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Iscritto da:01.02.2008
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È sufficiente guardare Beppe Grillo per essere contagiati dalla sua inesauribile carica di simpatia. Basta avere sottomano il suo libro "tutto il grillo che conta" per rendersene conto. Ho trovato il libro al Bennet, e l'ho subito comprato! Nella copertina, l'immagine dell'artista intriga. I riccioli ribelli, come il suo carattere, fanno da contrappunto agli occhi sgranati di un bambino sorpreso, che sorprende. È quasi un'icona, inossidabile nel tempo, ammiccante e coinvolgente. Genovese "DOC", nasce nel 1948, diplomato in ragioneria, invece di occuparsi di "partita-doppia" e di "palanche" subisce il fascino culturale della città della Lanterna che ha sempre avuto nella musica e nel teatro i suoi punti di eccellenza, da Paganini a Gilberto Govi, da Lydia Borelli a Carlo Dapporto, da Vittorio Gassman a Paolo Villaggio. In particolare è attratto dalla nascente nuova scuola genovese di cantautori, come Luigi Tenco, Fabrizio De André, Paolo Conte , Umberto Bindi, Gino Paoli, e Bruno Lauzi. Beppe Grillo si esibisce nei locali della sua città, poi un provino a Milano nella sede della Rai, dove improvvisa un monologo che gli spalanca le porte della grande platea televisiva. Tra i personaggi dello spettacolo, che hanno lasciato un segno sul finire del XX secolo, Beppe Grillo è, certamente, il più popolare. Lo conferma il record dei telespettatori, oltre 22 milioni, stabilito, in più occasioni, con "Fantastico", "Domenica in" e nelle dirette dal Festival di Sanremo. La sua "comicità" rompe gli schemi 'tradizionali della tv. È tutto un fuori 'copione. Monologhi graffianti di satira politica e di costume, un vero incubo per i responsabili delle trasmissioni. Il pubblico si diverte ma il "palazzo" non gradisce e le telecamere si spengono. L'ostracismo durerà anni ma Grillo non si scoraggia. Del caso se ne occuperà la stampa internazio¬nale, il "Ti me" gli dedica la copertina e la TSI, la Televisione della Svizzera Italiana, gli concede ampi spazi. Nel contempo raccoglie i successi sul grande schermo. "Cercasi Gesù", diretto da Luigi Comencini, vince il David di Donatello, "Scemo di Guerra", con la regia di Dino Risi, partecipa al Festival di Cannes e "Topo Galileo" di Laudadio, rappresenta l'Italia al Festival di Rio de Janeiro. Ma per Grillo non basta. Le sue innate doti di comunicatore necessitano del contatto fisico con il pubblico. Così inizia tournée a ripetizione che registrano il tutto esaurito. I suoi "recital" prendono di mira l'economia consumistica, la pubblicità ingannevole e i problemi della salute dell'ambiente. Su quest'ultimo argomento apre il nuovo millennio con un "discorso all'umanità" cogliendo le crescenti preoccupazioni per l'inquinamento e le crisi energetiche. Artista, attore, comico, affabulatore, predicatore o soltanto un geniale comunicatore? Come si definisce Beppe Grillo nel suo libro : "Tutto il Grillo che conta"? Egli si descrive un disincantatore. Uno che parla per incantesimi. Che parla di economia, della finanza, dell'energia, per cercare di rendere consapevoli su questi temi chi lo ascolta. Significa esternare, senza veli, ciò che tutti pensano senza avere il coraggio di dire? Grillo non si pone l'obiettivo di dire ciò che la gente pensa. Dice quello che penso, a volte combacia, altre volte no. La sua è una manifestazione del pensiero in massima libertà, da responsabile, s'intende. La maggiore soddisfazione della sua vita? La famiglia e i suoi 6 figli. La più cocente delusione? Grillo scrive che nella sua carriera ne ha subite, ma hanno sempre rappresentato l'inizio di un nuovo cammino. LUi le ricorda sempre volentieri, anche le censure e le imposizioni, ovviamente ignorate, come "questo non si fa" o questo" non si dice". Nonostante tutto i successi, anche economici, non sono mancati. Che rapporto ha Beppe Grillo con il denaro? Non ha alcun rapporto fisico. Ha soltanto delle informazioni. È una cosa che non gli appartiene più. Ci sono delle carte di credito, degli strumenti tecnologici che attestano che lui possiede, ma da tanto tempo il denaro contante non l'ha più visto. Il risparmio è ancora virtù? Il risparmio è come allontanare la morte. Una virtù tipica dei genovesi, che hanno buon senso, perché sanno quanto costi fatica guadagnare, onestamente. Ha un desiderio inappagato? Cosa avrebbe voluto fare? Musica, musica, musica. Ha incominciato cantando, con la chitarra, poi, purtroppo ho soltanto parlato. Ora vorrebbe smettere di parlare e suonare blues, come un nero e così vorrebbe il colore della sua pelle. Spera di riuscirci, al contrario di Michael Jackson. Se è vero che il genere blues, nato agli inizi del '900 negli Stati Uniti, rappresenta una forma di protesta della condizione operaia, per Beppe Grillo, il passaggio dalle parole alla musica, non cambierà nulla. Sempre di protesta si tratta. Per lui "L'altra metà del cielo è tinta di blues".
le trasmissioni televisive dal ""Beppe Grillo Show"" su RAI uno nel 1993, a ""beppegrillo.it"" nel 2005, nonch undici dei principali articoli pubblicati da Grillo sulla s...
le trasmissioni televisive dal "Beppe Grillo Show" su RAI uno nel 1993, a "beppegrillo.it" nel 2005, nonché undici dei principali articoli pubblicati da Grillo sulla stamp...
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24.09.2008 06:48
non lo sopporto,poi dopo quello che ha detto su Veronesi ancora meno
08.02.2008 12:23
anche io voglio diventare nera...anzi lo sono gia' di collera che i poitici mi fanno venire
06.02.2008 12:52
sinceramente NON LO SOPPORTO....ANZI MI E' INDIFFERENTE!!!! alla prossima...