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Opinione

per Troy (Petersen, Wolfgang)
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3 Stelle iliade? what's iliade?
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Raccomandato: Si

Vantaggi brad pitt

Svantaggi e' un'americanata...

Dettagli

Genere drammatico
Età minima per tutti
Regia mediocre
Attori decenti
Sceneggiatura banale
Colonna Sonora appropriata
Qualità Video (DVD): BUONA
continua

L'autore

tecmessa2000 Dal 16 nov 2005

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Non nego di avere una passione insana per i film in costume! Basta che ci sia una toga o un merletto ed eccomi pronta a digerire qualsiasi cosa o quasi… quindi ammetto di aver voluto fortemente vedere troy, anzi ho fatto di piu': avendo saltato l'appuntamento al cinema, ho comprato il dvd, piuttosto che affittarlo!
Pentimenti? In linea generale no… oddio, non che non abbia avuto fremiti di indignazione a vedere il capolavoro greco storpiato o abusato, ma con la fantasia tutto e' possibile, no???

Vabbe', parlando seriamente… troy e' un blockbuster sin dalla sceneggiatura. Un film prodotto al solo scopo di fare soldi, non di istruire il popolo ad un classico della letteratura di tutti i tempi, d'altronde sarebbe stato alquanto presuntuoso pensare che il pubblico americano, prima di tutti, apprezzasse l'intima amicizia dell'eroe Achille con Patroclo, pensate poi ad Achille-Brad Pitt vestito da donna tra le figlie di Licomede, per sfuggire al suo destino di morte… no, in realta' e' evidente l'intento del regista di fare di questa storia un film di azione con gonnellini al posto dei jeans!
Iniziamo con ordine.
Achille e' l'eroe di Agamennone, re di Micene, il quale, nella sua sete di potere e conquista, manda il suo guerriero migliore a sfidare i campioni di altre nazioni per vincere le loro terre… si capisce fin dall'inizio che tra i due non corre buon sangue: Achille rimprovera al re miceneo di non avere abbastanza fegato per combattere le guerre che fa; Agamennone pensa che un suddito debba ubbidire senza fiatare e la scarsa disciplina di Achille lo irrita e lo umilia…

E qui iniziano le digressioni dall'Iliade di omerica memoria. Achille, capo dei Mirmidoni, ha la sua casa in Tessaglia, capitale Ftia, ma la Tessaglia e' l'ultima terra che, nel film, Agamennone conquista grazie ad Achille… vabbe', poco male…
Si passa quindi a casa Achille: tra panorami mozzafiato scopriamo che Patroclo, il giovane sparring partner di Achille, e' suo cugino. E qui torniamo ai problemi di cui sopra: come rendere credibile il mitico Achille, l'eroe per antonomasia, il senza paura, il coraggioso grande guerriero greco, se gli si da un amante maschio e per di piu' quasi in eta' da pedofilia?!? Di certo il regista e i produttori avranno capito subito quanto la cosa potesse essere difficile, ben lontani dal coraggio di Ang Lee e dei suoi cowboys omo, i nostri scelgono la via piu' facile: Achille resta etero e Patroclo lo si imparenta!
In realta' il discorso e' alquanto piu' complicato. Gli americani, si sa, non beneficiano di una cultura di stampo europeo, tranne chi arriva a laurearsi, quindi diciamo che la gente comune, che non ha soldi e possibilita', si accontenta per tutta la vita di un insegnamento liceale che non e' proprio riconosciuto al mondo, per la sua peculiare qualita'… a chi si rivolge il film quindi? Ai laureati cha SANNO o al popolo che l'Iliade l'ha forse letta come trafiletto? Un blockbuster deve poter accontentare la maggioranza, quindi…
D'altronde e' impensabile distribuire all'entrata dei cinema degli opuscoli che spieghino agli spettatori che per il popolo greco l'omosessualita' non era affatto una vergogna e che molti eroi greci (e romani), avevano affaire con giovanotti, senza toglier nulla alla sessualita' ordinaria, tra l'altro. L'omosessualita' totale era rara, il sesso tra uomini era considerato esteticamente migliore di quello tra uomo e donna. Donna, non dimentichiamoci, segregata nel gineceo, che non poteva prendere parte alla vita sociale, alle decisioni di alcun genere e il cui unico compito era sfornare marmocchi al suo signore marito. Ma la piazza, l'agora', quello era il posto dove il popolo decideva e viveva e questa piazza era frequentata dagli uomini… come spiegare tutto questo ai bigotti americani, che hanno fatto naufragare il povero Stone sotto al suo monumentale e a torto tacciato di noia, Alexander, il cui protagonista vive e si muove da vero greco?!? E non dimentichiamo il visto della censura, che affossa i film prima della loro uscita. Ecco quindi l'espediente "cugino Patroclo"…

