Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo (Tiziano Terzani)

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Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo (Tiziano Terzani)

Viaggiare è sempre stato per Tiziano Terzani un modo di vivere e così, quando gli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viag...

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27 opinioni degli utenti

Opinione su "Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo (Tiziano Terzani)"

pubblicata 14/11/2005 | redana
Iscritto da : 30/11/-0001
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Ottimo
Vantaggi Libro difficile, ma bellissimo
Svantaggi Doloroso da leggere
Eccellente

"Il potere taumaturgico della parola"

Il potere taumaturgico della parola… non so se vi sia accaduto mai, a me è successo spesso (forse per influenza dell'analisi, forse per caso) di leggere dei libri che hanno avuto un effetto "curativo" sulla mia anima e mi hanno di fatto aiutato a trovare un motivo per ricominciare a vivere o, se preferite, una rinnovata energia atta a ricercare delle nuove sfide, e rinnovare la curiosità.

Mi piace pensare le cose accadano solo nel momento in cui devono accadere… così come a me è capitato di leggere questi testi esattamente nel momento in cui la mia anima ne aveva bisogno.

La paura della morte di alcune persone a me care, l'angoscia continua di un sopravvivere alla giornata, lo slalom mentale tra sogni, speranze e disperazione, disperazione nera, totale… Gli attacchi di panico e "l'avvoltoio", la depressione…

Questi motivi avevano da tempo risvegliato la mia curiosità nei confronti dell'ultimo libro di Tiziano Terzani (uscito ostumo) "Un altro giro di giostra", ma da mesi ormai procrastinavo l'irrinunciabile confronto con questo testo, sia per pura e semplice paura di affrontare un argomento per me adesso tanto coinvolgente, sia per la tristezza immensa dell'idea di leggere Terzani da morto.

L'ho molto amato come giornalista, non perdevo un suo articolo, e… a volte capita, non credo solo a me, di sentire profondamente la morte di un personaggio fisicamente sconosciuto, ma nel contempo sempre presente, quasi come un amico con il quale si hanno periodici appuntamenti letterari.

Mi aspettavo che fosse un libro duro da leggere, non mi aspettavo lo fosse tanto. Duro, dolorosissimo in certi passaggi (i primi, quando ancora in Tiziano la certezza i sopravvivere è tanto forte da risultare - a posteriori anche per lui - ingenua), però neppure mi aspettavo che fosse un libro tanto ricolmo (straripante forse sarebbe termine più adatto) di una pura, enorme ed irresistibile gioia di vivere.

Il primo confronto con l'idea della sua propria morte trova Tiziano in un ospedale di Bologna intento a fare un normale controllo per disturbi minori, ed avviene quando un giovane medico gli comunica che i suoi disturbi sono dovuti ad un tipo particolarmente aggressivo di tumore maligno.

Tiziano passerà tutta la notte a chiedersi quante persone avranno avuto la stessa notizia prima di lui, esattamente in quello stresso letto, e ad immaginare le loro reazioni. Nemmeno per un minuto lo sfiora la paura della morte… per lui (da tempo intriso della cultura indiana) la morte rappresenta solo il normale e giusto corollario alla vita. E la malattia stessa che lo sta aggredendo gli pare solo un modo offertogli da un qualche Dio (in cui non crede) per prepararsi alla morte stessa.

Il suo libro è esattamente questo. Un cammino verso la morte intesa come "spazio altro", come "altro inizio", come "naturale continuazione biologica della vita", ma è nel contempo un viaggio attraverso sé stesso per trovare la sola risposta che l'uomo pare destinato a non conoscere mai: "Cosa sono io?"

In questa ricerca Tiziano si scontra e si confronta con due mondi diametralmente opposti, e proprio per questo concomitanti in lui: l'India e gli Stati Uniti d'America. All'interno di questo assurdo confronto/dualismo ne nasce spontaneamente un altro, tra la medicina "ufficiale" e la medicina orientale tradizionale, espressa da Terzani come un confronto fra "la medicina che parte dalla morte per curare la vita" (la base della medicina tradizionale occidentale parte dallo studio dell'anatomia dei cadaveri) e "la medicina che parte dalla vita per cercare di capire la morte".

