persona: un semidio di nome Achille…Paride, giovane e vanesio figlio del saggio re Priamo e fratello dell’ottimo Ettore, il Troiano più forte, manda all’aria la pace fra la sua città e quella di Sparta innamorandosi, ricambiato, della moglie del re Menelao. Quest’ultimo, vistosi rubare la consorte, chiede aiuto al fratello megalomane, Agamennone, che da sempre è interessato a Troia e vuole sottometterla.
L’antefatto è un po’ diverso: alle nozze della Nereide Teti col mortale Peleo, Zeus ha invitato tutti gli dei, tranne Eris, la dea della discordia. Costei, per gettare scompiglio fra i convitati, fa rotolare nel bel mezzo della festa un pomo d’oro con su scritto “Alla più bella”. Se la contenderanno tre dee: Giunone, Minerva e Afrodite. Paride, scelto da Zeus per decidere, si vede offrire in cambio del pomo il governo dell’Asia Minore da Giunone, l’invincibilità in battaglia da Minerva e la donna più bella del mondo da Afrodite. Lo sventato giovane figlio di Priamo, che alla nascita fu allontanato dalla madre Ecuba, la quale aveva sognato di partorire l’uomo che avrebbe causato la rovina di Troia, si fece tentare dalla dea della bellezza, e pertanto le donò il pomo. Le altre due giurarono eterno odio ai Troiani. Afrodite, dal canto suo, lo aiutò a strappare Elena dalle braccia del marito Menelao.
L’arrivo del personaggio di Briseide nel film di Petersen coincide con la profanazione da parte dei Mirmidoni di Achille di un tempio dedicato ad Apollo sulla spiaggia di Troia. Briseide, sacerdotessa di Apollo e cugina del prode Ettore viene presa come bottino di guerra e strappata da Achille ad un destino di stupro di massa. I due diverranno amanti.
In realtà è tutto più complesso: Agamennone, infatuatosi di Criseide, sacerdotessa di Apollo, la strappa al padre Crise, sacerdote anch’egli e viene perciò punito dal dio che stermina gli achei con una pestilenza. Vistosi costretto a restituire la preda, Agamennone avanza allora pretese su Briseide, schiava di Achille, scatenandone quella che Vincenzo Monti celebremente tradusse dal greco come “ira funesta”.
Il film di Petersen rispetta il carattere dei personaggi: Achille-Brad Pitt è feroce come gli si conviene; Ettore-Eric Bana è un uomo buono e giusto, a cui vanno le simpatie del pubblico per la sua umanità e la sua onestà; Patroclo è giovane ed imberbe come si deve, pur risultando cugino di Achille e non amico (per la pelle, essendo stati entrambi cresciuti dal centauro Chirone, ma anche amante); Paride ha la bellezza un po’ fragile di Orlando Bloom, mentre Diane Kruger è decorativa nella parte di Elena, la donna della discordia. Insomma, tutti belli bellissimi, tutti molto coscienti di sé: Pitt che guida la sua biga di tre quarti perché gli risaltano meglio i muscoli che gli sono costati mesi di esercizi estenuanti; Bloom e la Kruger spesso lucidi e nudi; Andromaca, perennemente tremante e con le labbra socchiuse. Si solleva un po’ dalla media l’ex incredibile Hulk Eric Bana, non troppo retorico, né vanesio. Ma devo ammettere che il mio giudizio per lui è viziato dal personaggio che interpreta, un eroe che ho amato moltissimo, al punto da piangere mentre ne leggevo la morte dalle pagine di Omero. La cosa meravigliosa e assieme terribile della lettura è che davvero ti fa sentire il dolore di cui si racconta, e sentire la morte del tuo eroe è un’esperienza davvero agghiacciante. Inoltre ho trovato Bana davvero sexissimo, e questo probabilmente mi rende poco obiettiva…
Mancano totalmente personaggi che nelle pagine dell’Iliade ricoprivano ruoli fondamentali: che ne è di Ecuba, moglie di Priamo, che impazzita alla vista della rovina di Troia viene lapidata dagli Achei? Leggenda vuole che costoro, rimosse le pietre sotto le quali l’avevano seppellita, trovarono una cagna latrante dagli occhi di fuoco…Insomma, se volessi continuare con le incongruenze non la smetterei più.
Sono uscita dal cinema dove avevo assistito alla proiezione di Troy con l’idea che poteva essere fatto molto, ma molto di più. Come trama, ma anche come scene di battaglia (il Signore degli Anelli mi ha resa esigente), e come recitazione non ve lo dico proprio. Tuttavia, mi sorge un dubbio. E cioè: se al liceo avessi avuto Eric Bana a distogliermi dai libri per giocare con me ad Ettore ed Andromaca, credo che magari della vera Iliade ricorderei molto meno. Però “Troy” mi sarebbe piaciuto molto, ma molto di più.
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