Achille viene raggiunto dall'amico Ulisse, l'uomo piu' furbo della Grecia antica, il quale lo informa che si sta muovendo guerra a Troia, un conflitto voluto da Agamennone per salvare l'onore del fratello Menelao, la cui consorte, Elena, nota per esser la donna piu' bella del mondo conosciuto, e' fuggita col piu' piccolo dei principi troiani, Paride.
Spostiamoci allora a Sparta, alla corte di Menelao ed Elena: i principi di Troia, il saggio Ettore e lo scavezzacollo Paride, hanno stretto un accordo di pace, ma Paride ed Elena sono divenuti, nei pochi giorni di ospitalita' presso Menelao, amanti… l'idea che ci si fa di Elena e' quella comune che poi leghera' il nome della citta' di Paride ad un atteggiamento femminile di liberta' sessuale non proprio ineccepibile… niente opuscolo qui, per raccontare la triste storia della bella Elena e di Paride. Lei, nata da un uovo, da una madre sedotta da Zeus sotto forma di cigno, sin da giovinetta rapita e contesa per la sua bellezza, schiacciata dalla volonta' di due fratelli-padroni, i temibili Dioscuri, viene data sposa a Menelao in giovane eta'. Matrimonio politico, con un uomo di bruschi modi.
Paride invece viene abbandonato in fasce, dai genitori piangenti, poiche' i sacerdoti hanno previsto che avrebbe portato sventura all'intera Troia. Allevato da pastori, un giorno viene eletto come giudice di una gara di bellezza tra dee! Sembrerebbe un compito piacevole, ma cio' che egli ignora e' che la mela d'oro contesa tra Afrodite, Era e Atena e' frutto di uno scherzetto della dea della discordia, la quale, non invitata al banchetto di nozze tra Teti e Peleo (i genitori di Achille), ha lanciato il pomo nella sala per aizzare la rivalita' tra le dee… sul pomo c'e' scritto infatti "alla piu' bella" e subito le tre dee piu' importanti se ne contendono il possesso.
Per avere un giudizio equo le dee decidono di rivolgersi ad un mortale ignaro e trovano Paride che pasce le pecore… si scatenano le offerte per aggiudicarsi il pomo e tra tutte Afrodite promette al giovane l'amore della donna piu' bella del mondo! Paride cede e accetta assegnandole la mela… le altre dee se la legano al dito, naturalmente.
Passa del tempo e Paride si ritrova ai piedi del trono di Priamo ed Ecuba, i suoi genitori, che lo riconoscono e, amore di genitore, lo accolgono con tutti gli onori, tra la famiglia…
Ecco cosi' spiegato come un principe di corte potesse comportarsi in modo tanto bastardo con il re suo ospite! Elena e' costretta dalla promessa di Afrodite ad amare Paride, il quale pastore e' cresciuto e pastore e', nonostante ora porti la corona di principe!
Sia come sia, Paride rapisce Elena e la porta a Troia, come sua sposa. E qui, non costava nulla e non rischiava censure, Priamo accoglie la giovane con amore di padre, cosi' come Omero racconta. Manca, ahime', per motivi che non comprendo, la figura di Ecuba, regina di Troia e fedele compagna del re. Dal loro matrimonio sono nati quasi 20 figli e altri Priamo li ha dalle concubine, ma Ecuba li ama tutti e si rivela una donna forte ed amorevole madre. Finira' schiava, dopo la caduta di Troia, di Ulisse…