Da occidentale, Terzani si rivolge senza nessun tentennamento alla medicina ufficiale per curare il suo male, da persona informata sulle migliori tecniche di cura si rivolge ad una clinica statunitense perché "gli americani sono i migliori a curare i tumori, dato che sono i migliori nello svilupparli, con il loro modo innaturale di vivere", ma presto il dualismo odio/amore che prova per gli Stati Uniti lo costringe ad andarsene per non soffocare la sua voglia di vivere che, in un paese che lui percepisce come falso, si sta velocemente spegnendo.

Non è lì che può trovare la voglia di vivere ancora: il massimo che gli USA gli possono offrire è la tecnica, ma questa implica che lui accetti di essere una "non-persona", di diventare caso clinico, di essere (e di sentirsi) non più una persona, ma "un cancro".

Soprattutto, però, ciò che Terzani non riesce ad accettare è l'idea che una parte del suo corpo sia definita come un "nemico da combattere", "un male da distruggere"… non riesce ad accettare nemmeno questa terminologia guerresca: nella sua mente prevale il pensiero che se questa "cosa" è nata in lui, è ovviamente "parte" di lui, e quindi probabilmente è nata a causa di un qualche suo comportamento errato nei confronti del suo corpo.

Da qui Tiziano inizia il suo "ultimo giro di giostra", dalla decisione di voler star bene con sé stesso, di volersi accettare per ciò che è diventato, qualsiasi cosa questo "nuovo Tiziano" sia… e per stare ancora una volta bene con sé stesso fa ciò che, per tutta la sua vita, lo ha fatto stare bene: viaggiare.

Il "viaggio" sarà sia spirituale che fisico, ma soprattutto sarà un viaggio in tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta, comprese le brutture e le storture che il giornalista riconosce nella nostra società e nel nostro innaturale modo di vivere così come le riconosce, senza nessuna ipocrisia, nella società indiana e nel modo di vivere orientale, più naturale ma non per questo assolutamente positivo quando contrapposto al nostro.

Un altro giro di giostra è uno straordinario libro di vita, scritto da un uomo che sta morendo, e che riconosce in questa immane possibilità di sapere del poco tempo che gli resta da vivere il "momento più straordinario di qualsiasi esistenza terrena".

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  • 123paolocesare pubblicata 18/01/2012
    grazie molto interessante
  • icobox pubblicata 12/09/2006
    Che dire, complimenti davvero una recensione stupenda; devo iniziare a leggerlo sperando non sia troppo doloroso anche se i temi lo sono
  • kappa89 pubblicata 12/07/2006
    ottima opinione, complimenti! questo libro l'ho appena ordinato, quindi lo inizierò a leggere tra 1 o 2 giorni...
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Informazioni sul prodotto : Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo (Tiziano Terzani)

Descrizione del fabbricante del prodotto

Viaggiare è sempre stato per Tiziano Terzani un modo di vivere e così, quando gli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viaggio alla ricerca di una soluzione è la sua risposta istintiva. Solo che questo è un viaggio diverso da tutti gli altri, e anche il più difficile perché ogni passo, ogni scelta - a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia - ha a che fare con la sua sopravvivenza. Alla fine il viaggio esterno alla ricerca di una cura si trasforma in un viaggio interiore, il viaggio di ritorno alle radici divine dell'uomo. Un libro sull'America, un libro sull'India, un libro sulla medicina classica e quella alternativa, un libro sulla ricerca della propria identità.

Caratteristiche Tecniche

EAN: 9788830421424, 9788830440050

Tipologia del prodotto: Libro rilegato

Autore: Tiziano Terzani

Numero totale di pagine: 588, 576

Alice Classification: Geografia Generale. Viaggi

Editore: Longanesi

Data di pubblicazione: 2004, 2014

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Ciao

Su Ciao da: 16/08/2004