Elena, stupita dell'accoglienza e in preda ai sensi di colpa, teme la guerra. Agamennone non ha alcun interesse nei problemi coniugali di suo fratello, gli interessa Troia, il potere di Priamo e il rapimento della regina di Sparta e' un buon pretesto per assediare Ilio dalle forti mura, come Omero chiamava Troia.
Tuttavia, innamorata e un po' svampita, come da libro, rimane con la nuova famiglia. Una famiglia grande, lo abbiamo detto, ma un po' scombussolata rispetto all'originale lavoro del poeta.
Pare infatti che Priamo di figli ne abbia solo due: Ettore e Paride.
Il primo e' l'erede, il campione della citta': bello, forte, dai valori consolidati e dalla forte morale. E' sposato con una donna, Andromaca, che ama teneramente, ricambiato. Hanno un bambino, Astianatte, neonato… Ettore non approva le follie amorose del fratello, ma lo tollera con amorevole affetto, quando questi gli presenta la rapita Elena, Ettore si preoccupa di salvare il suo popolo dall'ira dei greci, ma decide di appoggiare l'amore del fratellino ancora una volta. Tuttavia e' una persona completamente diversa da Paride. E' il classico bravo ragazzo che tutti i genitori del mondo vorrebbero come figlio o come genero…

Mancano le figure essenziali di altri fratelli, tra tutte quella di Cassandra. Nell'Iliade, Cassandra e' la principessa votata agli dei. Per aver rifiutato le profferte amorose di Apollo, a cui si era promessa, e' stata condannata a predire il futuro, ma senza essere mai creduta. E' una figura drammatica, frustrata da un destino che non merita, incompresa e accusata di essere un uccello di malaugurio per tutta la vita.

Nel film la principessa sacerdotessa e' Briseide, cugina (un'altra!), dei principi troiani. Votata vergine ad Apollo, serve in un tempio sulla spiaggia davanti le mura della citta', qui viene catturata dai Mirmidoni che, guidati da Achille, hanno subito attaccato la citta', senza attendere l'arrivo delle navi greche.

In realta' sappiamo che Briseide e' la schiava che Achille conquista in Cilicia, dove e' moglie del re Minete. Morti marito e fratelli per mano del Pelide, Briseide diviene preda di guerra dell'uomo che l'ha resa vedova ed infelice, ma tra i due nasce l'amore… sindrome di Stoccolma? Forse, ma all'epoca la psicologia non aveva fatto passi da gigante!
Sappiamo poi che Agamennone porta schiava con se Criseide, il cui padre Crise, un sacerdote di Apollo, si presenta con i segni della sua condizione sociale e ricchi doni, per riscattare la figlia. Agamennone, uomo bieco e gretto, caccia il sacerdote, il quale piange il dio che lo vendica, mandando ai Greci la pestilenza… da qui prende inizio l'Iliade vera. Calcante, indovino dell'esercito acheo, impone al re, assieme agli altri capi, di restituire la fanciulla. Agamennone accetta, ma per ripicca ruba Briseide ad Achille, il quale da quel momento rifiuta di scendere in campo, offeso per l'affronto subito.

Nel film Briseide viene quindi portata ad Achille come preda. Il Pelide invece di violarla come ci si aspetta da un guerriero rude, instaura una conversazione, dalla quale traspare la sua pienezza di se', ma anche sentimento ed umanita'. Per nulla intimorito dalla morte, avvolto dalla leggenda della sua invulnerabilita', che nel film non viene affrontata (Achille non risponde a chi gli chiede se e' vera), l'eroe si puo' definire un tantino coatto, ma credibile.

Agamennone festeggia cosi' il primo successo della guerra. I re alleati lo elogiano, anche se a conquistare la spiaggia non e' stato certo lui, ma Achille ed i suoi uomini. Achille invece, con disprezzo, lo etichetta per quel che e': un otre di vino! Omero usa anche l'espressione "faccia di cane", molto efficace… il re allora gli scippa la bella sacerdotessa, la quale si offre di seguire Agamennone, seppur a malincuore, per evitare spargimento di sangue. E qui, come nel poema, Achille incrocia le braccia.
Di Crise, Criseide, pestilenza non v'e' traccia…

Per evitare la guerra aperta Paride si offre di affrontare il re Menelao per la mano di Elena, ma ferito, terrorizzato all'idea di morire, si rifugia tra le gambe del fratello Ettore, che uccide Menelao… e scoppia la battaglia.
I greci, senza il loro campione, iniziano a perdere colpi e sono costretti alla ritirata piu' volte. I troiani d'altra parte, sono infervorati dalle vittorie, anche un po' troppo… nonostante l'opposizione di Ettore, decidono di attaccare i Greci all'alba.

Menelao in realta', cioe' nel poema omerico, non muore a Troia, ma torna a Sparta con l'infedele e riconquistata Elena e qui invecchia, occupando il trono del fratello dopo la morte di questi…

Nel frattempo i re achei convincono Agamennone a restituire la ragazza al Pelide, di fronte all'evidente utilita' dell'eroe ribelle, il re si piega e ammette di non aver toccato Briseide, ma di averla consegnata come spasso ai soldati. E dai soldati la salva propria Achille. Portata nella tenda e rifocillata, Briseide tenta nottetempo, di uccidere Achille. La conclusione e' ovvia: te ne stai seduta su Brad Pitt, nudo come mamma l'ha fatto, che ti sfida a sgozzarlo… insomma, la verginita' consacrata ad Apollo va a farsi benedire tra le braccia di Achille!!
Contrariamente all'idea di Achille indomito guerriero, nato per combattere, il nostro eroe filmico, decide di metter su famiglia con la ragazza e ordina di levare le tende. Ma i troiani sono decisi a scacciare i greci con la forza e attaccano all'alba come previsto. I Mirmidoni sono comandati a non combattere, ma all'improvviso il Pelide corre incontro ai suoi soldati, spronandoli ad unirsi agli altri greci. Incoraggiati dalla presenza del campione i greci si battono come leoni, Ettore raggiunge Achille per una singolar tenzone e… vince! In pochi colpi abbatte il guerriero piu' pericoloso e leggendario di tutti gli eroi, potete immaginare lo stupore e lo sconforto acheo… ma ecco la sorpresa: sotto l'armatura non c'e' Achille, ma Patroclo, il quale, ansioso di partecipare agli scontri, ha indossato le armi del cugino e guidato gli ingannati Mirmidoni sul campo!
Si chiude la battaglia sotto l'emozione per un ragazzo morto… Ettore viene informato del rapporto di parentela con il Pelide e sa, tornando a Troia, che sua moglie e' presto vedova e il figlio orfano…

Achille intanto si crogiola nel suo amore per Briseide, che ha accettato di abbandonare Troia per lui. Raggiunto dal suo comandante, viene informato della triste notizia.

Apriamo la parentesi sul vero racconto. Patroclo, amante di Achille, benche' comprende l'ira funesta dell'amico, gli chiede di indossare la sua armatura per unirsi alla battaglia. Achille tentenna, ma infine accetta, chiedendogli di non spingersi in campo aperto, ma di rimanere ai margini della lotta per evitare pericoli. Patroclo cosi' si batte, ma viene preso per Achille da Ettore che lo sfida e lo uccide. Ettore, come da consuetudine, spoglia il nemico delle armi.
La vita media era piuttosto breve, capitava che ragazzi di 16 anni fossero gia' guerrieri con esperienza e di certo la loro morte non commuove poi piu' di tanto, in un mondo fatalista come quello greco antico…

Un incavolatissimo Achille parte quindi per reclamare la vendetta, nonostante la piangente Briseide cerchi di fermarlo.
Ettore conosce il suo fato, Achille e' piu' forte, non teme nulla e non ha niente da perdere. Lui invece ha una moglie ed un figlio piccolo, che temono per la sua vita e che egli non vuole certo lasciare, ma fara' cio' che deve e scendera' ad affrontare il Pelide.

Ora ci sono scene molto liriche nel poema, tra Andromaca e il marito. Lei, che agli occhi di una ragazza di oggi, appare come una gatta morta della peggior specie, e' la classica donna greca, tutta lacrime e rassegnazione, che teme il destino di vedovanza, ma lo considera come una prova a cui le donne vanno incontro. Cerca di dissuadere il marito senza troppa veemenza, come si addice ad una fedele moglie ellenica, mettendogli il bambino in braccio e piangendo.
Nel film Ettore mostrera' alla moglie un passaggio segreto, consapevole che la sua prossima fine coincidera' con la caduta di Troia e sa bene che destino attende i suoi familiari…

Cosi' Ettore combatte Achille e soccombe. Ignorata la scena del morente Ettore che predice futuro breve al suo carnefice, di fortissimo impatto emotivo, ma forse di difficile realizzazione… o forse, purtroppo, caduta per la necessita' di dover ridurre la storia all'osso, dando priorita' ai smomenti salienti.

L'Iliade si chiude con la morte di Ettore e l'umiliazione di Priamo che ne richiede il corpo indietro. Achille infatti, invece di restituire le spoglie, come da codice d'onore, lo lega al suo carro e lo trascina intorno le mura di Troia (tre volte nel poema, se non ricordo male), le possenti mura di Ilio che la rendono inespugnabile per dieci lunghi anni di assedio…
Priamo allora con il favore degli dei commossi per il suo dolore, giunge alla tenda dell'assassino di suo figlio e ne reclama il corpo. Nel poema la scena e' straziante: il vecchio re, con gli acciacchi e le lacrime copiose agli occhi, bacia la mano di Achille e gli ricorda che anche lui ha un padre, Peleo, vecchio e in pena come lui, che morirebbe dal dolore se Achille morisse e ancora di piu' se gli venisse negata la possibilita' di onorarne il feretro come si deve.
Nel film scopriamo invece che Peleo e' morto… mah?!?!
Achille quindi non si commuove come Omero dice, nel ricordo del padre che sicuramente dovra' affrontare il dolore per la perdita del figlio destinato a magna gloria e breve vita… cmq rende Ettore a Priamo e, gia' che c'e', anche Briseide, con la quale il rapporto e' ad un'impasse.

E qui sarebbe stato carino da parte del regista chiudere la storia, dopo averla violentata abbastanza, seppure rimanendo giustificabile o almeno tollerabile… invece persevera!

Sappiamo come finisce la storia, Ulisse suggerisce di usare il legno delle navi per costruire un cavallo vuoto al cui interno i guerrieri achei si nascondono. I troiani, credendolo un voto e non trovando tracce della flotta assediante, portano il cavallo all'interno di Troia (abbattendo parte delle famose mura), e durante la notte vengono massacrati…
Nel film accade questo. Solo che ci sono alcune incongruenze piuttosto grandi, di nullo valore didattico e pure esagerate anche per uno stomaco come il mio…!

La prima e' Achille: all'epoca del cavallo, egli e' gia' morto. Innamoratosi di una delle figlie di Priamo, vista durante un rito, Polissena, chiede al re di sposarla, ma il giorno del matrimonio Paride, con l'aiuto di Apollo, colpisce il Pelide nel tallone e questi muore… gli succede il figlio, Neottoleomo o Pirro, che a differenza del genitore e' crudele e poco incline all'umanita' o all'onore. Pirro e' nato dalla relazione di Achille con Deidamia, figlia del re Licomede, presso la cui corte l'eroe viene nascosto, sotto abiti femminili, dalla madre, la dea Teti, proprio per scampare alla morte a Troia e dove Ulisse lo smaschera con l'inganno.
Pirro quindi e' nel cavallo quella fatidica mattina e partecipa attivamente al massacro dei troiani, portando con se, schiava, la vedova di Ettore, dopo aver precipitato il neonato Astianatte giu' dalle mura, e aver ucciso Priamo inerme, ai piedi di un altare. E aver sgozzato Polissena sulla tomba del padre…

Ma nel film, la storia decennale della guerra di Troia, si conclude in pochi giorni e bisogna riscattare il buon Achille, che lungi dal chiedere a Priamo la mano di una delle sue figlie (che, ricordiamo, non ci sono), entra a Troia con l'idea fissa di trovare la bella Briseide. E cosi' e'… trova la sacerdotessa in pericolo per aver finalmente fatto giustizia della meschinita' di Agamennone, la salva dai greci fedeli a re, pronti a vendicarlo, e fa per portarla via… ma Paride interviene e scocca la sua freccia… Achille muore, Paride smarrito davanti l'amore della cugina per il nemico caduto, la trascina al passaggio segreto che Ettore ha mostrato ad Andromaca e vissero felici e contenti.

Ah, non manca l'accenno al futuro radioso che non muore, ma spero non sia foriero di un sequel. Tra i fuggitivi nel passaggio v'e' il giovane Enea cui Paride affida la "spada di Troia", uno dei simboli regali appositamente creati dalla fantasia dello sceneggiatore. Enea e' un giovincello che porta il padre via con se… nella realta' Enea, figlio di Afrodite, e' un uomo bell'e fatto, guerriero poderoso che ricaccia anche Achille in una battaglia, e principe di sangue reale. E' sposato con Creusa che muore nella battaglia, o almeno viene dichiarata dispersa. Ha un figlio Iulo, che porta con se' verso la fuga assieme al padre, Anchise. Il suo futuro e' raccontato da Virgilio nell'Eneide, mezzuccio di propaganda per dare a Roma l'origine divina che, di fatto, non ha mai avuto…!

Agamennone non muore a Troia, naturalmente. Torna in patria con Cassandra prigioniera, e viene fatto fuori dalla moglie, Clitemnestra, sorella meno bella di Elena, e dal di lei amante, Egisto. Clitemnestra non ha digerito il fatto che Agamennone abbia sacrificato la figlia Ifigenia per implorare gli dei per venti favorevoli alla flotta greca, in partenza per Troia e cosi' si vendica, ecc ecc!

Giudizio finale? Il film e' un filmetto, con bella fotografia e cast sufficientemente bravo. Brad Pitt e' fisicamente Achille, cosi' come lo si immagina nel leggere l'Iliade;: bello, biondo, muscoloso ma non troppo, insomma e' credibile. Le americanate ahime' non altrettanto… chi non ha mai conosciuto il poema potra' trovarlo anche spettacolare e unico, chi come me ha amato l'opera non puo' che guardarlo come passatempo e, superati i brividi, digerirlo per qualche e'. un critica ferocia e' un po' come sparare sulla Croce Rossa…

PS: la foto girata su internet con Achille che per sfondo ha un bell'aereo… e' finta!!!


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Avete domande riguardo Troy (Petersen, Wolfgang)? Domanda
Pagina 1 di 5 | 1 - 5 di 21 commenti
  • cody76 29/04/2010 01:41
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • manuela.g1980 08/07/2007 16:32
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • meinung 27/06/2007 21:54
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ottimo

  • sunshine85 21/04/2007 04:03
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Elo84 23/03/2007 15:22
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Veramente brava.....una maga dei riassunti!

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